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    <title>Fuorigiri</title>
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        <title>Economia analogica e digitale</title>
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<div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p>Mentre giocherellavo mentalmente con l&#39;eleganza logica dei principi del sistema di micropagamenti iPay di dmin.it, mi sono imbattuto in una domanda, che è poi una difficoltà:</p><ul>
<li>ma perché se nell&#39;economia analogica esiste la moneta analogica, che è anonima, non deve esistere anche nell&#39;economia digitale una moneta digitale anch&#39;essa anonima?&#0160;</li>
</ul>
<p>Forse perché si pensa che l&#39;anonimicità della moneta sia foriera di frodi/reati di tutti i tipi? Se le frodi/reati analogiche hanno le moto per correre, le frodi digitali vanno parecchio più veloci, anche di Valentino Rossi. Ergo niente moneta digitale anonima.</p><p>Non mi convince. Le monete analogiche hanno il rovescio della medaglia, testa e croce. Il rovescio dell&#39;anonimicità della moneta analogica è la libertà. Ci si nasconde un poco, forse, ma è li che riposa un altro pezzo di libertà. </p><p>Quindi mi metterò al lavoro per verificare se questo principio possa integrarsi con i principi di ipay. Per ora ho trovato <a href="http://www.cs.gmu.edu/%7Eastavrou/research/Par_PET_2008.pdf" target="_blank" title="PAR: Payment for Anonymous Routing">questo</a>, per me spettacolare, <em>paper </em>della Columbia e della George Mason University, dove cosa ti scovo? Il principio dell&#39;incentivazione che è stato il primo a cui anch&#39;io ho pensato per iPay e poi, eccola li, la moneta digitale anonima. </p><ul>
<li>generi un numero casuale (va beh, anche pseudo-casuale)</li>
<li>lo strizzi con la funzione di hashing</li>
<li>lo cifri con la chiave pubblica di una banca digitale</li>
</ul>
<p>et voilà, la moneta digitale anonima. <br />Come non provare a infilarla in iPay?</p></div>
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        <title>Microsofisma/2</title>
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        <summary>Non ho fatto in tempo a scrivere Microsofisma/1, che subito ho trovato nel post di Guido Romeo la smentita di Nielsen alla mia conclusione. Non è vero che i giovani si informano di più online che sulla carta stampata e...</summary>
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<div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p>Non ho fatto in tempo a scrivere <a href="http://mimmocosenza.nova100.ilsole24ore.com/2009/06/editoria-e-micropagamenti1.html">Microsofisma/1</a>, che subito ho trovato nel<a href="http://guidoromeo.nova100.ilsole24ore.com/2009/06/contrordine-i-teenager-usano-ancora-gli-old-media-rapporto-nielsen.html"> post di Guido Romeo</a> la smentita di Nielsen alla mia conclusione. Non è vero che i giovani si informano di più online che sulla carta stampata e neppure che lo facciano più online che via TV. Mi è subito venuta in mente una frase famosa di Aaron Levenstein: <font class="sqq">“Statistics are like a bikini. What they reveal is suggestive, but what they conceal is vital.”<br /></font></p><p><font class="sqq">Quindi vado avanti con i miei microsofismi senza preoccuparmi più di tanto dei report di Nielsen il cui obiettivo finale sembra essere quello di convincere gli investitori pubblicitari a continuare a fare le proprie campagne pubblicitarie in televisione e sulla carta stampata. <br /></font></p><p><font class="sqq">In <a href="http://mimmocosenza.nova100.ilsole24ore.com/2009/06/editoria-e-micropagamenti1.html">Microsofisma/1</a> avevo concluso che </font>&quot;<span class="hw-view-span" style="display: inline;">la popolazione che si informa sul cartaceo diminuisce in modo strutturale&quot;.&#0160;</span></p><p><span class="hw-view-span" style="display: inline;">Dato che gli investitori pubblicitari vanno dove va il pubblico, insieme alla supposta verità della precedente conclusione si può dedurre che:</span></p><ul>
<li><span class="hw-view-span" style="display: inline;">gli investimenti pubblicitari su carta stampata diminuiscono in modo strutturale</span></li>
</ul>
<p><span class="hw-view-span" style="display: inline;"></span><br /><span class="hw-view-span" style="display: inline;"></span></p></div>
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        <title>Microsofisma/1</title>
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        <published>2009-06-27T23:27:33+02:00</published>
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        <summary>Il primo è stato Murdoch, poi sono arrivati tutti gli altri editori bivalenti (carteceo + online), internazionali e nazionali. Il primo è stato Murdoch. p) la popolazione invecchia e, anche se Papi ha promesso che vivremo tutti cento anni, non...</summary>
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<div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p><span class="hw-view-span" style="display: none;">Il primo è stato Murdoch, poi sono arrivati tutti gli altri editori bivalenti (carteceo + online), internazionali e nazionali.</span><span class="hw-view-span" style="display: none;">&#0160; </span><span class="hw-view-span" style="display: inline;">Il primo è stato Murdoch.<br /></span></p><p><span class="hw-view-span" style="display: inline;">p) la popolazione invecchia e, anche se Papi ha promesso che vivremo tutti cento anni, non ci si può fare molto;</span></p><p><span class="hw-view-span" style="display: inline;">q) la popolazione giovane che sostituisce la vecchia si informa online molto più che su carta (a dire la verità anche molto più che in televisione), quindi la prima conclusione:<br /></span></p><p style="text-align: left;"><span class="hw-view-span" style="display: inline;">c) la popolazione che si informa sul cartaceo diminuisce in modo strutturale</span></p><p><span class="hw-view-span" style="display: inline;">L&#39;assunzione implicita </span>che consente di trarre la verità della conclusione c),&#0160; dalla verità delle sue premesse p) e q),&#0160; è che il dominio del discorso sia rappresentato dall&#39;unione delle popolazioni delle nazioni che sono membri di un occidente concettuale piuttosto maturo. </p><p>Potrebbe essere interessante verificare anche la verità di un lemma di c): </p><ul>
<li>la popolazione che si informa in televisione diminuisce in modo strutturale.&#0160;</li>
</ul>
<p>Ma in questo momento confonde solamente le idee. <br />Comunque, non ho nessuna voglia di mettermi a verificare la verità delle due assunzioni implicite. Agli statistici nelle aziende di ricerche di marketing può riuscire più facile che a me.</p></div>
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        <title>Un&#39;infanzia rubata</title>
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<div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p><a href="http://nova100.typepad.com/.a/6a00d8341c684553ef01157167a748970b-pi" style="display: inline;"><img alt="Michael-jackson1" border="0" class="at-xid-6a00d8341c684553ef01157167a748970b " src="http://nova100.typepad.com/.a/6a00d8341c684553ef01157167a748970b-800wi" title="Michael-jackson1" /></a> </p><p>E&#39; moltissimo tempo, troppo, che non scrivo più nel blog e&#0160; proprio ieri&#0160; avevo&#0160; preparato un post su un tema molto caldo, ma questa mattina, prima di partire per Torino, ho letto della morte di Michael Jackson e non l&#39;ho pubblicato. In viaggio ascoltavo la radio e ho sentito un&#39;intervista di molti anni fa in cui Michael Jackson raccontava della sua infanzia, senza amici e senza giochi, fatta solamente di concerti, di interviste e del padre che lo terrorizzava. Non ha mai accusato chi gli ha davvero rubato l&#39;infanzia: lo <em>show business</em> che su quella voce tanto <em>blues</em> quanto celestiale e su quel corpo minuto ed elettrico voleva e ha lucrato oltre ogni modo. Poi ho sentito che per riparare ai debiti di 500 milioni di dollari che aveva contratto in un&#39;età adulta solo per l&#39;anagrafe, gli avevano fatto un contratto per 50 concerti a Londra, di cui qualcuno si è divertito anche a calcolare il danno economico causato dalla sua morte (non ricordo se 300 milioni di sterline, di dollari o di euro). Per poter sostenere quello sforzo<em> Jacko</em> non ha opposto resistenza e si è sottoposto alle cure di medici che di Ippocrate non ricordano neppure il nome. Dopo l&#39;infanzia, lo <em>show business</em> gli ha rubato l&#39;ultima cosa che gli era rimasta: la vita. </p></div>
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        <title>Ecommerce laFeltrinelli.it</title>
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        <summary>Ieri si è tenuta alla Triennale di Milano la conferenza stampa di presentazione del nuovo sito di ecommerce delle Librerie Feltrinelli. Ne ha parlato in anticipo Luca De Biase che ha poi tenuto un intervento introduttivo alla conferenza stampa stessa....</summary>
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&lt;div xmlns=&quot;http://www.w3.org/1999/xhtml&quot;&gt;&lt;p&gt;Ieri si è tenuta alla Triennale di Milano la conferenza stampa di presentazione del nuovo sito di ecommerce delle &lt;a href=&quot;http://www.lafeltrinelli.it&quot;&gt;Librerie Feltrinelli&lt;/a&gt;. Ne ha parlato in anticipo &lt;a href=&quot;http://blog.debiase.com/2008/01/29.html&quot;&gt;Luca De Biase&lt;/a&gt; che ha poi tenuto un intervento introduttivo alla conferenza stampa stessa. Luca ci ha riportato alcuni numeri molto interessanti sulla diffusione di internet in italia (tra i 18 e i 24 milioni di persone, a seconda della fonte) e sul tempo medio che queste stesse persone passano online (6 volte di più rispetto ai tempi della bolla speculativa di internet). L&#39;informazione più interessante che ci dato però Luca è quella relativa al motivo per cui Amazon non è presente in Italia. Intervistato in passato da Luca,&amp;nbsp; &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Diego_Piacentini&quot;&gt;Diego Piacentini&lt;/a&gt;, vice presidente di Amazon, ha dichiarato che il motivo per cui non sono presenti in Italia dipende dalle difficoltà organizzative della logistica italiana. Questo dato sembrerebbe quindi lasciare libero spazio alle iniziative locali di &lt;a href=&quot;http://www.lafeltrinelli.it&quot;&gt;laFeltrinelli&lt;/a&gt; e dei suoi concorrenti, come &lt;a href=&quot;http://www.internetbookshop.it/&quot;&gt;IBS&lt;/a&gt; e &lt;a href=&quot;http://www.bol.it/home/hp&quot;&gt;BOL&lt;/a&gt;, sul mercato nazionale. Personalmente credo che sia arrivato il momento di essere un poco più temerari e prima di perdere il treno dell&#39;ecommerce di contenuti digitali (quelli che io chiamo sempre digital media). E&#39; certamente un mercato ancora piccolo, ma le bandierine, come nello spazio, bisogna fare in fretta a piantarle, prima che Piacentini ci ripensi e dica: i digital media se ne fregano dei problemi organizzativi e logistici italiani e ogni euro investito in ICT nell&#39;ecommerce dei digital media ha un ROI di molto superiore allo stesso investimento in ICT nell&#39;ecommerce di beni fisici. &lt;/p&gt;

&lt;/div&gt;
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        <title>Regalo di Natale</title>
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        <published>2007-12-26T00:08:00+01:00</published>
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        <summary>Oggi mi faccio un regalo di Natale. Annuncio che l&#39;ecommerce di La Feltrinelli è finalmente aperto al pubblico. Non sono mai stato superstizioso (ho fondato Sinapsi di venerdi 17), ma cauto si. Quando con Sinapsi e OpenMind vincemmo la gara...</summary>
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&lt;div xmlns=&quot;http://www.w3.org/1999/xhtml&quot;&gt;&lt;p&gt;Oggi mi faccio un regalo di Natale. Annuncio che &lt;a href=&quot;http://www.lafeltrinelli.it&quot;&gt;l&#39;&lt;em&gt;ecommerce&lt;/em&gt; di La Feltrinelli&lt;/a&gt; è finalmente aperto al pubblico. Non sono mai stato superstizioso (ho fondato Sinapsi di venerdi 17), ma cauto si. Quando con &lt;a href=&quot;http://www.sinapsi.com&quot;&gt;Sinapsi&lt;/a&gt; e &lt;a href=&quot;http://www.openmindonline.it/&quot;&gt;OpenMind&lt;/a&gt; vincemmo la gara per la realizzazione dell&#39;ecommerce di La Feltrinelli, decidemmo di non prendere alcuna iniziativa di comunicazione. I tempi erano strettissimi e il lavoro da fare moltissimo. Ragioni più che sufficienti per comportarsi come Trapattoni: non dire gatto se non ce l&#39;hai nel sacco. Non è stata scaramanzia, ma semplice prudenza. Ma adesso posso dirlo. Ci siamo riusciti, con molta fatica, ma ci siamo riusciti. Ma cosa ha di particolare l&#39;ecommerce di La Feltrinelli? &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Per il momento cito una sola particolarità. E&#39; stato realizzato interamente con pacchetti &lt;em&gt;open source&lt;/em&gt; per piattaforma java. Si va dal &lt;em&gt;content management system&lt;/em&gt; &lt;a href=&quot;http://www.magnolia.info/en/magnolia.html&quot;&gt;magnolia,&lt;/a&gt; all&#39;orchestratore &lt;a href=&quot;http://mule.mulesource.org/display/MULE/Home&quot;&gt;mule,&lt;/a&gt; passando da &lt;a href=&quot;http://www.springframework.org/&quot;&gt;spring,&lt;/a&gt; da &lt;a href=&quot;http://www.hibernate.org/&quot;&gt;hibernate&lt;/a&gt; e altre amenità del genere, il tutto ospitato sul mai abbastanza riverito &lt;a href=&quot;http://tomcat.apache.org/&quot;&gt;apache tomcat&lt;/a&gt;. Inutile dire che&amp;nbsp; i sistemi operativi sono &lt;em&gt;gnu/linux&lt;/em&gt;. Avete presente quando si parla di riduzioni dei costi di licenza d&#39;uso? Eccovi serviti. E&#39; nei progetti di medie e grandi dimensioni che l&#39;impatto dell&#39;&lt;em&gt;open source&lt;/em&gt; sui costi zittisce tutti i soloni che si ostinano a citare gli studi sui TCO e sui quadranti magici dei prezzolati analisti di mercato. CIO della Pubblica Amministrazione e delle grandi imprese dove siete? &lt;em&gt;Anybody home&lt;/em&gt;?&amp;nbsp; Non ostinatevi a comprare costosissime licenze proprietarie per oltre 5 miliardi all&#39;anno che alimentano, se va bene, i laboratori R&amp;amp;D delle imprese straniere. Copritevi il capo di cenere e imparate a spendere meno e meglio. Imparate a rendere competitivi i vostri servizi digitali utilizzando l&#39;&lt;em&gt;open source&lt;/em&gt;. Cosa credete che faccia Google? E voi pensate di essere più furbi di loro? E poi ve ne dico un&#39;altra, tanto grossa quanto vera. Il 10% di zero è zero. Qualsiasi percentuale di zero è zero. Chi ha orecchie per intendere in tenda, tutti gli altri in roulotte (è una battuta del liceo, ossia di 30 anni fa, ma rimane buona). E fareste anche un buon servizio al vostro paese, perché questa è anche politica industriale. Si formano persone che hanno conoscenza nell&#39;era della conoscenza. Si aiutano le piccole imprese dell&#39;ICT a crescere di dimensioni sul mercato locale per poi provare a fare il salto sui mercati internazionali. Ma lo sapete che i costi del lavoro intellettuale in Italia sono i più bassi d&#39;Europa? E voi fareste anche l&#39;&lt;em&gt;outsourcing&lt;/em&gt; di Babbo Natale in India? L&#39;India siamo noi.&amp;nbsp; &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Qualche altra cosa la racconterò più avanti. E&#39; pur sempre Natale anche per me. &lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
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        <title>Stigma e DRM/5 - TPM</title>
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        <published>2007-12-16T18:48:43+01:00</published>
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&lt;div xmlns=&quot;http://www.w3.org/1999/xhtml&quot;&gt;&lt;p&gt;Nella &lt;a href=&quot;http://www.dmin.it/iscrizione.htm&quot;&gt;&lt;em&gt;mailing list&lt;/em&gt; di Digital Media in Italia&lt;/a&gt; accadono le stesse cose che &lt;a href=&quot;http://sandronedazieri.nova100.ilsole24ore.com/2007/06/i-blog-morirann.html#more&quot;&gt;Sandrone Dazieri ha descritto benissimo in un suo post&lt;/a&gt; di qualche tempo fa e che non saprei esprime meglio. Ciò detto, mi interessa mettere in rilievo una delle tipiche leggende internettiane che, di link in link, assumono lo status di verità.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;La colpa di questa trasfigurazione, nella maggior parte dei casi, dipende dalla superfialità di chi linka. Si tende a prendere per buono, per esempio, il post di x che dichiara di avere scritto un programma software (e sicuramente lo ha fatto) che utilizza un&#39;implementazione di interfacciamento con il diavolo (il Trusted Platform Module) e che al momento dell&#39;esecuzione del programma che ha scritto gli chiede un certificato digitale per essere eseguito. Il certificato costa x, e quindi questo dimostrerebbe la malvagità del TPM e del DRM che, senza TPM, potrebbe essere crackato in pochissimo tempo (la sicurezza software è molto meno sicurezza della sicurezza hardware). &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Bella dimostrazione, certo, della superficialità di chi l&#39;ha scritto, ma soprattutto di chi l&#39;ha cominciato a linkare come se fosse l&#39;oracolo divino, per altro aggiungendo il seguente ringraziamento al programmatore x:&lt;/p&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Grazie di aver condiviso la tua esperienza, mi e’ tornata molto utile. Sto discutendo con delle persone che vogliono fare un &lt;span class=&quot;caps&quot;&gt;DRM&lt;/span&gt; interoperabile di Stato per risolvere i problemi delle major… roba da pazzi…&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;p&gt;I pazzi saremmo noi di Digital Media in Italia. Noi vorremmo risolvere i problemi economici delle major? E per farlo introdurremmo una piattaforma di gestione dei diritti d&#39;autore interoperabile? E la sua tesi si baserebbe sul post del programmatore di cui sopra? Forse nessuno ha detto al programmatore che prima di trarre conclusioni affrettate avrebbe almeno potuto verificare se per caso non ci fosse la possibilità di creare una certification authority del software libero/open source che potesse emettere certificati del software libero e open source. Forse non ha considerato che proprio il TPM dimostrerà la superiorità del modello di sviluppo aperto del software e che proprio quel tpm potrà servire a costruirci la certezza del rispetto della privacy, perché nel codice sorgente leggo cosa fa il codice, il codice compilato è garantito essere compilato a partire da quel codice sorgente e, conseguentemente, sulla mia macchina vengono eseguite solamente i programmi che so esattamente cosa fanno delle mie risorse e dei miei dati.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Certo, molto peggio del programmatore ha fatto il linkettaro. Qui fuori ce ne sono a badilate a costruire falsità e stigma verso questo o verso quello. A loro basta linkare e scrivere, scrivere, scrivere, e pontificare sui massimi sistemi costruendo le loro argomentazioni su assunzioni indimostrate o addirittura false.&amp;nbsp; &amp;nbsp;La verità è che c&#39;è ancora molto da capire del social networking e al momento vincono troppo spesso le leggende internettiane, come la migliore barzelletta sulle bionde. &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Nel mio piccolo cerco di piegare il bastone dall&#39;altra parte, sperando che Cartesio avesse ragione almeno in questo. &lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
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        <title>Stigma e DRM/4 - L&#39;idiozia francese</title>
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        <published>2007-12-07T01:47:07+01:00</published>
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<content type="xhtml" xml:lang="it-IT" xml:base="http://mimmocosenza.nova100.ilsole24ore.com/">
<div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p>Come alcuni sanno già, in Francia sta andando in onda una dei paradigmi della conservazione. Con il pretesto della difesa della proprietà intellettuale sotto forma di <em>downloading</em> illegale di tantissima musica e sempre più film, si sono inventati un ponte levatoio per fare passare solo i <em>bit</em> che gli pare. Anzi li fanno passare anche tutti i <em>bit,</em> ma poi ad alcuni, un poco meno binari e più fantasiosi di altri, decidono di portali da un'altra parte e li picchiano come tamburi. Complimenti mister Sarkozy, preferivo la testata di Zidane. </p>

<p>Per valorizzare i bit creativi, non c'è bisogno di mettere ponti levatoi ad ogni castello della rete. Bastano:</p>

<ul><li>la bestemmia DRM addolcita dalla &quot;i&quot; davanti, quella che sta per interoperabile;</li>

<li>un poco di fantasia con i sistemi di micropagamento;</li>

<li>i più aperti dei castelli della rete, quelli senza ponti levatoi e senza giardini recintati intorno. </li></ul>

<p>Basta la proposta di <a href="http://www.dmin.it">Digital Media in Italia</a>. </p>

<p>Per chi fosse interessato ad approfondire l'argomento, consiglio di leggere <a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2133131">l'appello di Leonardo Chiariglione</a>. A tutti gli altri, quelli che capiscono e quelli che no, consiglio invece di firmarlo, a occhi chiusi. Fidatevi di un cretino. </p></div>
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        <title>Stigma e DRM/3</title>
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        <published>2007-11-18T21:00:17+01:00</published>
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&lt;div xmlns=&quot;http://www.w3.org/1999/xhtml&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://mimmocosenza.nova100.ilsole24ore.com/2007/11/stigma-e-drm2.html&quot;&gt;Avendo deciso&lt;/a&gt; di prendere il toro (il DRM) per le corna (lo stigma), dovrei esaminare le argomentazioni contro il DRM di tutti o quasi i movimenti a difesa dei consumatori o del software libero/aperto. Il materiale in rete è tanto vasto&amp;nbsp; che mi è impossibile tracciarlo per intero o anche solo categorizzarlo. Per chi volesse avere un&#39;idea di quanto lo stigma del DRM sia cresciuto negli ultimi anni può consultare i contenuti di &lt;a href=&quot;http://drm.info/&quot;&gt;drm.info&lt;/a&gt; il cui &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Mantra&quot;&gt;mantra&lt;/a&gt; è&lt;em&gt;&amp;nbsp;&lt;/em&gt; &amp;quot;&lt;em&gt;defective by design&lt;/em&gt;&amp;quot;. Il sito contiene anche i riferimenti a molti altri siti che stigmatizzano in più lingue il DRM.&amp;nbsp; Solo la schizofrenia soffre di una maggiore maledizione sociale. Ma di quale DRM si parla tanto male? Di tutti, facendo di ogni erba un fascio. La rete è potente, è un insieme quasi illimitato di microfoni aperti che parlano, uno per ogni indirizzo IP, ma l&#39;intelligenza ce la dobbiamo mettere noi. Non basta copiare qui e li, linkare questo o quell&#39;altro, googlare a destra e a sinistra (meglio wikipedia, se volete un consiglio). Dobbiamo metterci intelligenza e, ancora prima dell&#39;intelligenza, bisogna&amp;nbsp; sudare, come Giacomo Leopardi, sulle carte, e anche sui bit. Al sudore e all&#39;intelligenza non basta sostituire la passione ideologica per capire come stiano davvero le cose. Dobbiamo tutti prendere in mano il manuale del giornalista in 24ore e andare a verificare le fonti delle notizie e delle affermazioni, dobbiamo andare più lenti e più profondi. E&#39; faticoso, lo so, ma non abbiamo alternative se vogliamo capire come stiano le cose. Lo stigma verso il DRM, se è meritato per tutti i DRM di cui parla drm.info non lo è per quello definito all&#39;interno di &lt;a href=&quot;http://www.dmpf.org&quot;&gt;DMP&lt;/a&gt; (Digital Media Project) e che va sotto il nome di IDP (Interoperable DRM Platform). IDP, o iDRM (interoperable DRM) come mi piace chiamarlo, è una bestia parecchio differente da tutti i DRM che avete mai visto, ma per scoprirlo bisogna studiare. Potrò indicarvi qualche scorciatoia, fornirvi qualche sintesi, qualche principio, qualche spiegazione, ma per parlarne con cognizione di causa bisogna studiarlo, bisogna sudarci sopra quasi quanto quelli che ne hanno create le specifiche tecniche, Leonardo e Filippo Chiariglione primi tra tutti. &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ecco, dopo questo sfogo, nei prossimi post comincerò davvero a parlare di iDRM.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
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        <title>Stigma e DRM/2</title>
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        <summary>Nel precedente post dedicato allo stigma del DRM ho solo annunciato il tema di questa serie. In questo secondo post ho intenzione di cominciare a prendere il toro per le corna. Per come lo conosciamo da consumatori, il DRM viola...</summary>
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<div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p>Nel <a href="http://mimmocosenza.nova100.ilsole24ore.com/2007/11/stigma-e-drm.html">precedente post</a> dedicato allo stigma del DRM ho solo annunciato il tema di questa serie. In questo secondo post ho intenzione di cominciare a prendere il toro per le corna.</p>

<p>Per come lo conosciamo da consumatori, il DRM viola numerosi diritti che pensavamo acquisiti nella nostra passata esperienza analogica, il più evidente dei quali, anche se non il solo, è la libertà di scegliere il <em>player</em> con cui godersi quanto acquistato legalmente in rete. E il movimento dell'<em>open source</em> non si è certo lasciato sfuggire l'occasione per screditare ulteriormente una filosofia commerciale basata sulla limitazione dei diritti dei consumatori, reinterpretando l'acronimo del DRM come <em>Digital Restrictions Management</em>.<br />I giudizi negativi rivolti al DRM sono tanto meritati da avere trovato supporto anche presso alcuni legislatori europei e la sua applicazione ai prodotti dell'industria dell'intrattenimento sembrerebbe essere giunta al capolinea, visto che persino nella <em>recording industry</em> c'è chi sta già rinunciando all'uso del DRM per la protezione di buona parte dei propri cataloghi digitali.</p>

<p>Partendo da simili posizioni parrebbe a prima vista impossibile, soprattutto per chi come me <a href="http://www.equiliber.org/images/stories/articolipdf/tao.pdf">ha sempre sostenuto il FOSS</a> anche per motivi di <a href="http://www.equiliber.org/images/stories/articolipdf/gtmoney.pdf">politica industriale nazionale</a>, saltare la barricata per sostenere che il DRM non è un mostro cattivo, ma persino indispensabile, insieme ad altri interventi tecnologici e normativi, ad abilitare il futuro dei digital media in Italia e nel mondo senza che i ricavi, per ora molto modesti, rimangano comunque nelle mani dei soliti noti, invece di fluire ad alimentare una nuova generazione di artisti e di intermediari tra loro e i consumatori. </p></div>
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        <title>Stigma e DRM/1</title>
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&lt;div xmlns=&quot;http://www.w3.org/1999/xhtml&quot;&gt;&lt;p&gt;Questo è il primo di una serie di post che dedicherò all&#39;innominabile tecnologia di gestione dei diritti d&#39;autore, meglio conosciuto come DRM (Digital Rights Management). &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Chi mi conosce solo per le battaglie contro la brevettabilità del software che mi hanno portato anche a Bruxelles o per il mio convinto sostegno al FOSS (Free &amp;amp; Open Source Software), potrà avere l&#39;impressione che mi sia andato di volta il cervello. Chi, invece, mi conosce anche per la partecipazione al gruppo &lt;a href=&quot;http://www.dmin.it&quot;&gt;dmin.it&lt;/a&gt; non troverà nulla di particolarmente sorprendente in questa serie di post che dedicherò alla rimozione dello stigma che il DRM si è conquistato presso gran parte dei consumatori e presso i sostenitori del FOSS. Arriverò, al termine di questa serie, persino a ribaltare il giudizio sul TPM (Trusted Platform Module), ossia il diavolo in persona. &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Parlerò spesso durante questa serie di post&amp;nbsp; della proposta di dmin.it per i digital media, perché la ritengo molto seria e decisamente interessante per il nostro paese. Tuttavia, pur essendo uno dei membri più attivi di dmin.it, non posso certo rappresentarla in questo spazio personale. Tutto quello che scriverò non rappresenterà quindi la posizione ufficiale di dmin.it sul DRM, sul TPM o su qualsiasi altro tema relativo ai digital media. &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;In passato ho scritto un &lt;a href=&quot;http://www.equiliber.org/images/stories/articolipdf/copycat.pdf&quot;&gt;articolo sul DRM di Sony-BMG&lt;/a&gt;, solo apparentemente in contrasto con quanto andrò a sostenere in questa serie. Se avete voglia di perdere 10 minuti del vostro tempo leggetelo. Credo sia un buon punto di partenza.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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        <title>Filmotech/2</title>
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&lt;div xmlns=&quot;http://www.w3.org/1999/xhtml&quot;&gt;&lt;p&gt;In un suo recente &lt;a href=&quot;http://lucadebiase.nova100.ilsole24ore.com/2007/10/filmotech.html&quot;&gt;post Luca De Biase&lt;/a&gt;, raccontando di &lt;a href=&quot;http://www.filmotech.com&quot;&gt;Filmotech&lt;/a&gt; mi chiama in causa, attribuendomi un&#39;idea su cui sto lavorando e che, accoppiata con il &lt;em&gt;marketplace&lt;/em&gt; di Filmotech potrebbe, a suo benevolo giudizio, avere un grande futuro. Premetto che l&#39;idea è nata circa un anno e mezzo fa sotto un grande castagno a casa di &lt;a href=&quot;http://www.chiariglione.org/&quot;&gt;Leonardo Chiariglione&lt;/a&gt;. Come consueto, quando ci vediamo da lui, a Villar Dora, la moglie Anna ci prepara pranzetti succulenti, immancabilmente innaffiati dal vino prelibato del loro piccolo vigneto.&amp;nbsp; Sono i momenti più creativi dei nostri lunghi incontri cui partecipano sempre, e molto attivamente, sia Filippo che Riccardo, a volte anche Isabella, i tre splendidi figli di Leonardo. Mi fanno sentire in famiglia, anzi mi fanno sentire della famiglia. Leonardo è un uomo soprannaturale per tanti motivi, ma quello che impressiona più di ogni altra cosa è la sua capacità di tirare fuori del buono anche da zucche vuote come la mia. Quel giorno mi ha tirato fuori le basi di quello che sarebbe diventata la proposta di &lt;a href=&quot;http://www.dmin.it&quot;&gt;Digital Media in Italia&lt;/a&gt; per il sistema di pagamento dei contenuti digitali, che noi chiamiamo sempre &lt;em&gt;digital media&lt;/em&gt;. Dopo qualche mese, a una riunione di Digital Media in Italia &lt;a href=&quot;http://blog.quintarelli.it/&quot;&gt;Stefano Quintarelli&lt;/a&gt;, altro instancabile lavoratore e organizzatore, disse: &amp;quot;ragazzi, qui c&#39;è da capire come fare &lt;em&gt;incassing,&lt;/em&gt; altro che &lt;em&gt;paying&lt;/em&gt;&amp;quot;. In pieno ferragosto 2006, mentre me ne stavo beato a Sestri Levante, mi arriva la telefonata di Leonardo:&amp;nbsp; &amp;quot;Mimmo, ti ricordi quando pranzammo sotto il&amp;nbsp; castagno? A settembre dobbiamo presentare la proposta completa di Digital Media in Italia , riesci&amp;nbsp; a buttare giù un paio di paginette per il sistema di pagamento dei &lt;em&gt;digital media&lt;/em&gt; per completare la proposta con l&#39;&lt;em&gt;incassing&lt;/em&gt; di Stefano?&amp;quot;. Come fai a dire di no a Leonardo che ha dedicato tutto se stesso al mondo intero? Impossibile, la sua generosità è contagiosa. Mi trovavo senza connessione internet, quindi senza neppure poter scopiazzare qui e li qualche idea, ma con mio nipote Harald di 14 anni nei dintorni. Ed è stato grazie&amp;nbsp; a lui, facendo domande a un piccolo adolescente, che ho cominciato a capire qualche cosa. Mi sembrava di essere in un dialogo maieutico di Socrate. Io non ho inventano nulla, era già tutto nella testa di mio nipote Harald. A maggio del 2006 ho presentato al convegno Top-ix di Torino le slide che trovate più sotto, per introdurre il percorso che ha portato alla definizione delle specifiche tecniche del sistema di micropagamenti di Digital Media in Italia. L&#39;idea che Luca De Biase ha generosamente giudicata come innovativa e a complemento di Filmotech credo sia quella che introduce il concetto di incentivazione nel sistema dei micropagamenti. Nessun merito mio, ma di Leonardo, di Stefano e, soprattutto, di Harald Cosenza. &lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Le slide che seguono avrebbero evidentemente bisogno di commenti, meglio se audio. Con la scusa di non avere tempo per registrarlo ora - la verità è che sentire la mia voce registrata mi fa ribrezzo - mi impegno a farlo prossimamente per completare l&#39;informazione, soprattutto della slide dell&#39;architettura tecnica che, da sola, richiederebbe mezz&#39;ora di commento. In futuro spero di superare la vergogna della voce, non della faccia. Per quella avete tutti il dolcissimo viso di &lt;a href=&quot;http://domizianagiordano.nova100.ilsole24ore.com/2007/10/dg-news-1.html&quot;&gt;Domiziana&lt;/a&gt;. &lt;/p&gt;

&lt;div id=&quot;__ss_150490&quot; style=&quot;width: 425px; text-align: left;&quot;&gt;&lt;object width=&quot;425&quot; height=&quot;355&quot; style=&quot;margin: 0px;&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://s3.amazonaws.com/slideshare/ssplayer2.swf?doc=sistema-di-pagamento-1193766735113184-3&quot; /&gt;&lt;param name=&quot;allowFullScreen&quot; value=&quot;true&quot; /&gt;&lt;param name=&quot;allowScriptAccess&quot; value=&quot;always&quot; /&gt;&lt;embed width=&quot;425&quot; height=&quot;355&quot; src=&quot;http://s3.amazonaws.com/slideshare/ssplayer2.swf?doc=sistema-di-pagamento-1193766735113184-3&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; allowscriptaccess=&quot;always&quot; allowfullscreen=&quot;true&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div style=&quot;font-size: 11px; font-family: tahoma,arial; height: 26px; padding-top: 2px;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.slideshare.net/?src=embed&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://s3.amazonaws.com/slideshare/logo_embd.png&quot; alt=&quot;SlideShare&quot; style=&quot;border: 0px none ; margin-bottom: -5px;&quot; /&gt;&lt;/a&gt; | &lt;a href=&quot;http://www.slideshare.net/mimmo.cosenza/sistema-di-pagamento&quot; title=&quot;View &#39;Dmin.it - Sistema di pagamento&#39; on SlideShare&quot;&gt;View&lt;/a&gt; | &lt;a href=&quot;http://www.slideshare.net/upload&quot;&gt;Upload your own&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;
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        <title>Cina al virtuale</title>
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<div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p>Leggo su The Register un <a href="http://www.theregister.co.uk/2007/10/27/swsoft_china_inspur/">articolo sulla campagna di virtualizzazione della Cina</a>. SWSoft, produttore di soluzioni di virtualizzazione, ha fatto un accordo con Inspur, costruttore cinese di hardware in forte crescita. L'obiettivo è virtualizzare la Cina prima che VMWare impari a parlare il cinese. </p></div>
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        <title>Bowling a Columbine</title>
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<div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p>Leggendo un articolo di <a href="http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/spettacoli_e_cultura/tv-ansiogena/tv-ansiogena/tv-ansiogena.html">repubblica</a> mi sono ricordato di <em>Bowling a Calumbine</em> di M.Moore, del 2002. Ma ci volevano 60 psicologi e psicoterapeuti per capire che il <em>modus televivendi</em> provoca danni alla salute mentale, quando lui ci era arrivato in quattro e quattro otto?</p></div>
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        <title>Barocco-Tech</title>
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        <summary>Sto scrivendo la descrizione delle strategie e della linea di prodotti per il business plan di una start-up molto tecnologica in cui la mia azienda sta investendo. Per altro, giusto per essere conseguenti al contenuto di un mio precedente post,...</summary>
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&lt;div xmlns=&quot;http://www.w3.org/1999/xhtml&quot;&gt;&lt;p&gt;Sto scrivendo la descrizione delle strategie e della linea di prodotti per il &lt;em&gt;business plan&lt;/em&gt; di una &lt;em&gt;start-up&lt;/em&gt; molto tecnologica in cui la mia azienda sta investendo. Per altro, giusto per essere conseguenti al &lt;a href=&quot;http://mimmocosenza.nova100.ilsole24ore.com/2007/10/lindia-siamo-no.html&quot;&gt;contenuto di un mio precedente post&lt;/a&gt;, l&#39;abbiamo fondata a San Francisco, mentre l&#39;R&amp;amp;D rimarrà in Italia.&amp;nbsp; Il &lt;em&gt;business plan&lt;/em&gt; di una &lt;em&gt;start-up&lt;/em&gt; ha lo scopo di convincere degli investitori a finanziarne lo sviluppo in cambio di una certa quota di azioni il cui valore, sperabilmente, aumenterà in un tempo relativamente breve&amp;nbsp; (tre anni o giù di li). Dopo avere scritto le prime 2 pagine, ho chiesto a una persona molto cara, è un artista, di provare a leggerle. Me le ha commentate in rosso e verde. A parte la sostituzione del blu con il verde, assomigliava in tutto a un ben brutto compitino da scuola elementare degli anni &#39;60. La cara persona non mi ha dato il voto, ma il giudizio si: barocco-tech. E&#39; un suo bellissimo neologismo, come solo gli artisti sanno inventare, e si applica magnificamente non solo alle mie due brutte paginette, ma a quasi tutte gli articoli di tecnologia che leggo quotidianamente. Adesso mi sto esercitando a togliere tutto quel &lt;em&gt;barocco-tech&lt;/em&gt; dal testo&amp;nbsp; e così facendo mi accorgo di quanto sia difficile raggiungere quella semplicità che sa parlare, senza nulla perdere in precisione, alla profondità di un(a) artista. Se quello che riscriverò saprà toccarla, allora anche gli investitori rimarranno incantati e io e i miei soci le saremo debitori. Sarà come essere debitori all&#39;arte che non è un lusso, è una necessità. Grazie &lt;a href=&quot;http://domizianagiordano.nova100.ilsole24ore.com/&quot;&gt;Domiziana&lt;/a&gt;. &lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
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        <title>I don&#39;t know why</title>
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        <published>2007-10-25T14:04:08+02:00</published>
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        <summary>I don&#39;t know why (Parole e musica di Marcello Cosenza) Sorry my darling I&#39;m sorry again I&#39;m sorry for everything I said but I have so much pain you know I never meant to hurt you I never meant to...</summary>
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<center><p><span style="font-size: 1.4em;"><br />I don't know why</span><br />(Parole e musica di Marcello Cosenza)</p>

<p><em>Sorry my darling<br />I'm sorry again<br />I'm sorry for everything I said<br />but I have so much pain<br />you know I never meant to hurt you<br />I never meant to say those things<br />you know I love you more than anything<br />but I have so much pain</em></p>

<p><em>I spent my life<br />trying to be a better man<br />and now I'm missing<br />everything I had</em></p>

<p><em>oh my darling<br />I don't know why<br />I just want everything to be<br />like it used to be</em></p>

<p><em>but everything has changed <br />and this world is raging in pain<br />so many people have died invane<br />and I don't know why</em></p>

<p><em>sorry my darling<br />I feel so insecure<br />I don't know what's going on<br />and I don't know why<br /></em></p>

<p><em>I spent my life<br />trying to be a better man<br />and now I'm missing<br />everything I had<br /></em></p>

<p><em>oh my darling<br />I don't know why<br />I just want everything to be<br />like it used to be<br /></em></p>

<p><em>but everything has changed <br />and this world is raging in pain<br />so many people have died invane<br />and I don't know why<br /></em></p>

<p><em>Oh my darling<br />I don't know why<br />I just want everything to be<br />like it used to be</em></p>

<p><em>but everything has changed <br />and this world is raging in pain<br />so many people have died invane<br />and I don't know why<br /></em></p>

<p><em>sorry my darling<br />I'm sorry again<br />forgive my lack of strength <br />but I have so much pain</em></p></center></div>
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        <title>Convergenze pericolose</title>
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        <published>2007-10-25T11:11:49+02:00</published>
        <updated>2007-10-25T11:11:49+02:00</updated>
        <summary>Ci sono convergenze e convergenze. Ci sono quelle che verticalizzano i prodotti e i servizi, come le IPTV con le quali, ammesso che la loro idea di costruire walled garden abbia senso, i content provider e i consumatori rischiano di...</summary>
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            <name>Mimmo Cosenza</name>
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<div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p>Ci sono convergenze e convergenze. Ci sono quelle che verticalizzano i prodotti e i servizi, come le IPTV con le quali, ammesso che la loro idea di costruire <em>walled garden </em>abbia senso, i <em>content provider</em> e i consumatori rischiano di venirne fuori con le ossa rotte. E ci sono quelle che deverticalizzano prodotti e servizi, rendendo i mercati più competitivi. Di una di queste convergenze ho parlato in una <a href="http://www.datamanager.it/articoli.php?visibile=1&amp;idricercato=21809">intervista</a> che mi ha fatto <a href="http://www.antoniosavarese.it/">Antonio Savarese</a> e che è appena stata pubblicata su <a href="http://www.datamanager.it/home.php">Data Manager Online</a>. Si tratta dell'esplosiva convergenza tra Open Source e Open Standard.</p></div>
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        <title>Pensavo fosse amore invece era un calesse/3</title>
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        <published>2007-10-25T01:14:58+02:00</published>
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        <summary>Nella vita c&#39;è sempre qualcuno che, istintivamente, fa il medico, ma solamente se c&#39;è il paziente. Allo stesso modo c&#39;è sempre qualcun&#39;altro che, istintivamente, fa il paziente, ma solamente se c&#39;è il medico. Ci sono anche di quelli, ma sono...</summary>
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&lt;div xmlns=&quot;http://www.w3.org/1999/xhtml&quot;&gt;&lt;p&gt;Nella vita c&#39;è sempre qualcuno che, istintivamente, fa il medico, ma solamente se c&#39;è il paziente. Allo stesso modo c&#39;è sempre qualcun&#39;altro che, istintivamente, fa il paziente, ma solamente se c&#39;è il medico. Ci sono anche di quelli, ma sono rari, cui piace giocarli tutti e due i ruoli, in contemporanea. Medico e paziente insieme. Di tutte le permutazioni possibili, la coppia medico-paziente/paziente-medico è l&#39;unica che potrebbe essere catalogata tra le misteriose, per quanto raramente avviene. Questo è il punto di partenza, l&#39;input del processo? Ma qual&#39;è il punto di arrivo, l&#39;output del processo? Non si sa. Come per le cosiddette RNA-binding proteins. Questo è stato l&#39;argomento della bellissima cena&amp;nbsp; di&amp;nbsp; &lt;a href=&quot;http://www.equiliber.org&quot;&gt;www.equiliber.org&lt;/a&gt; dello scorso giovedì. Chi ci ha illuminati è Vincenzo Silani, che ringrazio di cuore. Io ho la fortuna di conoscerlo di persona, quindi se non lo conoscete googlatelo voi. &lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
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        <title>L&#39;India siamo noi</title>
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        <published>2007-10-17T00:41:06+02:00</published>
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        <summary>Oggi stavo leggendo la presentazione di un&#39;azienda di tecnologia informatica fondata da italiani in Silicon Valley e che in Italia ha pure il centro di ricerca e sviluppo. La razionalità di questa strategia apparentemente sorprendente risiede in buona parte in...</summary>
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&lt;div xmlns=&quot;http://www.w3.org/1999/xhtml&quot;&gt;&lt;p&gt;Oggi stavo leggendo la presentazione di un&#39;azienda di tecnologia informatica fondata da italiani in &lt;em&gt;Silicon Valley &lt;/em&gt;e che in Italia ha pure il centro di ricerca e sviluppo. La razionalità di questa strategia apparentemente sorprendente risiede in buona parte in un paio di dati:&lt;/p&gt;

&lt;ul&gt;&lt;li&gt;il primo: in Italia c&#39;è una densità doppia di laureati in discipline scientifiche e tecniche rispetto agli Stati Uniti. Sarebbe interessante avere qualche numero sullo stesso rapporto rispetto a Danimarca, Finlandia, Svezia, ecc.&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;il secondo: il costo del lavoro dei laureati in discipline scientifiche e tecniche in Italia è tra i più bassi d&#39;Europa.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;

&lt;p&gt;Tempo fa un amico che lavora in una multinazionale del &lt;em&gt;software,&lt;/em&gt; mi diceva che una parte degli sviluppi vengono fatti in Italia perché ha il costo del lavoro tra i più bassi di tutte le sedi internazionali in cui è presente.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;La domanda è: ma se abbiamo un buon numero di tecnici all&#39;altezza della situazione e se costano anche poco perché l&#39;Italia non riesce ad attirare i capitali di investimento?&amp;nbsp; Zingales, giovane economista italiano di una certa fama anche internazionale, ha più volte scritto e detto che il principale problema dell&#39;Italia è la lentezza e l&#39;incertezza della giustizia. Due caratteristiche che premiano gli imprenditori italiani senza capitali, ma con molti amici nei palazzi che contano: quelli della politica e quelli delle banche. Avrà ragione lui? A me pare di si.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
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        <title>Discografia nel pallone</title>
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        <published>2007-10-07T18:47:43+02:00</published>
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        <summary>Lo sanno già tutti. La giuria della corte dello stato del Minnesota ha inflitto una multa di circa 220 mila dollari a Jammie Thomas per avere violato la legge americana sul copyright. La violazione riguarda 24 canzoni che Jammie Thomas...</summary>
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&lt;div xmlns=&quot;http://www.w3.org/1999/xhtml&quot;&gt;&lt;p&gt;Lo sanno già tutti. La giuria della corte dello stato del Minnesota ha inflitto una multa di circa 220 mila dollari a Jammie Thomas per avere violato la legge americana sul &lt;em&gt;copyright&lt;/em&gt;.&amp;nbsp; La violazione riguarda 24 canzoni che Jammie Thomas ha scaricato e condiviso illegalmente dalle reti p2p Kazaa delle circa 1700 per le quali era imputata. Ne parla anche &lt;a href=&quot;http://www.nova100.ilsole24ore.com/&quot;&gt;Nòva100&lt;/a&gt; in un &lt;a href=&quot;http://claudioferrante.nova100.ilsole24ore.com/2007/10/multa-pesante-a.html&quot;&gt;post&lt;/a&gt; di &lt;a href=&quot;http://claudioferrante.nova100.ilsole24ore.com/&quot;&gt;Claudio Ferrante&lt;/a&gt; che si domanda &amp;quot;se punirne uno per educarne cento sia la soluzione giusta&amp;quot;. Qualche giorno prima della sentenza del Minnesota, e anche questo lo sanno già tutti, il gruppo &lt;em&gt;progressive rock&lt;/em&gt;&amp;nbsp; Radiohead ha lanciato una campagna &lt;em&gt;marketing&lt;/em&gt; (perché di &lt;em&gt;marketing&lt;/em&gt; si tratta) che consentirà dal 10 ottobre di scaricare i file del nuovo &lt;a href=&quot;http://www.inrainbows.com&quot;&gt;album&lt;/a&gt;, lasciando ai fan medesimi decidere quanto pagare. Senza questa operazione non avrebbero certo visto vendite di CD o di &lt;em&gt;downloading&lt;/em&gt; legale differenti rispetto a tutti gli altri musicisti /o gruppi musicali. In questo modo si sono comunque fatti una pubblicità planetaria a costi pressoché nulli: venderanno qualche prezioso cofanetto in più, qualche fan sarà anche molto generoso a causa del senso di colpa indotto e i loro concerti &lt;em&gt;live&lt;/em&gt; saranno più pieni del solito (una volta i concerti si facevano per promuovere gli album, oggi gli album si fanno per promuovere concerti). &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Complimenti per il tempismo, ma la l&#39;iniziativa non cambierà assolutamente nulla, cosi come quella uguale e contrartia della RIAA nella causa di cui sopra.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il mondo della discografia musicale è nel pallone ed è naturale che sia così, visti i bilanci in profondo rosso. Colpi di coda dettati dalla disperazione, degli uni e degli altri. &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;In Italia c&#39;è una iniziativa che si chiama &lt;a href=&quot;http://www.dmin.it&quot;&gt;Digital Media in Italia&lt;/a&gt;, alla quale partecipo dall&#39;inizio (novembre 2005) e di cui ho scritto brevemente &lt;a href=&quot;http://mimmocosenza.nova100.ilsole24ore.com/2007/10/la-luna-e-il-di.html&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;. Non so se sia questo il luogo corretto per riportare il lavoro che stiamo facendo, ma mi piacerebbe molto che Claudio Ferrante e altri operatori del mercato musicale italiano vi partecipassero. Abbiamo bisogno della loro esperienza e di confrontarci con il loro punto di vista. &lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
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        <title>Tabacchi self service e tutela della privacy</title>
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        <published>2007-10-06T20:39:31+02:00</published>
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&lt;div xmlns=&quot;http://www.w3.org/1999/xhtml&quot;&gt;&lt;p&gt;Oggi pomeriggio sono andato a comprare le sigarette nel bar sotto casa. L&#39;area tabacchi interna al bar è in ristrutturazione, però hanno installato un nuovo modello di &lt;em&gt;self service&lt;/em&gt; esterno al bar. Sono ovviamente al corrente del fatto che i minori non possano acquistare sigarette. Sono anche uno tantissimi che ha sofferto numerose volte del &amp;quot;buco&amp;quot; tra le 19.30, l&#39;ora in cui la gran parte delle rivendite di tabacco chiudono, e le 21.00, l&#39;orario in cui diventano operativi i &lt;em&gt;self service&lt;/em&gt;. La motivazione della limitazione temporale dell&#39;operatività dei &lt;em&gt;self service&lt;/em&gt; dipende dal tentativo di limitarne l&#39;uso proprio ai minori. Immagino che tale norma sia stata introdotta ai tempi del &amp;quot;carosello&amp;quot; e che oggi abbia perso molto della sua efficacia, ammesso che ne abbia mai avuta.&amp;nbsp; &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Bene, il nuovo modello di &lt;em&gt;self service&lt;/em&gt; adesso non ha più limitazioni temporali di operatività, ma per poter comprare le sigarette prima delle 21.00 e dopo le 7.00 bisogna inserire la tessera del codice fiscale, oppure la tessera sanitaria (non sono sicuro di quest&#39;ultima). La motivazione è ovvia. Per entrambi i codici esistono semplicissimi algoritmi che estraggono vari dati, tra i quali proprio la data di nascita codificata in suddetti codici. Cosi la nuova macchinetta &lt;em&gt;self service&lt;/em&gt; può verificare se il codice fiscale è di un maggiorenne o di un minorenne. &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Fantastico, verrebbe da dire a tutti coloro che hanno sofferto come me il &amp;quot;buco&amp;quot; di cui sopra. Peccato, però, che non si sappia come venga usato quel codice fiscale. Viene memorizzato da qualche parte? Viene associato all&#39;acquisto delle sigarette? E queste coppie di associazioni codice fiscale sigarette (o anche marche di sigarette) è potenzialmente sfruttabile commercialmente dai costruttori di &lt;em&gt;self service&lt;/em&gt;? Visto che gli imprenditori (io per primo) sono sempre alla ricerca di opportunità di &lt;em&gt;business,&lt;/em&gt; non è che c&#39;è qualcuno di loro che coglie due piccioni con una fava? Estendendo l&#39;operatività temporale dei &lt;em&gt;self service&lt;/em&gt; oltre a fare più margini (ricavi - costi), si può anche rivendere quell&#39;informazione tanto preziosa. A chi? Beh, per esempio alle assicurazioni sulla salute, che così potrebbero ridurre il rischio di assicurare chi come me fa di tutto per ammalarsi gravemente, oppure alle multinazionali dei tabacco (compreso il monopolio di stato) che potrebbero profilare in modo piuttosto raffinato non solo la propria clientela, ma anche quella dei concorrenti. &lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
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        <title>La luna e il dito</title>
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        <published>2007-10-05T01:13:50+02:00</published>
        <updated>2007-10-05T01:13:50+02:00</updated>
        <summary>Dai contenuti dei dibattiti che ciclicamente si riaccendono fuori e dentro casa nostra sulla opportunità o meno di separare la rete a banda larga, comunque si intenda la separazione stessa, si ha l&#39;impressione che si continui a guardare il dito...</summary>
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&lt;div xmlns=&quot;http://www.w3.org/1999/xhtml&quot;&gt;&lt;p&gt;Dai contenuti dei dibattiti che ciclicamente si riaccendono fuori e dentro casa nostra sulla opportunità o meno di separare la rete a banda larga, comunque si intenda la separazione stessa, si ha l&#39;impressione che si continui a guardare il dito e non la luna indicata dal dito. &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il dito è la ricerca spasmodica da parte di tutti del proprio giardino recintato (&lt;em&gt;walled garden&lt;/em&gt;), con&amp;nbsp; &amp;nbsp;la sola esclusione degli artisti senza notorietà massmediatica il cui unico spasmo rischia di diventare quello della fame.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;La luna è la massimizzazione della diffusione dei &lt;em&gt;digital media&lt;/em&gt; nel rispetto di tutti gli attori che contribuiscono alla creazione di valore aggiunto sulla catena che, passando da vari intermediari, va dai creatori ai consumatori finali. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ciò di cui c&#39;è bisogno è una visione strategica orientata alla
creazione di un ecosistema sostenibile in cui possano vivere e
proliferare i &lt;em&gt;digital media&lt;/em&gt;. Tale ecosistema deve proteggere in ogni
caso la sua linfa vitale, gli artisti, perché senza di loro non ci
sarebbe neppure materia del contendere, a meno di considerare i 3
minuti di &lt;em&gt;youtube show&lt;/em&gt;, rivisitazione ed evoluzione internettiana dei
&lt;em&gt;reality&lt;/em&gt; &lt;em&gt;show,&lt;/em&gt; l&#39;unico contenuto meritevole di interesse.&lt;br /&gt;
Già un anno fa &lt;em&gt;Digital Media&lt;/em&gt; in Italia (&lt;a href=&quot;http://www.dmin.it&quot;&gt;www.dmin.it&lt;/a&gt;), gruppo di lavoro
interdisciplinare senza scopo di lucro, ha definito una proposta che si
distingue per il fatto di basarsi su un approccio olistico che
armonizza le tre&amp;nbsp; principali aree problematiche dei digital media: &lt;/p&gt;

&lt;ul&gt;&lt;li&gt;
la gestione dei diritti d&#39;autore;&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;
la gestione dell&#39;accesso alla rete a banda larga;&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;
la gestione dei micropagamenti. &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;

&lt;p&gt;
La proposta di &lt;a href=&quot;http://www.dmin.it&quot;&gt;dmin.it&lt;/a&gt; possiede anche la non trascurabile
caratteristica di volere coniugare due requisiti fondamentali spesso in
antitesi tra loro: la libertà di azione per le imprese e la libertà di
accesso ai contenuti per i consumatori. E&#39; solo trovando un equilibrio
tra queste due libertà che si potrà veder nascere, nel rispetto degli
artisti, una sostanziosa economia per i &lt;em&gt;digital media&lt;/em&gt;.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;
Nel contesto della rete a banda larga, tale equilibrio si esplicita per
&lt;a href=&quot;http://www.dmin.it&quot;&gt;dmin.it&lt;/a&gt; in un insieme di specifiche tecniche messe in gioco da
interventi normativi e sorvegliate da un sistema di &lt;em&gt;governance.&lt;/em&gt; Più
precisamente &lt;a href=&quot;http://www.dmin.it&quot;&gt;dmin.it&lt;/a&gt; ritiene che ogni operatore di rete, pur potendo
offrire accesso &lt;em&gt;bundled&lt;/em&gt; e/o &lt;em&gt;unbundled&lt;/em&gt; alla sua rete con caratteristiche
tecniche di sua scelta, lo debba fare garantendo il soddisfacimento
delle seguenti condizioni:&lt;/p&gt;

&lt;ul&gt;&lt;li&gt;
l&#39;interoperabilità dei servizi di rete;&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;
l&#39;adesione a specifici livelli di qualità dei servizi ai punti di &lt;a href=&quot;http://en.wikipedia.org/wiki/Peering&quot;&gt;&lt;em&gt;peering&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; tra le reti&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;
l&#39;offerta a chiunque lo richieda (fornitori di contenuti, intermediari
o utenti finali) del puro accesso “&lt;em&gt;service-agnostic&lt;/em&gt;” alla rete a banda
larga con le stesse caratteristiche tecniche già contenute in altre sue
offerte e a condizioni non discriminatorie rispetto a queste ultime.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;

&lt;p&gt;
La separazione “fisica” della rete a banda larga soddisfa
automaticamente le condizioni sopra riportate, ma come tutti possono
constatare, l&#39;oscillazione delle istituzioni nazionali e internazionali
è a tale proposito talmente ampia da non lasciare molte speranze per
una soluzione in tempi brevi. Viceversa, l&#39;implicita separazione
“logica” della rete proposta da &lt;a href=&quot;http://www.dmin.it&quot;&gt;dmin.it&lt;/a&gt; è percorribile in tempi brevi,
otterrebbe gli stessi risultati positivi della separazione fisica e
anche il rispetto della libertà di azione delle imprese.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;
La sola separazione logica o fisica della rete a banda larga non
potrebbe però abilitare la creazione di una rilevante economia digitale
dei contenuti. Senza una piattaforma interoperabile di gestione dei
diritti d&#39;autore e senza un sistema che abbatta la soglia di ingresso
dei pagamenti &lt;em&gt;online&lt;/em&gt; per la fascia giovane della popolazione
difficilmente potremmo assistere all&#39;allunaggio dei &lt;em&gt;digital media&lt;/em&gt;:
&lt;em&gt;iTunes&lt;/em&gt; continuerà ad avere l&#39;80% di un mercato che vale l&#39;1% del
mercato musicale, quest&#39;ultimo si ridurrà fino a quasi raggiungerlo,
gli artisti terranno il loro talento per se stessi e trovare il nuovo
Beethoven sarà pressoché impossibile. &lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
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        <title>Pensavo fosse amore invece era un calesse/2</title>
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        <published>2007-09-29T13:39:53+02:00</published>
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        <summary>L&#39;altro giorno, quando ci siamo incontrati al bar del sole24, avevo pochissimo tempo e mi sono perso uno dei momenti più ludici che Domiziana ha però riportato in un suo post. Sempre della serie &quot;pensavo fosse amore invece era un...</summary>
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<div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p>L'altro giorno, quando ci siamo <a href="http://antoniodini.nova100.ilsole24ore.com/2007/09/indovina-chi-ve.html">incontrati al bar del sole24</a>, avevo pochissimo tempo e mi sono perso uno dei momenti più ludici che Domiziana ha però riportato in un suo <a href="http://domizianagiordano.nova100.ilsole24ore.com/2007/09/un-momento-di-r.html">post</a>. Sempre della serie &quot;pensavo fosse amore invece era un calesse&quot;, questa volte con le bionde come protagoniste.</p></div>
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        <title>Un iPod per gestire i conti di casa/2</title>
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<div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p><a href="http://vitolops.nova100.ilsole24ore.com/">Vito Lops</a> sa che apprezzo moltissimo i suoi post. Oggi l'ho anche conosciuto di persona alla redazione del &quot;Il sole 24 Ore&quot; anche se ero troppo di fretta per riuscire a scambiare due chiacchere. Ho appena letto il suo ultimo <a href="http://vitolops.nova100.ilsole24ore.com/2007/09/un-ipod-per-ges.html">post</a> che riprendo in questo mio cui ho dato lo stesso titolo.</p>

<p>Premetto che ormai una decina di anni fa ho lavorato alla progettazione e sviluppo di quello che in gergo viene chiamato Corporate Banking e li, con l'aiuto di uno straordinario esperto di tracciati bancari (flussi CBI), di cui non faccio il nome solamente perché non gli ho prima chiesto il permesso, ho imparato un numero significativo di tecnicismi, ma anche e soprattutto di organizzazione delle strutture bancarie: centri applicativi, strutture tecniche delegate e banche (grandi e piccole). </p>

<p>Adesso sarebbe lungo da spiegare nei dettagli, ma l'univo motivo per cui in Italia le applicazioni di gestione dei conti di casa non si sono mai diffuse è, tanto per non mandarlo a dire, del protezionismo, o corporativismo (scegliete voi come chiamarlo) del sistema bancario italiano. Infatti, mentre in Francia, giusto per fare un esempio, le applicazione di gestione dei conti di casa si comprano in edicola e le sviluppano le società di software, proprio come Money e Quicken, in Italia no, le fanno le banche (e si vede!). </p>

<p>Perché? Perché le banche non danno un bocchettone (il corrispondente della rete nella recente diatriba sulla sua ri-nazionalizzazione o separazione) con i dati. No. O prendi anche l'applicazione che gestisce i dati o ciccia (bundling). Questo sarà il motivo per cui persino il demone di Steve Jobs, che si è recentemente scontrato con il simulacro del mangament di TIM per iPhone, dovrà rinunciare a vedere la massaia di Voghera (nota moglie o figlia televisionaria dell'arricchito venditore di auto di provincia) che gestisce i conti di casa su un iPod. </p>

<p>Ancora una volta la colpa è delle corporazioni e dei protezionismi all'amatriciana. Bersani, Draghi, dove siete?</p></div>
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        <title>Creative Commons citata in tribunale</title>
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        <summary>Leggo questa notizia che riporta il caso di una denuncia parallela a Virgin Mobile e Creative Commons. Sembrerebbe che Virgin Mobile abbia usato per una sua pubblicità una foto caricata in Flickr dal produttore Damon Chang e rilasciata con licenza...</summary>
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&lt;div xmlns=&quot;http://www.w3.org/1999/xhtml&quot;&gt;&lt;p&gt;Leggo questa &lt;a href=&quot;http://www.theregister.co.uk/2007/09/24/creative_commons_deception/&quot;&gt;notizia&lt;/a&gt; che riporta il caso di una denuncia parallela a &lt;a href=&quot;http://www.virgin.com&quot;&gt;Virgin Mobile&lt;/a&gt; e &lt;a href=&quot;http://creativecommons.org/&quot;&gt;Creative Commons&lt;/a&gt;. Sembrerebbe che Virgin Mobile abbia usato per una sua pubblicità una foto caricata in &lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/&quot;&gt;Flickr&lt;/a&gt;&amp;nbsp; dal produttore Damon Chang e rilasciata con licenza Creative Commons senza restrizioni sull&#39;eventuale uso commerciale della foto stessa. Dubito che Creative Commons possa essere accusata di avere tratto in inganno Damon Chang quando quest&#39;ultimo ha scelto, nel caricare la foto di sua nipote poi utilizzata da Virgin Mobile, di non avvalersi della clausola &lt;em&gt;non-commercial&lt;/em&gt; della licenza Creative Commons. Mantenere i diritti di sfruttamento commerciale delle opere rilasciate con licenze CC è infatti una prassi molto consolidata.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E&#39; invece certamente condannabile la superficialità di Virgin Mobile che pur avendo tutto il diritto, diritto concessogli da Damon Chang, di sfruttare commercialmente quella foto non ha rispettato il diritto fondamentale ed inalienabile, a meno di rilasciarla nel public domain, del &amp;quot;credito&amp;quot; della foto stessa.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Rimane un ulteriore problema per Chang. Poteva rilasciare con una qualsiasi licenza Creative Commons una foto che ritrae sua nipote senza chiedere il permesso a quest&#39;ultima o ai suoi tutori se minorenne?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ci sono colpe per tutti, ma non certo per Creative Commons.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
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        <title>Pensavo fosse amore invece era un calesse</title>
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        <published>2007-09-24T22:23:48+02:00</published>
        <updated>2007-09-24T22:23:48+02:00</updated>
        <summary>Dunque, oggi ho letto un articolo di Vito Lops e dopo un poco ho anche partecipato a una mini discussione con alcuni dei blogger di nova100 tra i quali cito in rigoroso ordine di apparizione: Sandrone Dazieri Roberto Moroni Antonio...</summary>
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&lt;div xmlns=&quot;http://www.w3.org/1999/xhtml&quot;&gt;&lt;p&gt;Dunque, oggi ho letto un &lt;a href=&quot;http://vitolops.nova100.ilsole24ore.com/2007/09/bolle-speculati.html&quot;&gt;articolo&lt;/a&gt; di &lt;a href=&quot;http://vitolops.nova100.ilsole24ore.com/&quot;&gt;Vito Lops&lt;/a&gt; e dopo un poco ho anche partecipato a una mini discussione con alcuni dei blogger di &lt;a href=&quot;http://www.nova100.ilsole24ore.com/&quot;&gt;nova100&lt;/a&gt; tra i quali cito in rigoroso ordine di apparizione:&lt;/p&gt;

&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://sandronedazieri.nova100.ilsole24ore.com/&quot;&gt;Sandrone Dazieri&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://robertomoroni.nova100.ilsole24ore.com/&quot;&gt;Roberto Moroni&lt;/a&gt; &lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://antoniodini.nova100.ilsole24ore.com/&quot;&gt;Antonio Dini&lt;/a&gt; &lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://domizianagiordano.nova100.ilsole24ore.com/&quot;&gt;Domiziana Giordano&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://paolo.evectors.it/&quot;&gt;Paolo Valedemarin&lt;/a&gt; (lui non è un &lt;a href=&quot;http://www.nova100.ilsole24ore.com/&quot;&gt;novablogger&lt;/a&gt;, ma è il nostro &lt;em&gt;pungingball&lt;/em&gt; quando abbiamo da lamentarci di qualche cosa)&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://antoniolarizza.nova100.ilsole24ore.com/&quot;&gt;Antonio Larizza&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://lucadebiase.nova100.ilsole24ore.com/&quot;&gt;Luca De Biase&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;

&lt;p&gt;A parte che a me gli articoli di &lt;a href=&quot;http://vitolops.nova100.ilsole24ore.com&quot;&gt;Vito&lt;/a&gt; piacciono sempre &amp;quot;molto più di tanto&amp;quot; perché non le manda mai a dire, nel suo &lt;a href=&quot;http://vitolops.nova100.ilsole24ore.com/2007/09/bolle-speculati.html&quot;&gt;post&lt;/a&gt; ho anche trovato molta attinenza con il tema della mini discussione di cui sopra. &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Vediamo se c&#39;é qualcuno che legge per davvero questo &lt;a href=&quot;http://mimmocosenza.nova100.ilsole24ore.com/&quot;&gt;blog&lt;/a&gt;. &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Al termine della discussione ho inviato agli amici con cui discutevo questo &lt;a href=&quot;http://www.proveditrasmissione.net/archivi/266&quot;&gt;link&lt;/a&gt;. Tenuto conto del contenuto di quest&#39;ultimo &lt;a href=&quot;http://www.proveditrasmissione.net/archivi/266&quot;&gt;link&lt;/a&gt;, e del contenuto dell&#39;&lt;a href=&quot;http://vitolops.nova100.ilsole24ore.com/2007/09/bolle-speculati.html&quot;&gt;articolo&lt;/a&gt; di &lt;a href=&quot;http://vitolops.nova100.ilsole24ore.com/&quot;&gt;Vito&lt;/a&gt;, la domanda è: &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 1.2em;&quot;&gt;Di cosa discutevo con i seguenti amici in ordine inverso di apparizione?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://lucadebiase.nova100.ilsole24ore.com/&quot;&gt;Luca De Biase&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://antoniolarizza.nova100.ilsole24ore.com/&quot;&gt;Antonio Larizza&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://paolo.evectors.it/&quot;&gt;Paolo Valedemarin&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://domizianagiordano.nova100.ilsole24ore.com/&quot;&gt;Domiziana Giordano&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://antoniodini.nova100.ilsole24ore.com/&quot;&gt;Antonio Dini&lt;/a&gt; &lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://robertomoroni.nova100.ilsole24ore.com/&quot;&gt;Roberto Moroni&lt;/a&gt; &lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://sandronedazieri.nova100.ilsole24ore.com/&quot;&gt;Sandrone Dazieri&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
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        <title>9/18th - A tribute to Jimi Hendrix</title>
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        <published>2007-09-18T18:20:28+02:00</published>
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        <summary>18 settembre 1970 Il 18 settembre del 1970 Jimi Hendrix si è spento in una camera d&#39;albergo. Durante la notte compose la sua ultima canzone dal titolo &quot;Story of life&quot; di cui sono rimaste solo le liriche. La musica, che...</summary>
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&lt;center&gt;&lt;a href=&quot;http://nova100.typepad.com/photos/uncategorized/2007/09/09/artista1112.jpg&quot;&gt;&lt;img width=&quot;200&quot; height=&quot;279&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Artista1112&quot; title=&quot;Artista1112&quot; src=&quot;http://mimmocosenza.nova100.ilsole24ore.com/images/2007/09/09/artista1112.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 1.4em;&quot;&gt;18 settembre 1970&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;p&gt;
Il 18 settembre del 1970 Jimi Hendrix si è spento in una camera d&#39;albergo. Durante la notte compose la sua ultima canzone dal titolo &amp;quot;Story of life&amp;quot; di cui sono rimaste solo le liriche. La musica, che certamente ha composto e suonato&amp;nbsp; quella notte lontana 37 anni prima di andarsene per sempre, quella no, non c&#39;è l&#39;ha voluta lasciare. Il diritto d&#39;autore, quello tradizionale che sta affondando insieme alle &lt;em&gt;major&lt;/em&gt; dopo che lo hanno sfruttato oltremisura non consentirebbe a nessuno, senza il costosissimo permesso degli eredi di Jimi Hendirx, di musicare quelle parole. Cosa che Jimi Hendrix avrebbe sicuramente voluto. Se allora fossero esistite le licenze Creative Commons, oggi potremmo ascoltare decine, che dico, centinaia di canzoni con quel testo, una per ogni musicista che nei suoni selvaggi e dolcissimi della chitarra e della voce di Jimi Hendrix abbia trovato ispirazione, energia e anche sollievo alla durezza della vita da artista. E&#39; il trentassettesimo anniversario della sua morte e io vorrei ricordarlo pubblicando &amp;quot;The Story of Life&amp;quot; musicata da mio fratello, ma proprio non posso. In alternativa pubblico un suo pezzo che si intitola &amp;quot;Still craying&amp;quot; che in questa occasione ha comunque un suo senso. &lt;br /&gt; &lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
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        <title>Ramblings of a Polymath</title>
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        <published>2007-09-11T23:13:18+02:00</published>
        <updated>2007-09-11T23:13:18+02:00</updated>
        <summary>Dopo molti anni di silenzio un mio carissimo amico di vecchia data (dalle medie all&#39;università e ancora qualche anno dopo) si è fatto vivo per comunicarmi che aveva aperto un suo blog. E&#39; stato emozionante riconoscerne lo stile, l&#39;estensione e...</summary>
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            <name>Mimmo Cosenza</name>
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&lt;div xmlns=&quot;http://www.w3.org/1999/xhtml&quot;&gt;&lt;p&gt;Dopo molti anni di silenzio un mio carissimo amico di vecchia data (dalle medie all&#39;università e ancora qualche anno dopo) si è fatto vivo per comunicarmi che aveva aperto un suo &lt;a href=&quot;http://polymathicus.blogspot.com/&quot;&gt;blog&lt;/a&gt;.&amp;nbsp; E&#39; stato emozionante riconoscerne lo stile, l&#39;estensione e l&#39;intensione culturale e, infine, l&#39;energia vitale. E allora ho ritrovato anche una parte di me stesso che dormiva da qualche parte e in una discussione privata sui linguaggi di programmazione ho fatto un&#39;affermazione che a lui è molto piaciuta e che riporto&lt;/p&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 1.2em;&quot;&gt;&lt;em&gt;Scrivere codice illeggibile con un linguaggio non tipizzato è facilissimo, ma scrivere codice sublime con un linguaggio tipizzato è quasi impossibile&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;
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        <title>9/11th</title>
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        <published>2007-09-11T12:18:49+02:00</published>
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        <summary>Money and fame (Parole e musica di Marcello Cosenza) I wish I could fly tonight fly away from here I&#39;m looking the moon tonight I can see your face shine I will be fighting for freedom For freedom in this...</summary>
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<center><strong><span style="font-size: 1.4em;">Money and fame</span></strong><br /><span style="font-size: 0.8em;">(Parole e musica di Marcello Cosenza)<br /><br /></span> <em><span style="font-size: 1.2em;">I wish I could fly tonight<br />fly away from here<br />I'm looking the moon tonight<br />I can see your face shine<br />I will be fighting for freedom<br />For freedom in this world<br />and I now wonder if it's true and right<br />to go ahead and drop this bomb<br /><br />I miss you all<br />while I'm here in this crazy war<br />I miss you all<br />I wanna come home<br />I'm tired to kill<br />I'm tired to see so many lives<br />betrayed and frame<br />for money and fame<br />for money and fame<br /><br />I wish I could stop this war<br />I wish I could just be with you<br />tell me how Isabella is doing<br />is she still so bad at school<br />tell her I love her more than anything<br />and tell her I always be with her<br />but damn now I have to go<br />and drop this damn bombs<br /><br />I miss you all<br />while I'm here in this crazy war<br />I miss you all<br />I wanna go home<br />I'm tired to kill<br />I'm tired to see so many lives<br />betrayed and frame<br />for money and fame<br /><br />I've seen so many innocents death<br />I've seen so many cities on fire<br />I don't wanna drop this bombs<br />I don't wanna do anymore<br />oh Lord forgive us for our sins<br />forgive us for what we do<br />have mercy on people that I'm about to kill<br />damn I don't wanna drop this bomb<br /><br />I miss you all<br />while I'm here in this crazy war<br />I miss you all<br />I just wanna go home<br />I'm tired to kill<br />I'm tired to see so many lives<br />betrayed and frame<br />for money and fame<br />for money and fame<br />for money and fame</span></em></center></div>
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        <title>Prova di dialogo</title>
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        <published>2007-09-10T08:00:00+02:00</published>
        <updated>2007-09-10T08:00:00+02:00</updated>
        <summary>In questa post, Leonardo Chiariglione ed io cerchiamo di stabilire alcuni principi da cui partire per stimolare Microsoft e le comunità dei sostenitori e degli sviluppatori di FOSS (Free &amp; Open Source Software) a trovare un terreno di dialogo per affrontare, senza arrivare al muro contro muro, la questione relativa alla standardizzazione ISO del formato OOXML dei documenti d&#39;ufficio. Entrambi riteniamo che il dialogo tra le parti sia necessario non solo e non tanto per OOXML, ma per consentire a ISO di trovarsi preparata a gestire un numero crescente di probabili casi simili in futuro. </summary>
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            <name>Mimmo Cosenza</name>
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&lt;div xmlns=&quot;http://www.w3.org/1999/xhtml&quot;&gt;&lt;p&gt;Questo è un post particolare. E&#39; il risultato della prova di dialogo tra me e &lt;a href=&quot;http://www.chiariglione.org/&quot;&gt;Leonardo Chiariglione&lt;/a&gt; su un problema di attualità: &lt;a href=&quot;http://www.iso.org/iso/pressrelease.htm?refid=Ref1070&quot;&gt;il voto contrario di ISO&lt;/a&gt; al primo passo di approvazione come standard internazionale del formato per i documenti d&#39;ufficio proposto da Microsoft. La conversazione è avvenuta via email nell&#39;arco di un paio di giorni. Io e Leonardo abbiamo post-editato in modo minimale il testo al solo scopo di riprodurre una continuità di dialogo più simile a quello che si sarebbe svolto oralmente.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ogni settore di attività professionale sviluppa un proprio glossario di termini e di riferimenti i cui significati e/o conoscenza si danno per scontati tra gli addetti ai lavori. Lo scopo è quello di rendere più agile la comunicazione. Tuttavia, così facendo, si crea una barriera di ingresso anche laddove i temi di cui si discute potrebbero essere compresi con estrema semplicità dai non addetti ai lavori, cosa non solo utile, ma persino necessaria quando la discussione tocca argomenti che impattano gli interessi di questi ultimi. &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Per questo motivo ho pensato di premettere al dialogo un glossario minimale dei termini che io e Leonardo abbiamo utilizzato o che contestualizzano la nostra conversazione&lt;em&gt;.&lt;/em&gt; &lt;br /&gt; &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Un&#39;ultima precisazione. La trascrizione di un dialogo ha dimensioni parecchio superiori a quelle tipiche dei post dei blog. Chiedo venia al lettore frettoloso o con poco tempo a disposizione. Chi volesse, può scaricare da &lt;a href=&quot;http://mimmocosenza.nova100.ilsole24ore.com/files/ProvaDiDialogo.pdf&quot;&gt;qui&lt;/a&gt; la versione in formato PDF prodotta con &lt;a href=&quot;http://www.neooffice.org/neojava/it/index.php&quot;&gt;NeoOffice&lt;/a&gt; (il &lt;em&gt;porting&lt;/em&gt; di Open Office per sistema operativo Mac OS X)&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 1.2em;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Glossario&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://www.iso.org/iso/home.htm&quot;&gt;&lt;strong&gt;ISO&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;: &lt;em&gt;International Organization for Standardization. International Standards for Business, Government and Society&lt;/em&gt;. &lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Moving_picture_experts_group&quot;&gt;&lt;strong&gt;MPEG&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;: è un gruppo di lavoro dell&#39;ISO/IEC che cura la definizione di un insieme di &lt;em&gt;standard&lt;/em&gt; di codifica dei flussi di dati audio/video. Il sito ufficiale di &lt;a href=&quot;http://www.chiariglione.org/mpeg/&quot;&gt;MPEG&lt;/a&gt; è ospitato nel sito di Leonardo Chiariglione che lo ha fondato nel 1988 e che tutt&#39;ora lo presiede.&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://www.uninfo.polito.it/&quot;&gt;&lt;strong&gt;UNINFO&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;: L&#39;UNINFO, libera associazione a carattere tecnico, ha lo scopo di promuovere e di partecipare allo sviluppo della normativa nel settore delle tecniche informatiche. In questo ambito l&#39;UNINFO, ente federato all&#39;&lt;a href=&quot;http://www.uni.com/it/&quot;&gt;UNI&lt;/a&gt;, opera con delega UNI, a livello nazionale ed internazionale e rappresenta l&#39;Italia presso l&#39;ISO.&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/ECMA&quot;&gt;&lt;strong&gt;ECMA&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;: &lt;em&gt;Ecma International is an industry association founded in 1961, dedicated to the standardization of information and communication systems&lt;/em&gt;&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://www.dmpf.org/&quot;&gt;&lt;strong&gt;DMP&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;: &lt;em&gt;A not-for-profit organisation with the mission to &amp;quot;promote continuing successful development, deployment and use of Digital Media that respect the rights of creators and rights holders to exploit their works, the wish of end users to fully enjoy the benefits of Digital Media and the interests of various value-chain players to provide products and services.&lt;/em&gt;&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/OpenDocument&quot;&gt;ODF&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;: &lt;em&gt;Open Document Format&lt;/em&gt;. ODF è stato approvato come &lt;a href=&quot;http://www.iso.org/iso/iso_catalogue/catalogue_tc/catalogue_detail.htm?csnumber=43485&quot;&gt;standard internazionale &lt;/a&gt;da ISO il 25 gennaio 2007. La più nota famiglia di applicazioni d&#39;ufficio che implementano questo standard è &lt;a href=&quot;http://www.openoffice.org/&quot;&gt;Open Office&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://www.plio.it/&quot;&gt;&lt;strong&gt;PLIO&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;: L&#39;Associazione PLIO, Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org, è un&#39;associazione di volontariato senza fini di lucro che ha come scopo la promozione della versione italiana della suite &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Open_source&quot;&gt;open source &lt;/a&gt;per l&#39;ufficio OpenOffice.org.&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ecma-international.org/publications/standards/Ecma-376.htm&quot;&gt;&lt;strong&gt;OOXML&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;: &lt;em&gt;Office Open XML - cfr. ISO/IEC DIS 29500 . &lt;/em&gt;Il formato proprietario di Microsoft per i documenti d&#39;ufficio sottomesso con procedura privilegiata (&lt;em&gt;fast-track&lt;/em&gt;) attraverso la precedente accettazione come standard da parte di ECMA.&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://www.noooxml.org/&quot;&gt;&lt;strong&gt;&amp;lt;NO&amp;gt;OOXML&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;: il sito web gestito da &lt;a href=&quot;http://www.ffii.org/&quot;&gt;FFII&lt;/a&gt; che ha lanciato la campagna mondiale contro l&#39;adozione di OOXML come standard internazionale per i documenti d&#39;ufficio da parte di ISO.&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Microsoft_Office_2007&quot;&gt;&lt;strong&gt;MS Office 2007&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;: la nuova suite &lt;a href=&quot;http://office.microsoft.com/it-it/products/HA101748901040.aspx&quot;&gt;Office di Microsoft&lt;/a&gt; che adotta il formato OOXML.&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/OpenType&quot;&gt;&lt;strong&gt;Open Type&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;: OpenType è un formato di &lt;em&gt;font&lt;/em&gt; vettoriale per &lt;em&gt;computer&lt;/em&gt;, sviluppato da Adobe Systems e Microsoft Corporation.&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://en.wikipedia.org/wiki/Reasonable_and_Non_Discriminatory_Licensing&quot;&gt;&lt;strong&gt;RAND&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;: &lt;em&gt;Reasonable and Non Discriminatory Licensing&lt;/em&gt;. Condizioni ragionevoli e non discriminatorie di licenza dei brevetti necessari per realizzare/usare una implementazione di uno standard (non necessariamente adottato da ISO). Non discriminatorie significa che il prezzo deve essere uguale per tutti. Ragionevole non so cosa significhi, visto che non è definito da nessuna parte. &lt;br /&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;



&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Mimmo Cosenza (MC)&lt;/strong&gt;: Leonardo, io e tantissimi altri (non solo italiani) ti consideriamo la più autorevole voce quando si parla di &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Standard_%28informatica%29&quot;&gt;&lt;em&gt;standard&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;. In un mio &lt;em&gt;post&lt;/em&gt; di questo stesso &lt;em&gt;blog&lt;/em&gt; ospitato da Nova100 ho anche interpretato la tua astensione dalla votazione su OOXML con le seguenti parole:&lt;/p&gt;

&lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;E&#39; una lezione di cultura, di stile e di deontologia professionale per tutti e spero vivamente che se ne accorgano anche negli altri organismi nazionali di ISO.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;

&lt;p&gt;Adesso che i risultati complessivi della votazione sono pubblici, così come sono pubbliche anche le modalità non proprio trasparenti in cui questa votazione si è svolta, puoi aggiungere qualche ulteriore precisazione alla tua posizione o alla mia interpretazione della tua posizione? &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Leonardo Chiariglione (LC)&lt;/strong&gt;: Mimmo, grazie per le parole. Penso che io e le migliaia di persone che, negli anni, si sono succedute in MPEG abbiamo in effetti contribuito a portare aria nuova nel mondo degli &lt;em&gt;standard.&lt;/em&gt; Sono stato chiamato, come membro della commissione UNINFO JTC1, a dare il mio contributo alla creazione di una posizione italiana condivisa sul DIS 29500. &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Anche se la mia formazione mi porta a dar valore preminente agli &lt;em&gt;standard&lt;/em&gt; che sono il risultato di un processo aperto ed equo, mi piego alla realtà di un set di &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Software_proprietario&quot;&gt;applicazioni proprietarie&lt;/a&gt; che sono usate da centinaia di milioni di persone. &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Pertanto, se il proprietario di queste applicazioni decide di aprirle e farne uno &lt;em&gt;standard&lt;/em&gt; internazionale, la cosa è per me benvenuta, purché il processo di creazione dello &lt;em&gt;standard&lt;/em&gt; sia fatto bene ed il risultato permetta l&#39;effettiva creazione di un mercato orizzontale di prodotti &lt;a href=&quot;http://en.wikipedia.org/wiki/Interoperability&quot;&gt;interoperabili&lt;/a&gt; multisorgente. &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Quello che sarebbe stato desiderabile è che il proprietario di cui sopra avesse fatto quello che ha fatto un paio di anni fa quando ha presentato &lt;em&gt;Open Type&lt;/em&gt; ad MPEG. In quel caso siamo partiti da un &lt;a href=&quot;http://en.wikipedia.org/wiki/W3C_recommendation&quot;&gt;&lt;em&gt;Working Draft&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; che è poi diventato &lt;em&gt;Committee Draft&lt;/em&gt; fino a diventare alla fine &lt;em&gt;Final Draft International Standard&lt;/em&gt; con il nome &lt;em&gt;Open Font Format&lt;/em&gt; (IISO/IEC 14496-22). Così tutti i &lt;em&gt;national body&lt;/em&gt; hanno avuto la possibilità di rivedere il contenuto tecnico dello &lt;em&gt;standard&lt;/em&gt; e contribuire alla sua redazione. &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Così non è stato per il caso in questione e ci siamo trovati, applicando una procedura che non ho contribuito a creare ma che esiste, con un documento allo stato “finale”, il DIS 29500 appunto. Quello che ho cercato di fare in UNINFO è stato di applicare al DIS 29500 la procedura che MPEG ha sempre adottato per i suoi &lt;em&gt;standard&lt;/em&gt; (almeno, quelli per cui la procedura aveva senso) e cioè di avere una versione dello &lt;em&gt;standard&lt;/em&gt; in forma testuale accanto ad un&#39;altra che tu chiameresti &amp;quot;&lt;a href=&quot;http://en.wikipedia.org/wiki/Reference_implementation&quot;&gt;&lt;em&gt;reference implementation&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&amp;quot; e che ha lo stesso valore normativo dello &lt;em&gt;standard&lt;/em&gt; scritto con parole umane. Oltre a questo ho anche chiesto che ci fossero i &lt;a href=&quot;http://en.wikipedia.org/wiki/Conformance_testing&quot;&gt;test di conformità&lt;/a&gt;, che sono necessari per dirimere le eventuali contese quando sorgono problemi di non interoperabilità.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Devo dire che i membri della commissione sono stati molto ricettivi e c&#39;è già un gruppo di aziende che ha dichiarato l&#39;intenzione di partecipare ai lavori di creazione della &lt;em&gt;reference implementation&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Purtroppo la settimana in cui si doveva finalizzare la mozione comune io ero via per presiedere la riunione MPEG e la mozione comune non è stata raggiunta. Ho quindi deciso di non partecipare alla votazione.&lt;br /&gt;Io penso che il DIS 29500 sia solo il primo grosso esempio di applicazioni proprietarie che si vogliono convertire in &lt;em&gt;standard&lt;/em&gt; internazionali ed è quindi importante, come industria IT, che si abbandonino gli orti recintati e si pensi al bene generale dell&#39;industria (il che vuol dire al bene di chi usa i suoi prodotti, cioè noi).&amp;nbsp; Io non so quale sarà il risultato del ballot DIS 29500. Se lo &lt;em&gt;standard&lt;/em&gt; sarà approvato è possibile che non si riesca a creare un mercato orizzontale di prodotti interoperabili multisorgente (scusa l’ipotetica di secondo tipo, ma non ho avuto tempo di leggere le alcune migliaia di pagine del documento). Se lo &lt;em&gt;standard&lt;/em&gt; non sarà approvato continueremo ad avere centinaia di milioni di utenti che usano applicazioni proprietarie.&lt;br /&gt;Un ultimo commento. Tu parli di &amp;quot;modalità non proprio trasparenti&amp;quot; di voto.&lt;br /&gt;Io non vedo dove c&#39;è stata mancanza di trasparenza.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;strong&gt;MC&lt;/strong&gt;: Leonardo, affronto subito la questione della trasparenza. Mi riferisco alla contemporaneità della procedura privilegiata&amp;nbsp; (&lt;em&gt;fast track&lt;/em&gt;) seguito per DIS29500 (possiamo chiamarlo da ora in avanti OOXML per facilitare la comprensione dei lettori?) e il grande numero di iscritti dell&#39;ultima ora al solo scopo di influenzare il risultato della votazione e senza specifiche o addirittura senza nessuna competenza di merito su OOXML. L&#39;altissima adesione, anche se dell&#39;ultimo momento, SENZA &lt;em&gt;fast track &lt;/em&gt;potrebbe essere anche positiva, ma CON la procedura di &lt;em&gt;fast track&lt;/em&gt;, in tutta onestà, appare molto sospetta, tanto sospetta che nel &lt;em&gt;national body&lt;/em&gt; svedese (Sis) hanno colto un &lt;a href=&quot;http://www.computerworld.com/action/article.do?command=viewArticleBasic&amp;amp;articleId=9033701&quot;&gt;dipendente di Microsoft &lt;/a&gt;con le mani nella marmellata e sono stati costretti ad annullare il voto svedese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come sai, benchè lo avessi persino annunciato nel mio &lt;em&gt;blog&lt;/em&gt;, all&#39;ultimo momento ho deciso di non iscrivermi a UNINFO. Adesso, in tempi non più sospetti, potrei essere disposto a farlo se UNINFO mi garantisse almeno l&#39;impegno ad attivarsi con ISO per fare eliminare la procedura &lt;em&gt;fast track&lt;/em&gt;. Infatti il processo incrementale che hai descritto in relazione a &lt;em&gt;Open Type&lt;/em&gt; di MPEG mi sembra non solo ottimo, ma il migliore&amp;nbsp; possibile in questi contesti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allo stesso modo mi sembra necessario introdurre nel processo incrementale MPEG-like la disponibilità di una &lt;em&gt;reference implementation&lt;/em&gt;, completa di test di conformità e rilasciata con licenza &lt;em&gt;open source&lt;/em&gt; adatta allo scopo. Queste mi sembrano condizioni ragionevoli per avere la speranza che in futuro non si assista più al tentativo di standardizzare formati e protocolli proprietari al solo scopo di continuare a mantenere un monopolio di un mercato, soprattutto nei mercati della pubblica amministrazione. Ma a mio avviso ne manca ancora una: la liberatoria sull&#39;uso degli eventuali brevetti contenuti nelle specifiche e/o nella &lt;em&gt;reference implementation&lt;/em&gt; di quelle specifiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco a tutte queste condizioni insieme darò il mio benvenuto a OOXML. Viceversa, e ho il timore che si realizzi, continuerà a non esistere un mercato orizzontale competitivo delle applicazioni d&#39;ufficio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi interessa adesso approfondire una cosa molto interessante di cui hai accennato: la disponibilità di un gruppo di aziende italiane a realizzare la &lt;em&gt;reference implementation&lt;/em&gt; di OOXML. Ci puoi dire qualche cosa di più in proposito? La mia personale preoccupazione in proposito sono i tempi di realizzazione.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;strong&gt;LC&lt;/strong&gt;: Mimmo, il &lt;em&gt;fast track&lt;/em&gt; è una cosa parecchio complicata e non vorrei dire delle cose che, per la loro incompletezza, portino a dei fraintendimenti. La scusa che viene abitualmente portata per giustificarla è che il processo ISO è molto lungo e pesante. Questo non è vero. Se la tecnologia è matura ci si mette anche solo un anno. Questa è stata all&#39;incirca la durata dello sviluppo di&amp;nbsp; &lt;em&gt;Open Font Format&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;UNINFO potrebbe farsi promotore della rimozione del fast track dell&#39;ECMA presso il JTC1.&lt;br /&gt;Per la reference implementation ed il &lt;em&gt;conformance testing&lt;/em&gt; di OOXML (che io però preferisco chiamare ISO/IEC DIS 29500, proprio per marcare il distacco dal prodotto commerciale) penso sarebbe bello vedere un gruppo nutrito di aziende, specie se membri UNINFO, farsi avanti e dichiarare il loro interesse per poi far pressione su UNINFO che diventi il portabandiera della proposta intorno a cui coagulare l&#39;interesse di altri &lt;em&gt;national body&lt;/em&gt;. In questo modo is potrebbe andare al &lt;em&gt;ballot resolution meeting&lt;/em&gt; di febbraio prossimo con una proposta operativa che, spero, trovi d&#39;accordo la maggioranza dei &lt;em&gt;national body&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Per quel che riguarda la natura &lt;em&gt;open source&lt;/em&gt; della &lt;em&gt;reference implementation&lt;/em&gt; ed i brevetti, io penso che la &amp;quot;licenza MPEG&amp;quot; è, a tutti gli effetti, &lt;em&gt;open source&lt;/em&gt; e dovrebbe essere accettabile. Per i brevetti non saprei perché è un tema difficile, ma io penso che anche qui la quadra si dovrebbe trovare.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;strong&gt;MC&lt;/strong&gt;: Leonardo, spero che sulla rimozione di &lt;em&gt;fast track&lt;/em&gt; si possano trovare ampi consensi da entrambe le parti in gioco. Sarebbe un ottimo segnale per ridare credibilità a ISO, che nella querelle OOXML molti ritengono ne sia uscita un poco malconcia, ma anche per ritrovare uno spirito di collaborazione e negoziazione che sembrerebbe essenziale nel processo di definizione di uno &lt;em&gt;standard&lt;/em&gt; internazionale e condiviso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fattibilità della &lt;em&gt;reference implementation&lt;/em&gt;&amp;nbsp; è un punto molto delicato. Solamente con il diretto e concreto impegno di Microsoft stessa, espresso anche attraverso il supporto alle aziende che si candidassero, la tua proposta troverebbe spazi di realizzabilità in tempi opportuni e credibili. Viceversa, ho davvero il timore che sarebbe utilizzata strumentalmente solo per fare passare OOXML al prossimo &lt;em&gt;ballot&lt;/em&gt; di febbraio: &amp;quot;passata la festa, gabbato lo santo&amp;quot;. &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Riguardo la licenza MPEG la conosco solamente dalle varie chiacchierate che nei mesi passati ho fatto con te quando si doveva proporre a DMP la licenza da adottare per &lt;a href=&quot;http://chillout2.dmpf.org/wordpress/&quot;&gt;Chillout.&lt;/a&gt; Da quanto mi dicevi risultava che con MPEG ti eri inventato una licenza &lt;em&gt;open source ante litteram&lt;/em&gt;. Però da parecchi anni c&#39;è &lt;a href=&quot;http://www.opensource.org/&quot;&gt;OSI&lt;/a&gt; che si occupa proprio della certificazione delle licenze &lt;em&gt;open source&lt;/em&gt;. Si potrebbe pensare di sottomettere la licenza MPEG ad OSI, ma forse sarebbe più praticabile utilizzare &lt;a href=&quot;http://www.opensource.org/licenses/mozilla1.1.php&quot;&gt;MPL1.1&lt;/a&gt;, come proponemmo con il prezioso supporto legale di &lt;a href=&quot;http://www.piana.eu/&quot;&gt;Carlo Piana&lt;/a&gt; per Chillout.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Veniamo al problema dei &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Brevetto_software&quot;&gt;brevetti software&lt;/a&gt;. Come ricorderai quando scegliemmo MPL1.1 lo facemmo soprattutto in considerazione della sua minore nebulosità proprio in riferimento alle eventuali violazioni di brevetti software. Personalmente ritengo che questo sarebbe un altro punto in cui Microsoft dovrebbe manifestare la sua reale volontà di collaborazione cedendo gratuitamente gli eventuali brevetti contenuti nelle specifiche di OOXML (scusami se insisto, ma sono pigro e scrivere l&#39;intero nome della specifica mi da l&#39;orticaria).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adesso ti faccio una provocazione. Molto forte. Immaginati che le specifiche del &lt;a href=&quot;http://www.dmpf.org/project/ga09/idp-2.html&quot;&gt;DRM interoperabile&lt;/a&gt; di DMP avessero già ottenuto il bollino ISO, che Chillout avesse già raggiunto il livello di completezza e di ingegnerizzazione di OpenOffice e che esistessero anche altre implementazioni, magari meno complete, delle specifiche di cui sopra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arriva Microsoft e sottomette la sua &lt;a href=&quot;http://www.microsoft.com/windows/windowsmedia/it/drm/default.aspx&quot;&gt;soluzione proprietaria di DRM&lt;/a&gt; a ECMA e, attraverso questa,&amp;nbsp; accede al &lt;em&gt;fast track&lt;/em&gt; per ottenere il bollino ISO. &lt;br /&gt;Come reagiresti?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;strong&gt;LC&lt;/strong&gt;: Non reagirei. MS Office è una &lt;em&gt;suite&lt;/em&gt; di applicazioni progettate per rispondere a precise necessità della vita d&#39;ufficio e, di riflesso, della casa. OpenOffice è una buona suite di applicazioni che fornisce in larga parte le stesse funzionalità. Invece Windows Media DRM è certo un&#39;ottima tecnologia, ma sostanzialmente permette di realizzare poco più che i modelli di &lt;em&gt;business&lt;/em&gt; del passato. Chi pensa di utilizzare il &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Gestione_dei_diritti_digitali&quot;&gt;DRM&lt;/a&gt; con la mentalità di ieri scoprirà ben presto di aver fatto male i suoi conti. Chillout invece è stato progettato per permettere a chiunque di farsi il suo DRM con un livello di granularità che Windows Media DRM, oggi, neanche si sogna.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;strong&gt;MC&lt;/strong&gt;: Ti provoco ancora di più: in prossimità del voto, proprio qualche ora prima della scadenza, si iscrivono ai &lt;em&gt;national body&lt;/em&gt; moltissimi &lt;em&gt;partner&lt;/em&gt; di Microsoft quasi tutti a digiuno di DRM. Dopo le votazioni si scopre anche che ad alcuni di questi &lt;em&gt;partner&lt;/em&gt; sono state promesse delle ricompense da dipendenti di Microsoft, come è accaduto nel &lt;em&gt;national body&lt;/em&gt; svedese, in cambio del loro voto favorevole.&lt;br /&gt;Come reagiresti?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;strong&gt;LC&lt;/strong&gt;: Penso di aver dimostrato con la mia astensione dal voto che di DIS 29500 quello che mi importa davvero è che ISO si attrezzi a gestire quelli che mi aspetto saranno molti casi futuri di conversione di specifiche proprietarie in &lt;em&gt;standard&lt;/em&gt; internazionali.&amp;nbsp; Questo va fatto con la triade: &lt;em&gt;standard&lt;/em&gt; in linguaggio comprensibile dall&#39;uomo (quello di cui si è parlato finora), &lt;em&gt;standard&lt;/em&gt; in linguaggio &lt;br /&gt;comprensibile da una macchina (&lt;em&gt;reference implementation&lt;/em&gt;) e test di conformità (&lt;em&gt;test suites&lt;/em&gt;).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;strong&gt;MC&lt;/strong&gt;: Ok, finalmente ho (abbiamo) capito la vera interpretazione della tua astensione, che non è solo espressione di un comportamento socialmente corretto, ma anche di strategia per il futuro che condivido, anzi ammiro per la sua lucidità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attrezzarsi per il prevedibile ricorso a conversioni dei protocolli da proprietari in &lt;em&gt;standard&lt;/em&gt; internazionali significa chiedere a ISO di togliere il &lt;em&gt;fast track&lt;/em&gt;. Forse qui c&#39;è da approfondire un poco di più. Per esempio c&#39;è da chiedersi se la rimozione del &lt;em&gt;fast track&lt;/em&gt; debba limitarsi alle proposte di standardizzazione per le quali esista già uno &lt;em&gt;standard&lt;/em&gt; internazionale di riferimento, oppure incondizionatamente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Benissimo anche per quanto riguarda la triade. Però siccome anch&#39;io conosco un poco i miei polli, specifichiamo di più per togliere qualsiasi ambiguità latente. La &lt;em&gt;reference implementation&lt;/em&gt; deve essere rilasciata con una licenza &lt;em&gt;open source&lt;/em&gt; OSI &lt;em&gt;compliant&lt;/em&gt; non scelta dal proponente. E questo deve essere fatto come primo &lt;em&gt;step&lt;/em&gt; del processo immediatamente dopo la proposta di standardizzazione. Nel frattempo, se proprio dovessi dirla fino in fondo, chederei a ISO di definire uno &lt;em&gt;standard&lt;/em&gt; internazionale per le licenze &lt;em&gt;open source&lt;/em&gt; delle &lt;em&gt;reference implementation&lt;/em&gt; di tutti gli &lt;em&gt;standard&lt;/em&gt; internazionali che riguardano ciò che può essere rappresentato numericamente (i.e. digitalmente)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi bisogna accordarsi sulla questione dei brevetti. So &lt;a href=&quot;http://www.chiariglione.org/mpeg/patents.htm&quot;&gt;che a te RAND&lt;/a&gt; sembra una buona posizione di compromesso. A me, e a moltissimi altri come e molto meglio di me, invece no. Questo è un altro tema di discussione che tu hai già affrontato in MPEG, ma credo si possa migliorare. Che ne pensi?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;strong&gt;LC&lt;/strong&gt;: Riprendiamo un punto alla volta. Togliere il &lt;em&gt;fast track tout court&lt;/em&gt; non è ragionevole. Io non ne so abbastanza, ma penso che ci siano dei casi in cui il &lt;em&gt;fast track&lt;/em&gt; svolge un ruolo utile, ad esempio nel caso in cui la specifica è stata sviluppata con un processo aperto (e.g. DMP, anche se però il Media Streaming MAF ha seguito tutto il processo normale di votazione come per Open Font Format). Quello che si può chiedere è di togliere il &lt;em&gt;fast track&lt;/em&gt; di ECMA (le direttive permettono ad ECMA di mettere un suo &lt;em&gt;standard&lt;/em&gt; in &lt;em&gt;fast track&lt;/em&gt;. Il problema è che uno &lt;em&gt;standard&lt;/em&gt; ECMA può essere sviluppato anche se ci sono solo 5 aziende che lo sostengono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda la &lt;em&gt;reference implementation&lt;/em&gt; ISO/IEC 29500 ho già avuto modo di dire in altre occasioni che la licenza dovrebbe fornire il codice sorgente senza alcun costo e consentirne anche l&#39;utilizzo commerciale e la sua modifica, mantenendo però la conformità con ISO/IEC 29500. Questa è una clausola chiave della licenza MPEG. Capisco che l’&lt;em&gt;open source&lt;/em&gt; voglia avere libertà completa di cambiare il codice, ma questa va bilanciata con la confusione (alias mancanza di interoperabilità) che si viene a creare nel mercato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E veniamo ai brevetti. Togliere RAND dall&#39;ISO è come togliere l&#39;Empire State Building da NY. Se però la clausola fosse per applicazioni proprietarie che si vogliono convertire in &lt;em&gt;standard,&lt;/em&gt; allora penso che se ne possa parlare.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;strong&gt;MC&lt;/strong&gt;: Va bene Leonardo. Diciamo che il punto di debolezza procedurale, io la chiamerei la &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Backdoor&quot;&gt;&lt;em&gt;backdoor&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; di ISO, è rappresentata dalla procedura di &lt;em&gt;fast track&lt;/em&gt; per ECMA. E&#39; un tema che andrà approfondito, magari coinvolgendo chi conosce bene quella procedura e chi, come Carlo Piana, può fornire supporto legale molto competente per limitarne l&#39;applicazione ai casi appropriati. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche sulla liberatoria dei brevetti limitatamente ai casi da te citati mi sembra un compromesso che, senza sconvolgere gli interessi delle multinazionali, potrebbe comunque trovare un consenso presso chi, come me, è sempre stato contrario alla brevettabilità del &lt;em&gt;software&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie Leonardo per la tua disponibilità in questa &amp;quot;Prova di Dialogo&amp;quot;. Mi sembra che i requisiti ed i paletti che abbiamo individuato meritino di essere messi a frutto per ristabilire un clima di collaborazione utile per il &lt;em&gt;ballot&lt;/em&gt; di febbraio sul OOXML, ma in generale per proporre, dall&#39;Italia, una soluzione prospettica ai problemi che ISO dovrà affrontare sempre più spesso nel prossimo futuro.&amp;nbsp; In questo senso, credo che l&#39;Italia potrebbe farsi promotrice di un&#39;iniziativa locale che sottoponga questi primi principi al giudizio di Microsoft e delle comunità di sviluppatori e sostenitori del FOSS (&lt;em&gt;Free &amp;amp; Open Source Software&lt;/em&gt;) italiani per poi provare a proporla agli altri &lt;em&gt;national body&lt;/em&gt; di ISO.&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
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        <title>Goodbye, Bill Gates!/3</title>
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        <summary>Indice dei precedenti post su questo argomento: Goodbye, Bill Gates/2 Goodbye, Bill Gates/1 Microsoft in Action/1 Lobbying in Action/1 Lobbying in Action/2 Lobbying in Action/3 Il risultato non è ancora ufficiale, ma c&#39;è già chi, come Carlo Piana, lo considera...</summary>
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&lt;div xmlns=&quot;http://www.w3.org/1999/xhtml&quot;&gt;&lt;p&gt;Indice dei precedenti post su questo argomento:&lt;/p&gt;

&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://mimmocosenza.nova100.ilsole24ore.com/2007/07/goodbye-bill-ga.html&quot;&gt;Goodbye, Bill Gates/2&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://mimmocosenza.nova100.ilsole24ore.com/2007/07/microsoft-in-ac.html&quot;&gt;Goodbye, Bill Gates/1&lt;/a&gt; &lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://mimmocosenza.nova100.ilsole24ore.com/2007/06/lobbying-in-a-1.html&quot;&gt;Microsoft in Action/1&lt;/a&gt; &lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://mimmocosenza.nova100.ilsole24ore.com/2007/06/lobbying_in_act.html&quot;&gt;Lobbying in Action/1&lt;/a&gt; &lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://mimmocosenza.nova100.ilsole24ore.com/2007/06/lobbing-in-acti.html&quot;&gt;Lobbying in Action/2&lt;/a&gt; &lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://mimmocosenza.nova100.ilsole24ore.com/2007/06/lobbying-in-act.html&quot;&gt;Lobbying in Action/3&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;

&lt;p&gt;Il risultato non è ancora ufficiale, ma c&#39;è già chi, come &lt;a href=&quot;http://www.piana.eu/?q=en/ooxml_voting&quot;&gt;Carlo Piana&lt;/a&gt;, lo considera acquisito. Office Open XML (OOXML), il formato proposto da Microsoft a ISO attraverso ECMA come standard NON E&#39;&amp;nbsp; PASSATO. Quella che è stata definita una lotta senza esclusione di colpi, anche illeciti, tra Microsoft ed IBM con la prima a portare i propri partner nelle commissioni tecniche nazionali e la seconda a portare rappresentanti del mondo F/OSS sembrerebbe avere penalizzato Microsoft. &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Per quanto mi riguarda confermo che tutto ciò sta dimostrando che le regole di partecipazione e di votazione alle commissioni tecniche degli organismi nazionali di ISO vanno riviste, perché non deve più essere consentito&amp;nbsp; a una azienda privata di navigare nelle pieghe dei regolamenti per comprare uno standard oppure per affossarlo.&amp;nbsp; Come in Italia sappiamo sin troppo bene, c&#39;è il rischio che &amp;quot;passata la festa, gabbato lo santo&amp;quot;.&amp;nbsp; Però proprio la rete, o meglio i microfoni IP&amp;nbsp; aperti sulla rete, hanno confermato che quel proverbio, molto italico e persino un tantino mafioso, comincia a non trovare più facile attuazione nel contesto della comunicazione globale. Tenere nascoste le manovre di palazzo diventa sempre più difficile, come lo fu ai tempi della votazione sulla direttiva per la brevettabilità del software.&amp;nbsp; &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Adesso sarà opportuno attendere il verdetto ufficiale, ma sarebbe molto utile conoscere i dettagli di quel voto per analizzarne il senso. Per esempio sarebbe utile scoprire se ci sono &amp;quot;correlazioni&amp;quot; dei voti espressi dai singoli paesi con la rilevanza di quei paesi nel mercato ICT. Credetemi, sarebbe molto istruttivo e mi gioco una cena costosa con il primo che accetta la scommessa che tale analisi confermerà che quando parlavo di &amp;quot;&lt;a href=&quot;http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2041653&quot;&gt;reclutamento di nani e ballerine&lt;/a&gt;&amp;quot; non mi sbagliavo. &lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
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        <title>Creative Capital</title>
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&lt;div xmlns=&quot;http://www.w3.org/1999/xhtml&quot;&gt;&lt;p&gt;Dopo tanti anni mi sono concesso ferie piuttosto lunghe. In Olanda: Maastricht, Amsterdam, Delft, Den Hague, Utrecht. Un po&#39; di tempo prima, circa due anni fa, il fraterno amico &lt;a href=&quot;http://funkyprofessor.blogspot.com/&quot;&gt;Marco Zamperini&lt;/a&gt; 1.0, mi aveva mandato&amp;nbsp; il &lt;a href=&quot;http://www.creativecapital.nl&quot;&gt;link&lt;/a&gt; relativo a una conferenza sulla creatività che si teneva ad Amsterdam e il cui titolo era &lt;em&gt;Creative Capital&lt;/em&gt;. Allora ero rimasto impressionato dai contenuti dell&#39;agenda &amp;quot;aperta&amp;quot; della conferenza e anche dalla qualità delle personalità che vi avrebbero tenuto le principali presentazioni. Ma la cosa che più mi sorprese era la partecipazione, con tanto di intervento di apertura della conferenza, del sindaco di Amsterdam. Proprio non riuscivo a immaginare un sindaco meneghino, dalla Milano da bere in su e in giù, a destra e a sinistra, che partecipasse con un ruolo attivo, e non di consunta e ipocrita rappresentanza delle istituzioni, a una conferenza di &amp;quot;creativi&amp;quot; pieno di interventi significativi su licenze &lt;em&gt;creative commons&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;open source&lt;/em&gt;, etica &lt;em&gt;hacker&lt;/em&gt;, e via discorrendo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Oggi, tornato dalla vacanza Olandese, dove in ogni casa-vetrina, tutte rigorosamente prive di inferriate e di tende si scorgono quadri e sculture vere, non &lt;em&gt;poster&lt;/em&gt; plastificati di Van Gogh, l&#39;impressione di allora si è decuplicata. Proprio in una città e in un paese dove la creatività artistica,&amp;nbsp; e non solo, è ancora tanto viva, c&#39;è chi nelle istituzioni si preoccupa di capire quali possano essere gli interventi pubblici atti a creare un contesto favorevole&amp;nbsp; a una sua ulteriore crescita nell&#39;era della conoscenza. &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Noi che siamo gli ultimi che facciamo? Incentiviamo i creativi pubblicitari a trovare l&#39;effetto più erotizzante possibile per vendere una linea ADSL, un gelato al cioccolato o un telefonino che lo fa, il gelato al cioccolato.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Non sembra anche a voi che sia venuto il momento di darsi una svegliata?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
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        <title>Getting Real &amp; Steve Jobs</title>
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<div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p>Sto leggendomi Getting Real di <a href="http://www.37signals.com/">37signals</a> dal quale estraggo il seguente bellissimo aneddoto relativo a Steve Jobs:</p><blockquote><p><em>Steve Jobs gave a small private presentation about the iTunes Music Store to <br />some independent record label people. My favorite line of the day was when <br />people kept raising their hand saying, “Does it do [x]?”, “Do you plan to add <br />[y]?”. Finally Jobs said, “Wait wait – put your hands down. Listen: I know you <br />have a thousand ideas for all the cool features iTunes could have. So do we. But <br />we don’t want a thousand features. That would be ugly. Innovation is not about <br />saying yes to everything. It’s about saying NO to all but the most crucial features.</em></p>

<p><strong>Derek Sivers, president and programmer, CD Baby <br />and HostBaby (from Say NO by default)</strong></p></blockquote><p>Ecco perché Steve Jobs è decisamente più avanti di tutti gli altri.</p></div>
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        <title>Goodbye, Bill Gates!/2</title>
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        <summary>Dopo l&#39;Italia, ma con numeri ufficiali parecchio più sfavorevoli a Microsoft, anche il Sud Africa non approva la posizione di Microsoft relativamente all&#39;adozione di OOXML come standard ISO. Questa sagra, solo apparentemente di mera natura tecnologica, sarà ancora lunga e...</summary>
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&lt;p&gt;Questa sagra, solo apparentemente di mera natura tecnologica, sarà ancora&amp;nbsp; lunga e il risultato finale, visti gli enormi interessi economici in gioco, tutt&#39;altro che scontato. Nelle commissioni tecniche degli organismi nazionali delegati di ISO sta accedendo di tutto, roba da fare impallidire persino il Senato della Repubblica Italiana. Le regole del gioco (di ISO e degli organismi nazionali) cominciano a mostrare i propri limiti. Personalmente ritengo che al giorno d&#39;oggi gli standard del mercato ICT debbano essere considerati a tutti gli effetti &amp;quot;res publica&amp;quot; e come tali partecipati e gestiti. &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Vedremo cosa accade.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
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        <title>Goodbye, Bill Gates!</title>
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        <summary>Indice dei precedenti post su questo argomento: Microsoft in Action/1 Lobbying in Action/1 Lobbying in Action/2 Lobbying in Action/3 A quanto pare in Italia l&#39;azione di lobbying di Microsoft all&#39;interno di UNINFO è fallita. Ma è sempre meglio attendere i...</summary>
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&lt;div xmlns=&quot;http://www.w3.org/1999/xhtml&quot;&gt;&lt;p&gt;Indice dei precedenti post su questo argomento:&lt;/p&gt;

&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://mimmocosenza.nova100.ilsole24ore.com/2007/06/lobbying-in-a-1.html&quot;&gt;Microsoft in Action/1&lt;/a&gt; &lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://mimmocosenza.nova100.ilsole24ore.com/2007/06/lobbying_in_act.html&quot;&gt;Lobbying in Action/1&lt;/a&gt; &lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://mimmocosenza.nova100.ilsole24ore.com/2007/06/lobbing-in-acti.html&quot;&gt;Lobbying in Action/2&lt;/a&gt; &lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://mimmocosenza.nova100.ilsole24ore.com/2007/06/lobbying-in-act.html&quot;&gt;Lobbying in Action/3&lt;/a&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;A quanto pare in Italia l&#39;azione di lobbying di Microsoft all&#39;interno di UNINFO è fallita. Ma è sempre meglio attendere i risultati ufficiali. Le prime indiscrezioni dicono che su 83 votanti, ben 55 si sono espressi a favore della posizione di Microsoft, ossia esattamente&amp;nbsp; i 2/3 dei votanti, ma per sua sfortuna, si sono dichiarati contrari in 28, ossia più di 1/4 dei votanti. Le Commissioni Tecniche di tutti gli organismi nazionali di ISO hanno tutte invariabilmente registrato un numero impressionante di iscrizioni, anche dove, come in Italia, il costo della stessa non era proprio un cip di partecipazione. UNINFO sorride, finalmente un poco di soldi in cassa.&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;La cosa più stucchevole è però la scarsissima competenza professionale di moltissimi degli iscritti alla Commissione Tecnica competente sul tema degli standard dei documenti elettronici in formato XML. A dimostrazione di ciò, credo sia giusto ricordare che il nome italiano più nobile, quando si parla di standard, ossia quello di Leonardo Chiariglione, si è sottratto a un simile scempio del buon gusto da parte di nani e ballerine dell&#39;ICT italiana. Come? Non votando. E&#39; una lezione di cultura, di stile e di deontologia professionale per tutti e spero vivamente che se ne accorgano anche negli altri organismi nazionali di ISO.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Immagino che il desolante scenario italiano, il cui incipit è stato incentivato&amp;nbsp; da Microsoft, si stia replicando a specchio ovunque nel mondo. In Italia Microsoft ha perso una battaglia, forse anche la faccia, ma non è detto che perderanno la guerra.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Simili metodi di reclutamento di nani e ballerine per biechi scopi di cassa sono spesso stati la norma negli organismi di standardizzazione, ma nel secolo della rete delle reti è imbarazzante pensare che il più grande software vendor planetario possa credere di poterla fare franca tanto facilmente.&amp;nbsp; La rete delle reti ha occhi ovunque e nulla passa inosservato tanto facilmente. &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Parafrasando il titolo di un noto film di Wolfgang Becker, mi sento di dire &amp;quot;Goodbye, Bill Gates&amp;quot;. Lei è il passato. Il futuro abita, speriamo, in un mondo migliore di quello&amp;nbsp; in cui lei è abituato a vivere.&amp;nbsp; &lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
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        <title>Libertà e innovazione</title>
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        <published>2007-07-13T18:02:13+02:00</published>
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        <summary>Sono appena tornato da una riunione sulle architetture, diciamo così, societarie. Quelle cose di cui capisco proprio poco, tipo roll up, tag along, drag along e via discorrendo. Durante il viaggio di ritorno di un paio di ore finalmente abbiamo...</summary>
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Sono appena tornato da una riunione sulle architetture, diciamo così, societarie. Quelle cose di cui capisco proprio poco, tipo <em>roll up, tag along, drag along</em> e via discorrendo. Durante il viaggio di ritorno di un paio di ore finalmente abbiamo discusso cose di cui spero di capire di più, ossia delle idee che &quot;sintetizzano&quot; attualità/potenzialità tecnologiche con attualità/potenzialità di mercato.</p>

<p>Nella discussione ho capito una cosa: a prendersi per musa la &quot;libertà&quot;, in tutte le sue più note accezioni, si vede molto, ma molto più lontano che a prendersi per musa il &quot;denaro&quot;, anche se i due incentivi di ispirazione godono di interessanti relazioni reciproche. </p>

<p>In ogni caso è mia opinione e convincimento che la tensione alla o per la libertà produca molta più innovazione della tensione alla o per la ricchezza.</p></div>
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        <title>One Day</title>
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        <published>2007-07-06T20:22:11+02:00</published>
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        <summary>One day (Parole e musica di Marcello Cosenza) I&#39;ve seen so many liers seating in church with their smile I&#39;ve seen so many hypocrites controlling people&#39;s mind and tell me what&#39;s this race and why you thought so many lies...</summary>
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        <title>Social music revolution</title>
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        <published>2007-07-04T13:03:11+02:00</published>
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&lt;p&gt;In primo luogo vale la pena di riportare il &lt;em&gt;payoff&lt;/em&gt; di last.fm: &lt;em&gt;the social music revolution&lt;/em&gt;. In cosa consisterebbe questa rivoluzione? Beh, &lt;em&gt;mutatis mutandis&lt;/em&gt;, ma senza neppure particolari sforzi di astrazione, in molto di quanto ha recentemente postato proprio in &lt;a href=&quot;http://lucadebiase.nova100.ilsole24ore.com/&quot;&gt;nova100 Luca De Biase&lt;/a&gt;. Mi riferisco in particolare a&amp;nbsp; questo &lt;a href=&quot;http://lucadebiase.nova100.ilsole24ore.com/2007/07/il-medium-siamo.html&quot;&gt;post&lt;/a&gt; in cui Luca riporta la notizia della ricerca sponsorizzata da DoubleClick, secondo la quale il passaparola è diventato il &amp;quot;medium&amp;quot; più influente per i consumatori americani. Ma mi riferisco anche a &lt;a href=&quot;http://lucadebiase.nova100.ilsole24ore.com/2007/07/blog-con-pubbli.html&quot;&gt;quest&#39;altro interessante post di Luca&lt;/a&gt; che riporta la lista delle reti di blog che facilitano la possibilità di guadagnare qualcosa con la pubblicità. I due fenomeni, evidentemente, hanno una certa correlazione: se la blogosfera, ossia il passaparola per eccellenza della rete, non influenzasse così tanto i consumatori americani, a chi verrebbe in mente di comprare spazi pubblicitari dai blogger?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt; Last.fm ha fatto un primo piccolo passo per sdoganare il mercato musicale dalle influenze delle costosissime campagne promozionali degli artisti firmati dalle &lt;em&gt;major&lt;/em&gt;, abilitando una modalità &amp;quot;sociale&amp;quot; di promozione degli artisti. Dico che il passo è stato per il momento breve perché last.fm ha previsto che gli artisti e le &lt;em&gt;label&lt;/em&gt; possano promuoversi &amp;quot;anche&amp;quot; pagando &lt;em&gt;banner&lt;/em&gt; o richiedendo di essere inclusi in quelle che chiamerei &lt;em&gt;tagradio&lt;/em&gt; e questo mi sembra un approccio ancora troppo tradizionale.&amp;nbsp; &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Insomma, quella di last.fm non è certo la rivoluzione invocata, ma se non altro appare essere (e non è la sola) una tappa di avvicinamento a quello che potrà essere il mercato musicale del futuro, perché in quello di oggi sono in troppi ad avere dolori, come &lt;a href=&quot;http://antoniodini.nova100.ilsole24ore.com/2007/07/la-fine-dellind.html&quot;&gt;riportato anche da Antonio Dini&lt;/a&gt;, primi tra tutti gli artisti che avranno pure molti difetti, ma senza di loro la vita sarebbe indubbiamente più noiosa. &lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
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        <title>Microsoft in Action/1 (già Lobbying in Action)</title>
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        <published>2007-06-29T00:17:11+02:00</published>
        <updated>2007-06-29T00:17:11+02:00</updated>
        <summary>Indice dei precedenti post su questo argomento: Lobbying in Action/1 Lobbying in Action/2 Lobbying in Action/3 Finalmente ci siamo. L&#39;iniziativa di standardizzazione ISO così importante da richiedere l&#39;orchestrazione internazionale di una intensissima attività di lobbying nelle Commissioni Tecniche degli organismi...</summary>
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&lt;div xmlns=&quot;http://www.w3.org/1999/xhtml&quot;&gt;&lt;p&gt;Indice dei precedenti post su questo argomento:&lt;/p&gt;

&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://mimmocosenza.nova100.ilsole24ore.com/2007/06/lobbying_in_act.html&quot;&gt;Lobbying in Action/1&lt;/a&gt; &lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://mimmocosenza.nova100.ilsole24ore.com/2007/06/lobbing-in-acti.html&quot;&gt;Lobbying in Action/2&lt;/a&gt; &lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://mimmocosenza.nova100.ilsole24ore.com/2007/06/lobbying-in-act.html&quot;&gt;Lobbying in Action/3&lt;/a&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://nova100.typepad.com/photos/uncategorized/2007/06/28/banner1.png&quot;&gt;&lt;img width=&quot;500&quot; height=&quot;64&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Banner1&quot; title=&quot;Banner1&quot; src=&quot;http://mimmocosenza.nova100.ilsole24ore.com/images/2007/06/28/banner1.png&quot; style=&quot;margin: 0px 5px 5px 0px; float: left;&quot; /&gt;&lt;/a&gt;
Finalmente ci siamo. L&#39;iniziativa di standardizzazione ISO così importante da richiedere l&#39;orchestrazione internazionale di una intensissima attività di &lt;em&gt;lobbying&lt;/em&gt; nelle Commissioni Tecniche degli organismi nazionali di ISO è quella relativa ai formati dei documenti elettronici, la &lt;em&gt;suite&lt;/em&gt; MS Office 2007 per intenderci. Si, stiamo parlando di Microsoft Inc., la notissima multinazionale del &lt;em&gt;software&lt;/em&gt; co-fondata da Bill Gates e che ha una capitalizzazione di circa 285 miliardi di dollari, più o meno 1/6 del PIL italiano o&amp;nbsp; l&#39;intero PIL della Norvegia. Ma cosa sta succedendo in queste commissioni? Ovviamente è tutto molto riservato, come sempre accade quando i giochi veri non si fanno alla luce del sole, ma tra pieghe di regolamenti che non prevedono la trasparenza della lista dei membri iscritti alle Commissioni Tecniche che voteranno a favore o contro l&#39;accettazione del formato OOXML di Microsoft come standard ISO. Le informazioni bisogna andarsele a cercare con il lanternino. Quanto sono riuscito a scovare in rete dice che a metà aprile 2007, i membri iscritti alla Commissione Tecnica di UNINFO, in rappresentanza della posizione italiana, erano i seguenti:&lt;/p&gt;

&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Microsoft&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;HP&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://www.cedeo.net&quot;&gt;CEDEO&lt;/a&gt; &lt;/li&gt;

&lt;li&gt;IBM&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://www.plio.it/&quot;&gt;Plio&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;

&lt;p&gt;Per chi non lo sapesse CEDEO è membro onorario di UNINFO per straordinari meriti conquistati sul campo dal PhD Leonardo Chiariglione, fondatore e presidente di MPEG. PLIO, Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org, è
un&#39;associazione di volontariato senza fini di lucro che ha come scopo
la promozione della versione italiana della &lt;em&gt;suite open source&lt;/em&gt; per
l&#39;ufficio &lt;a href=&quot;http://www.openoffice.org/&quot;&gt;OpenOffice&lt;/a&gt;. Sempre per chi non fosse al corrente, tanto PLIO quanto IBM hanno già espresso il proprio parere contrario, ampiamente documentato, all&#39;accettazione del formato OOXML di Microsoft come standard ISO. Altra informazione di contesto è che un formato standard ISO per i documenti per l&#39;ufficio esiste già: si chiama ODF (Open Document Format) e oltre a OpenOffice, esistono parecchie altre implementazioni di suddetto standard ISO. Già così, senza bisogno di investigare sulla posizione di CEDEO e con HP favorevole a Microsoft,&amp;nbsp; quest&#39;ultima non è messa per nulla bene. Ecco che parte l&#39;azione di reclutamento per riportare la commissione tecnica su posizioni più consone al monopolista mondiale di soluzioni &lt;em&gt;office&lt;/em&gt;. &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Sempre cercando faticosamente negli interstizi della rete, sono riuscito a recuperare l&#39;evoluzione della lista dei membri della commissione tecnica di UNINFO. Ecco il nuovo risultato aggiornato al 12 giugno:&lt;/p&gt;

&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Microsoft&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;HP&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://www.cedeo.net/&quot;&gt;CEDEO&lt;/a&gt; &lt;/li&gt;

&lt;li&gt;IBM (contraria)&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://www.plio.it&quot;&gt;Plio&lt;/a&gt; (contraria)&lt;/li&gt;



&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://www.itconsult.it/&quot;&gt;ITConsult&lt;/a&gt; (Microsoft Gold &amp;amp; Certified Partner&lt;span style=&quot;font-family: monospace;&quot;&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://www.inaz.it/&quot;&gt;INAZ srl &lt;/a&gt;(Microsoft Gold &amp;amp; Certied Partner)&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://www.str.it&quot;&gt;STR Spa&lt;/a&gt; (Microsoft Gold &amp;amp; Certified Partner)&amp;nbsp; &lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://www.teorema.net&quot;&gt;TEOREMA Engineering srl &lt;/a&gt;(Microsoft Gold &amp;amp; Certified Partner)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;

&lt;p&gt;Come è facile constatare, il reclutamento dei partner locali da parte di Microsoft ha cominciato a produrre qualche risultato, ribilanciando i possibili scenari di voti. &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ma non è ancora finita. Domani alle 18.00 si chiudono le iscrizione per la partecipazione alla Commissione Tecnica italiana di UNINFO che, in rappresentanza dell&#39;Italia, si esprimerà favorevolmente o sfavorevolmente sull&#39;accettazione del formato OOXML di Microsoft some standard ISO dei documenti&amp;nbsp; elettronici per l&#39;ufficio. L&#39;iscrizione pare che costi 2,100.00 € e sono disposto a scommettere quanto volete che non appena si riuscirà a scoprire la lista dei nuovi iscritti dell&#39;ultimo momento, ci saranno molti &lt;em&gt;partner&lt;/em&gt; di Microsoft. Personalmente ritengo che tutto ciò, oltre che al limite del lecito,&amp;nbsp; sia soprattutto poco elegante. Io preferire di gran lunga che Microsoft continuasse ad essere &lt;em&gt;leader&lt;/em&gt; mondiale tra i &lt;em&gt;software vendor&lt;/em&gt; perché realizza &lt;em&gt;software&lt;/em&gt; migliore della concorrenza piuttosto che grazie al reclutamento oscuro di deboli &lt;em&gt;partner&lt;/em&gt; locali. Per bilanciare un poco le sorti, domani proverò ad iscrivermi anche io. Chissà se, come ai tempi della proposta di legge europea per la brevettabilità del &lt;em&gt;software&lt;/em&gt; non possa dare ancora una volta il mio modestissimo contributo ad una buona causa.&amp;nbsp; Per tutti coloro che sono interessati ad approfondire quale sia la posta in gioco, consiglio vivamente la lettura del sito &lt;a href=&quot;http://www.noooxml.org/&quot;&gt;dedicato a questo tema&lt;/a&gt;. &lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
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        <title>In difesa di Domiziana Giordano</title>
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        <published>2007-06-27T12:06:41+02:00</published>
        <updated>2007-06-27T12:06:41+02:00</updated>
        <summary>Premetto che non conosco Domiziana Giordano, mentre conosco, anche di persona, alcuni di coloro che hanno reagito con più o meno livore ai suoi post o perché Domiziana non saprebbe scrivere in italiano o perché metterebbe colpevolmente all&#39;indice, e senza...</summary>
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            <name>Mimmo Cosenza</name>
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&lt;div xmlns=&quot;http://www.w3.org/1999/xhtml&quot;&gt;&lt;p&gt;Premetto che non conosco &lt;a href=&quot;http://domizianagiordano.nova100.ilsole24ore.com/&quot;&gt;Domiziana Giordano&lt;/a&gt;, mentre conosco, anche di persona, alcuni di coloro che hanno reagito con più o meno livore ai suoi &lt;em&gt;post&lt;/em&gt; o perché &lt;a href=&quot;http://domizianagiordano.nova100.ilsole24ore.com/2007/06/il-bello-della-.html&quot;&gt;Domiziana non saprebbe scrivere in italiano&lt;/a&gt; o perché &lt;a href=&quot;http://domizianagiordano.nova100.ilsole24ore.com/2007/06/storie-di-vita-.html&quot;&gt;metterebbe&amp;nbsp; colpevolmente all&#39;indice&lt;/a&gt;, e senza neppure averne le competenze tecniche, un noto produttore di telefonini.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Non appena sono trapelate nella blogosfera le prime indiscrezioni sulla presenza di Domiziana Giordano in nova100, sono immediatamente partiti i primi razzi. Altri hanno premeditatamente caricato i fucili e si sono preparati a sparare non appena &amp;quot;la straniera&amp;quot; della blogosfera avesse fatto il primo errore. Poi, sparato il primo colpo, tutti dietro a finirla. &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Non è mia intenzione difendere Domiziana entrando nel merito dei contenuti dei suoi post, intendo però difendere Domiziana in quanto &amp;quot;straniera&amp;quot; della blogosfera, perché sono contrario a qualsiasi forma di razzismo, anche di quello tecnologico che a volte fa capolino tra noi &amp;quot;informattati&amp;quot;.&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
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        <title>Lobbying in Action/3</title>
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        <published>2007-06-23T18:48:53+02:00</published>
        <updated>2007-06-23T18:48:53+02:00</updated>
        <summary>Dunque: abbiamo l&#39;ISO che è un ente internazionale che legifera su cosa sia degno di essere adottato come standard e su cosa non lo sia. Per prendere decisioni in proposito, ISO si avvale di organismi nazionali, detti national body, il...</summary>
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&lt;div xmlns=&quot;http://www.w3.org/1999/xhtml&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://nova100.typepad.com/.shared/image.html?/photos/uncategorized/2007/06/23/corporations.jpg&quot; onclick=&quot;window.open(this.href, &#39;_blank&#39;, &#39;width=512,height=600,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0&#39;); return false&quot;&gt;&lt;img width=&quot;200&quot; height=&quot;234&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Corporations&quot; title=&quot;Corporations&quot; src=&quot;http://mimmocosenza.nova100.ilsole24ore.com/images/2007/06/23/corporations.jpg&quot; style=&quot;margin: 0px 5px 5px 0px; float: left;&quot; /&gt;&lt;/a&gt;
Dunque: abbiamo l&#39;ISO che è un ente internazionale che legifera su cosa sia degno di essere adottato come &lt;em&gt;standard&lt;/em&gt; e su cosa non lo sia. Per prendere decisioni in proposito, ISO si avvale di organismi nazionali, detti &lt;em&gt;national body&lt;/em&gt;, il cui compito è di esprimersi sull&#39;accettazione degli &lt;em&gt;standard&lt;/em&gt; proposti. I risultati delle votazioni prese all&#39;interno di ogni organismo nazionale vengono messi tutti assieme e non passa nulla che non sia largamente condiviso (almeno 2/3 dei voti dei &lt;em&gt;partecipant member &lt;/em&gt;a favore) e pochissimo inviso (non più di 1/4 dei voti di &lt;em&gt;partecipant member&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;observer member&lt;/em&gt;). L&#39;organismo nazionale italiano è l&#39;UNI che, per le decisioni relative ad alcuni &lt;em&gt;standard,&lt;/em&gt; delega altri enti nazionali. Nel settore informatico il delegato di UNI si chiama UNINFO, le cui norme di votazione sono altrettanto democratiche di quelle di ISO (almeno 2/3 dei voti a favore e non più di un 1/4 dei voti contrari). Roba da scriverci la costituzione della dodicesima repubblica italiana. Ma a me sorge un dubbio. Chi partecipa alle votazioni? A quelle di ISO mi è chiaro, gli organismi nazionali, ma a quelle all&#39;interno degli organismi nazionali? Immaginate una multinazionale che abbia le proprie rappresentanze commerciali in tutte o quasi le nazioni che partecipano alle decisioni di ISO con i propri organismi nazionali. Questa multinazionale può avere un rappresentante in ogni organismo nazionale? Si può avere un rappresentante in ogni singolo organismo nazionale. Non solo. I &lt;em&gt;software vendor&lt;/em&gt; multinazionali hanno, in ogni nazione in cui operano commercializzando i propri prodotti, anche una rete di &lt;em&gt;partner&lt;/em&gt; locali&amp;nbsp; (quelli che in gergo commerciale sono detti il canale di vendita indiretto). Tali &lt;em&gt;partner&lt;/em&gt; delle multinazionali operano sui mercati locali utilizzando i prodotti della multinazionale come &amp;quot;grimaldello&amp;quot; per erogare i propri prodotti/servizi alla clientela locale. Le relazioni tra multinazionali e &lt;em&gt;partner&lt;/em&gt; locali sono quindi piuttosto sbilanciate in favore delle multinazionali. In occasioni particolarmente importanti, quali l&#39;approvazione da parte di ISO di uno &lt;em&gt;standard&lt;/em&gt; la cui adozione potrebbe favorire o sfavorire il &lt;em&gt;business&lt;/em&gt; delle multinazionali,&amp;nbsp; queste ultime possono orchestrare campagne di reclutamento dei propri &lt;em&gt;partner&lt;/em&gt; in tutte le Commissioni Tecniche degli organismi nazionali aderenti ad ISO. Ma come si diceva in un precedente post sull&#39;argomento, non c&#39;è nulla di male nel fare &lt;em&gt;lobbying&lt;/em&gt;. La cosa importante è che lo si faccia in modo trasparente. Ecco, nel caso di UNINFO, di trasparente c&#39;è ben poco, perché la lista dei soci effettivi con diritto di voto nelle Commissioni Tecniche non è resa pubblica prima delle votazioni stesse (o almeno io non l&#39;ho trovata sul sito di UNINFO). In altre parole non è possibile sapere CHI e QUANDO si iscrive (pagando la corrispondente quota di iscrizione) alle Commissioni Tecniche di UNINFO che determinano la posizione italiana rispetto all&#39;approvazione o meno di uno &lt;em&gt;standard&lt;/em&gt;.&amp;nbsp; Siamo quasi arrivati al punto....&lt;em&gt;stay tuned&lt;/em&gt;...&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Elenco dei precedenti post sull&#39;argomento:&lt;/p&gt;

&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;em&gt;&lt;a href=&quot;http://mimmocosenza.nova100.ilsole24ore.com/2007/06/lobbying_in_act.html&quot;&gt;Lobbying in Action/1&lt;/a&gt; &lt;/em&gt;&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://mimmocosenza.nova100.ilsole24ore.com/2007/06/lobbing-in-acti.html&quot;&gt;&lt;em&gt;Lobbying in Action/2&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/div&gt;
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        <title>Lobbying in Action/2</title>
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        <published>2007-06-22T13:27:39+02:00</published>
        <updated>2007-06-22T13:27:39+02:00</updated>
        <summary>Nel precedente post sono state sinteticamente descritte le regole di votazione delle Commissioni Tecniche di UNINFO. Ora è venuto il momento di descrivere di cosa si occupi UNINFO di tanto importante da richiedere che le decisioni delle Commissioni Tecniche siano...</summary>
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            <name>Mimmo Cosenza</name>
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Nel &lt;a href=&quot;http://mimmocosenza.nova100.ilsole24ore.com/2007/06/lobbying_in_act.html&quot;&gt;precedente post&lt;/a&gt; sono state sinteticamente descritte le regole di votazione delle Commissioni Tecniche di &lt;a href=&quot;http://www.uninfo.polito.it/&quot;&gt;UNINFO&lt;/a&gt;. Ora è venuto il momento di descrivere di cosa si occupi UNINFO di tanto importante da richiedere che le decisioni delle Commissioni Tecniche siano normate da regole di votazioni che necessitano molto consenso (almeno i 2/3 dei votanti) e pochissimo dissenso (non più di 1/4 dei votanti).&lt;/p&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;L&#39;UNINFO ha lo scopo di promuovere e partecipare allo sviluppo della normativa nel settore delle tecniche informatiche. In questo ambito l&#39;UNINFO opera con delega UNI a livello nazionale ed internazionale e rappresenta l&#39;Italia presso &lt;a href=&quot;http://www.iso.ch/&quot;&gt;ISO&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://&quot;&gt;ISO/IEC JTC1&lt;/a&gt; e &lt;a href=&quot;http://www.cenorm.be/&quot;&gt;CEN&lt;/a&gt;, ossia i più noti organismi di standardizzazione internazionali.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Dell&#39;importanza degli &lt;em&gt;standard&lt;/em&gt; quasi tutti, anche inconsciamente, hanno esperienza più che quotidiana.&amp;nbsp; Da quando si infila una spina nella presa elettrica, a quando si stampa una lettera da &lt;em&gt;computer&lt;/em&gt;. Un poco come con le cosiddette &lt;em&gt;commodity&lt;/em&gt;, ci si accorge della necessità degli &lt;em&gt;standard&lt;/em&gt; quando non ci sono. Ma c&#39;è una cosa di cui i consumatori, soprattutto i privati, hanno poca coscienza: gli &lt;em&gt;standard&lt;/em&gt; costringono i produttori/erogatori di beni e servizi a competere tra loro in un contesto di mercato in cui la &lt;a href=&quot;http://www.equiliber.org/images/stories/articolipdf/tao.pdf&quot;&gt;dipendenza indotta dai fornitori sui clienti è ridotta ai minimi termini&lt;/a&gt;. L&#39;esistenza di &lt;em&gt;standard&lt;/em&gt; consente ai clienti di essere più liberi dai fornitori, perché possono facilmente sostituire i prodotti dell&#39;uno con i prodotti dell&#39;altro, purché entrambi aderiscano ad uno &lt;em&gt;standard.&lt;/em&gt; L&#39;incentivazione alla competizione indotta dagli &lt;em&gt;standard&lt;/em&gt; ha molti effetti benefici e uno di questi è anche che i costi dei prodotti e servizi diminuiscono.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Una così lunga premessa per dire che ciò su cui decidono le Commissioni Tecniche di UNINFO è la posizione italiana rispetto agli &lt;em&gt;standard&lt;/em&gt; proposti a livello internazionale da ISO. La posizione italiana dipende dai partecipanti alle Commissioni Tecniche, mentre la decisione finale di ISO dipende dalle posizioni di tutti i corrispondenti&lt;em&gt; national body&lt;/em&gt; in aderenza alle &lt;a href=&quot;http://isotc.iso.org/livelink/livelink.exe/fetch/2000/2489/186491/186605/Chapter9.html&quot;&gt;regole di votazione&lt;/a&gt; di ISO che richiedono anch&#39;esse ampio consenso e ridotto dissenso. In particola si richiedono i 2/3 di voti favorevoli dei &lt;em&gt;Partecipant member &lt;/em&gt;(&lt;em&gt;P member)&lt;/em&gt; e meno di 1/4 di voti sfavorevoli della somma dei &lt;em&gt;Partecipant member&lt;/em&gt; e degli &lt;em&gt;Observer member (O member&lt;/em&gt;). &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Anche a livello internazionale, quindi, non è semplicissimo fare passare una decisione sull&#39;adozione di uno &lt;em&gt;standard&lt;/em&gt;. E&#39; infatti necessario orchestrare e coordinare attività di &lt;em&gt;lobbying&lt;/em&gt; in tutti i &lt;em&gt;national body &lt;/em&gt;che esprimono la propria posizione o come &lt;em&gt;P member&lt;/em&gt; o come &lt;em&gt;O member&lt;/em&gt;. La storia continua....&lt;/p&gt;

&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;
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        <title>La ricerca di Google è sorpassata?</title>
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        <published>2007-06-21T01:38:34+02:00</published>
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<p>Ecco, l'ho detta, e pure grossa: l'algoritmo di <em>page ranking</em> di google è superato. I cinque minuti sono passati nello scriverlo e io continuo a pensarlo. Spero che qualcuno li fuori mi riporti con la testa sulle spalle.</p></div>
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        <title>QuickHowto del liberista ipocrita/4</title>
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        <published>2007-06-20T15:02:02+02:00</published>
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        <summary>In un precedente post si diceva che sfrugugliando gli standard tecnici definiti da ACBI (Associazione Corporate Banking Interbancario), su mandato di ABI (Associazione Bancaria Italiana) non si trova traccia dei formati standard per la comunicazione alle imprese delle condizioni/commissioni applicate...</summary>
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&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://nova100.typepad.com/photos/uncategorized/2007/06/20/fascia17112006_2.jpg&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://mimmocosenza.nova100.ilsole24ore.com/images/2007/06/20/fascia17112006_2.jpg&quot; title=&quot;Fascia17112006_2&quot; alt=&quot;Fascia17112006_2&quot; style=&quot;margin: 0px 5px 5px 0px; float: left; width: 617px; height: 78px;&quot; /&gt;&lt;/a&gt;
 &lt;/p&gt;



















&lt;p&gt;Il banner di intestazione, che vi ho riportato, recita:&lt;/p&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Ogni giorno lavoriamo per migliorare la relazione delle banche con cittadini, famiglie e imprese&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;p&gt; e ancora &lt;/p&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Chiarezza semplicità e trasparenza ti aiutano a scegliere meglio in banca&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;p&gt;Persino al &lt;em&gt;copy&lt;/em&gt; che ha ideato il &lt;em&gt;payoff&lt;/em&gt; è scappato un bel lapsus freudiano perché ha scritto “ti aiutano a scegliere meglio &lt;span style=&quot;color: #cc3300;&quot;&gt;&lt;strong&gt;IN&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; banca” invece di scrivere “ti aiutano a scegliere meglio &lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;color: #cc3300;&quot;&gt;LA&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; banca”. Non so voi, ma tra bancomat, carta di credito e&amp;nbsp; internet banking io in banca non ci vado praticamente mai e come me anche la mia azienda ha smesso da tempo di farsi le code agli sportelli per pagare gli stipendi ai collaboratori o i bonifici ai fornitori. &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;167 banche dichiarano contemporaneamente di avere a cuore la trasparenza verso la clientela, ma ce ne sono&amp;nbsp; quasi 700 (e praticamente tutte le 167 fanno parte anche di queste ultime) associate al ACBI che, in barba a tutte le dichiarazioni di intenti, con e senza lapsus freudiani,&amp;nbsp; nell&#39;era della comunicazione elettronica di tutti i tipi di informazioni e anche di tutti i tipi di transazioni finanziarie si guardano bene dal definire uno standard per comunicare elettronicamente ai propri clienti le condizioni/commissioni che applicano per l&#39;erogazione dei servizi bancari. All&#39;epifania del liberista ipocrita mancano ancora pochi post. &lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
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        <title>Lobbying in Action/1</title>
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        <published>2007-06-18T17:57:12+02:00</published>
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        <summary>Per quelli che fanno il mio mestiere c&#39;è una collana di libri tecnici i cui titoli sono sempre Qualcosa in Action, per esempio Tapestry in Action, oppure Hibernate in Action. Sono testi molto pragmatici che, senza andare troppo nei dettagli...</summary>
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&lt;div xmlns=&quot;http://www.w3.org/1999/xhtml&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;a onclick=&quot;window.open(this.href, &#39;_blank&#39;, &#39;width=339,height=360,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0&#39;); return false&quot; href=&quot;http://nova100.typepad.com/.shared/image.html?/photos/uncategorized/2007/06/18/060501_lobbying.jpg&quot;&gt;&lt;img width=&quot;150&quot; height=&quot;159&quot; border=&quot;0&quot; src=&quot;http://mimmocosenza.nova100.ilsole24ore.com/images/2007/06/18/060501_lobbying.jpg&quot; title=&quot;060501_lobbying&quot; alt=&quot;060501_lobbying&quot; style=&quot;margin: 0px 5px 5px 0px; float: left;&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Per quelli che fanno il mio mestiere c&#39;è una collana di libri tecnici i cui titoli sono sempre &lt;em&gt;Qualcosa in Action&lt;/em&gt;, per esempio &lt;em&gt;Tapestry in Action&lt;/em&gt;, oppure &lt;em&gt;Hibernate in Action&lt;/em&gt;. Sono testi molto pragmatici che, senza andare troppo nei dettagli teorici, vi accompagnano gradevolmente per farvi acquisire velocemente un poco di operatività sul &amp;quot;Qualcosa&amp;quot; che volete imparare a fare. Questi testi sono anche piuttosto ricchi di esemplificazioni che potete seguire passo passo. Ecco, in questo e alcuni prossimi post, vorrei provare a seguire le vicende molto concrete su un tema di cui alla stragrande maggioranza delle persone non interessa granché, ma che può essere preso come rappresentativo della &lt;em&gt;Lobbying in Action&lt;/em&gt;. Premetto che non c&#39;è nulla di male nel fare attività di &lt;em&gt;lobbying&lt;/em&gt;, inteso alla anglosassone, anzi, io stesso mi sono dato parecchio da fare nel 2005 per non fare passare la brevettabilità del &lt;em&gt;software&lt;/em&gt; al parlamento europeo andando a fare &lt;em&gt;lobbying &lt;/em&gt;presso i nostri europarlamentari e fu una vittoria storica (alcuni dicono un pareggio) nel vero senso della parola. Però bisogna stare attenti perché, come in tutte le cose, c&#39;è una linea d&#39;ombra che non va oltrepassata: bisogna agire in trasparenza. Ma qual&#39;è il tema rappresentativo della &lt;em&gt;Lobbying in Action&lt;/em&gt; che ho scelto? Lo dirò dopo. Per il momento ecco il link ad &lt;a href=&quot;http://www.uninfo.polito.it/&quot;&gt;UNINFO&lt;/a&gt;, l&#39;Ente di Normazione per le Tecnologie Informatiche e la loro Applicazione. Beh, senza un minimo di supporto non è che sia il sito più semplice di questo mondo per cercare informazioni, quindi armatevi di santa pazienza se avete voglia di capire cosa fanno e, soprattutto, come lo fanno. La prima cosa che ho fatto io è leggermi lo &lt;a href=&quot;http://www.uninfo.polito.it/PUBLIC/Statuto_2001.pdf&quot;&gt;statuto&lt;/a&gt;. Ci sono tre tipologie di soci: i soci onorari, i soci ordinari e i soci osservatori. Solo i soci onorari e i soci ordinari, detti cumulativamente soci effettivi, hanno diritto di voto. Diritto di voto per che cosa? Per esempio alle riunioni di lavoro degli organi tecnici alle cui attività si sono iscritti. Poi vedremo anche&amp;nbsp; in che cosa consistono queste attività. Per il momento vediamo come funzionano le votazioni, sempre da statuto. La parte che mi interessa evidenziare è quella relativa alle Commissioni Tecniche. Di regola le decisioni nelle Commissioni Tecniche sono prese con la maggioranza relativa dei voti effettivamente espressi. Se però ci sono almeno tre soci effettivi che lo richiedono, le decisioni vengono prese a maggioranza qualificata. Raggiunge la maggioranza qualificata l’alternativa per la quale risultano contemporaneamente a favore almeno i due terzi dei voti espressi e a sfavore non più di un quarto.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Facendo una veloce simulazione con un foglio di calcolo (io uso &lt;a href=&quot;http://www.neooffice.org/neojava/it/index.php&quot;&gt;NeoOffice&lt;/a&gt; su Mac OS X e &lt;a href=&quot;http://www.openoffice.org/&quot;&gt;OpenOffice&lt;/a&gt; sia su MS Windows che su GNU/Linux), vi accorgerete che non è semplicissimo fare passare una decisione che non sia condivisa all&#39;interno della Commissione Tecnica. Per ogni voto contrario ad una decisione, ce ne vogliono 2 o 3 a favore in dipendenza del numero totale voti espressi dai soci effettivi che si sono iscritti alla Commissione Tecnica. Per esempio, se ci sono 24 voti espressi, passa la decisione che ha raggiunto non meno di 16 voti a favore e non più di 6 voti a sfavore. &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Per ora è tutto. Più avanti vedremo cosa abbia a che vedere tutto ciò con la &lt;em&gt;Lobbying in Action&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
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        <title>Preferisco l&#39;email</title>
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        <published>2007-06-16T15:53:58+02:00</published>
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        <summary>Non ho mai amato l&#39;editing nelle pagine web. Persino wikipedia, compagna insostituibile delle mie esursioni in rete, mi fa imbestialire quando viene il momento di pestare i tasti per scrivere qualche cosa. L&#39;email rimane per me lo strumento più ergonomico...</summary>
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<div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p>Non ho mai amato l'editing nelle pagine web. Persino wikipedia, compagna 
insostituibile delle mie esursioni in rete, mi fa imbestialire quando 
viene il momento di pestare i tasti per scrivere qualche cosa. L'email 
rimane per me lo strumento più ergonomico mai realizzato. Adesso provo a 
postare sul blog direttamente da email. Se funziona subito, allora mi 
sentirò più libero di prima, altrimenti mi darò da fare per venirne a 
capo in tempi brevi.</p></div>
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        <title>Insane</title>
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        <published>2007-06-16T10:00:00+02:00</published>
        <updated>2007-06-16T10:00:00+02:00</updated>
        <summary>Insane (Parole e musica di Marcello Cosenza) I&#39;ve been waiting invane you drive me insane yes you really dominate but soon you will pay what can I tell you lover what can I say what can I tell you lover...</summary>
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            <name>Mimmo Cosenza</name>
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<div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><embed width="100" height="20" loop="false" autostart="0" autoplay="false" controller="true" src="http://www.archive.org/download/MarcelloCosenzaBackToBasics/04_Insane_64kb.mp3"></embed>

<center><strong><span style="font-size: 1.2em;">Insane</span></strong><br /><span style="font-size: 0.8em;">(Parole e musica di Marcello Cosenza)<br /><br /></span>I've been waiting invane<br />you drive me insane<br />yes you really dominate<br />but soon you will pay<br />what can I tell you lover<br />what can I say<br />what can I tell you lover<br />you drive me insane<br />you drive me insane<br />you drive me insane<br />you drive me insane<br />you drive me insane<br />I can't really describe<br />what's going on in my mind<br />but tell me what is the price<br />to stop playing these games<br />I know you are a lie<br />lying in the name of the lie<br />I hate all that you are<br />I hate that you are alive<br />what can I tell you lover<br />what can I say<br />what can I tell you lover<br />you drive me insane<br />you drive me insane<br />you drive me insane<br />you drive me insane<br />you drive me insane<br />you drive me insane<br />you drive me insane<br />what can I say<br />you drive me insane<br />what can I say<br />you drive me insane</center></div>
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        <title>QuickHowto del liberista ipocrita/3</title>
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        <summary>Come promesso, eccoci alle banche. Nel lontano 1997 ho partecipato alle creazione di un&#39;applicazione che va sotto il nome di corporate banking. Tale tipologia di applicazione consente alle imprese (non ai privati) di gestire i rapporti che intrattengono con le...</summary>
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            <name>Mimmo Cosenza</name>
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&lt;div xmlns=&quot;http://www.w3.org/1999/xhtml&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;a onclick=&quot;window.open(this.href, &#39;_blank&#39;, &#39;width=230,height=250,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0&#39;); return false&quot; href=&quot;http://nova100.typepad.com/.shared/image.html?/photos/uncategorized/2007/06/15/banking.jpg&quot;&gt;&lt;img width=&quot;200&quot; height=&quot;217&quot; border=&quot;0&quot; src=&quot;http://mimmocosenza.nova100.ilsole24ore.com/images/2007/06/15/banking.jpg&quot; title=&quot;Banking&quot; alt=&quot;Banking&quot; style=&quot;margin: 0px 5px 5px 0px; float: left;&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Come &lt;a href=&quot;http://mimmocosenza.nova100.ilsole24ore.com/2007/06/quickhowto_del__1.html&quot;&gt;promesso,&lt;/a&gt; eccoci alle banche. Nel lontano 1997 ho partecipato alle creazione di un&#39;applicazione che va sotto il nome di &lt;a href=&quot;http://www.associazionecbi.it/default.asp&quot;&gt;&lt;em&gt;corporate banking&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;. Tale tipologia di applicazione consente alle imprese (non ai privati) di gestire i rapporti che intrattengono con le varie banche. Come forse alcuni sapranno, non esiste in Italia azienda che possa permettersi di intrattenere rapporti con una sola banca. Già questa è una bella stranezza rispetto a gran parte del resto del mondo occidentale evoluto dal punto di vista dei sistemi finanziari ed è diretta conseguenza, almeno per le PMI, di quanto ho tentato di descrivere in un &lt;a href=&quot;http://mimmocosenza.nova100.ilsole24ore.com/2007/05/ma_quanto_mi_co.html&quot;&gt;precedente post&lt;/a&gt;: Le PMI sono costrette dalla casta triadica (politica, grandi imprese e banche)&amp;nbsp; a finanziare le grandi imprese con i costosissimi soldi che si fanno prestare dalle banche sotto gli occhi artificiosamente miopi dei politici. Le banche, però, sono sempre state molto più accorte con le PMI, anche parecchio prima di Basilea2, di quanto non lo siano state con le grandi imprese come CIRIO e Parmalat e, conseguentemente, per ridurre il rischio, se lo spartiscono tra loro e le PMI si trovano a dovere distribuire le proprie richieste di finanziamento tra più banche. Per la cronaca, ci sono anche pessime imprenditori che usavano, prima di Basilea2, tale distribuzione per presentare gli anticipi delle stesse fatture su più banche, ma quest&#39;ultimo è un comportamento illecito. Comunque si diceva che un&#39;applicazione di &lt;em&gt;corporate banking&lt;/em&gt; consente alle imprese di utilizzare una sola applicazione per interagire con tutte le banche con cui intrattiene rapporti. Se, come privati, avete anche solo due conti correnti su due banche differenti, immaginatevi un solo &lt;em&gt;internet banking &lt;/em&gt;per interagire con entrambe le banche. Oltre ad essere multibanca (a dire la verità esistono anche &lt;em&gt;corporate banking&lt;/em&gt; monobanca), il &lt;em&gt;corporate banking&lt;/em&gt; si distingue dall&#39;&lt;em&gt;internet banking&lt;/em&gt; per il fatto di offrire una vista della situazione dei conti correnti aggiornati alle 24 del giorno precedente. La circolazione delle informazioni e delle transazioni tra più banche per tutte le imprese che aderiscono al circuito viene garantita dai cosiddetti Centri Applicativi (CA) e, con loro, dalle cosiddette Strutture Tecniche Delegate (STD). Tali informazioni/transazioni sono rappresentate in flussi elettronici i cui formati sono definiti dal CBI (&lt;a href=&quot;http://www.associazionecbi.it/default.asp&quot;&gt;&lt;em&gt;Corporate Banking Interbancario&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;). Se andate a sfrugogliare suddetti formati (detti anche tracciati) vi accorgerete di una cosa straordinaria: non sono previsti i tracciati per le condizioni applicate dalle banche ai conti correnti (ed in generale per le condizioni applicate dalle banche a qualsiasi altra tipologia di rapporto). &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Al prossimo post per scoprire il perché.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
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        <title>..and again...</title>
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        <published>2007-06-14T00:34:20+02:00</published>
        <updated>2007-06-14T00:34:20+02:00</updated>
        <summary>Ricevuto ora ora, divulgo. COMUNICATO STAMPA 13/06/2007 ====================================================================== SE I SOLDI SARANNO PUBBLICI, CHE I RISULTATI SIANO PUBBLICI ====================================================================== Nonostante il Centro di Ricerca Microsoft di Trento e i &quot;Centri per l&#39;Innovazione&quot; promessi dai ministri Mussi e Nicolais in collaborazione...</summary>
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            <name>Mimmo Cosenza</name>
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&lt;div xmlns=&quot;http://www.w3.org/1999/xhtml&quot;&gt;&lt;p&gt;Ricevuto ora ora, divulgo.&lt;/p&gt;

&lt;pre&gt;COMUNICATO STAMPA&lt;br /&gt;13/06/2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;======================================================================&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;SE I SOLDI SARANNO PUBBLICI, CHE I RISULTATI SIANO PUBBLICI&lt;br /&gt;======================================================================&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante il Centro di Ricerca Microsoft di Trento e i &amp;quot;Centri per&lt;br /&gt;l&#39;Innovazione&amp;quot; promessi dai ministri Mussi e Nicolais in collaborazione&lt;br /&gt;con Microsoft, siano due iniziative diverse e difficilmente&lt;br /&gt;confrontabili, l&#39;Associazione per il Software Libero mette in evidenza&lt;br /&gt;un fatto politico importante: sono entrambi finanziati con soldi&lt;br /&gt;pubblici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Regione Piemonte e il Politecnico di Torino sono i primi ad aver&lt;br /&gt;realizzato gli intenti del Governo siglando un accordo con Microsoft, ma&lt;br /&gt;il Rettore del Politecnico, Prof. Profumo, si è pubblicamente impegnato&lt;br /&gt;affermando che&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«dato che i soldi saranno pubblici, anche i risultati saranno pubblici»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L&#39;Associazione per il Software Libero accoglie con soddisfazione queste&lt;br /&gt;dichiarazioni e si dice pronta ad accettare l&#39;invito che il Rettore ha&lt;br /&gt;rinnovato davanti alla stampa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Trento invece la situazione è diversa: nonostante i risultati della&lt;br /&gt;ricerca siano al 50 % proprietà di Microsoft, i costi del Centro di&lt;br /&gt;Ricerca di Trento vengono sostenuti esclusivamente dai cittadini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L&#39;Associazione per il Software Libero produce e pubblica un rapporto&lt;br /&gt;chiarificatore sullo stato di questo progetto, analizzando accuratamente&lt;br /&gt;i bilanci e un gran numero di altri documenti pubblici facilmente&lt;br /&gt;reperibili su Internet, rilevando che:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;* l&#39;impegno previsto da parte di Microsoft Research Limited non&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; solo è minoritario rispetto a quello pubblico, ma viene erogato&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; sotto forma di “versamenti in conto capitale”, i quali possono&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; ritornare a disposizione della multinazionale allo scioglimento&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; del Consorzio nel 2010;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;* anche se diversi esponenti di Microsoft e del Governo parlano di&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; “evitare la fuga di cervelli” dall&#39;Italia, risulta invece che&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; gli stipendi percepiti dai ricercatori sono poco più di un&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; decimo di quelli dei loro colleghi inglesi;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;* infine - e più grave - i risultati delle ricerche prodotti dal&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; Centro in questione non saranno liberamente disponibili, infatti&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; esiste già il divieto all&#39;uso per fini commerciali (nulla vieta&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; che in futuro i risultati della ricerca vengano brevettati).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il trasferimento di fondi pubblici alla ricerca privata non solo&lt;br /&gt;rappresenta un problema etico di accesso alla conoscenza, ma va a&lt;br /&gt;configurare una situazione di vantaggio economico a favore di una&lt;br /&gt;singola società privata, la quale detiene già una posizione dominante&lt;br /&gt;sul mercato ICT.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questi motivi l&#39;Associazione per il Software Libero chiede&lt;br /&gt;pubblicamente alla Giunta e al Consiglio della Provincia Autonoma di&lt;br /&gt;Trento e al Ministero dell&#39;Università e della Ricerca di:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;* rendere pubblici tutti i documenti e gli accordi, tutt&#39;oggi&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; segreti, siglati con Microsoft Corporation e le sue controllate;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;* rivedere le politiche di finanziamenti pubblici destinati al&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; Centro di Ricerca Microsoft di Trento;&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;* esigere dalla società consortile The Microsoft Research -&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; University of Trento Centre for Computational and Systems&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; Biology il rilascio del software prodotto sotto i termini della&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; licenza GPL della Free Software Foundation (o altre&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; compatibili);&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;* esigere dalla società consortile The Microsoft Research -&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; University of Trento Centre for Computational and Systems&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; Biology il rilascio e la pubblicazione a titolo gratuito di&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; tutti i paper scientifici, rapporti tecnici o altri documenti&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; prodotti dai ricercatori del Centro, senza alcun tipo di&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; restrizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;======================================================================&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Che cos&#39;è l&#39;Associazione per il Software Libero&lt;br /&gt;======================================================================&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L&#39;Associazione per il Software Libero è un&#39;Associazione senza scopo di&lt;br /&gt;lucro che ha come obiettivi principali la diffusione del software libero&lt;br /&gt;in Italia ed una corretta informazione sull&#39;argomento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contatti:&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;	Paolo Didonè (&lt;a class=&quot;moz-txt-link-abbreviated&quot; href=&quot;mailto:paolo.didone@softwarelibero.it&quot;&gt;paolo.didone@softwarelibero.it&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per maggiori informazioni:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;	&lt;a class=&quot;moz-txt-link-freetext&quot; href=&quot;http://softwarelibero.it/&quot;&gt;http://softwarelibero.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;	info a softwarelibero.it&lt;br /&gt;	(+39) 06 99291342&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;moz-txt-sig&quot;&gt;-- &lt;br /&gt;Annunci dell&#39;Associazione Software Libero&lt;br /&gt;&lt;a class=&quot;moz-txt-link-freetext&quot; href=&quot;http://www.softwarelibero.it/&quot;&gt;http://www.softwarelibero.it/&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/pre&gt;&lt;/div&gt;
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        <title>Get the money, again...</title>
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<p>Proprio mentre pensavo questo tipo di cose, il moderatore annuncia il mio intervento, l'unico senza slide, visto che mi avevano chiamato la mattina per il pomeriggio. Probabilmente, non sarei comunque riuscito a prepararle anche se mi avessero avvisato prima. </p>

<p>Il mio intervento, a quel punto, è diventato la mia risposta alla seconda domanda: perchè non gliene può fregare di meno? Ho esordito dicendo più o meno: siamo meno di 40, compresi gli 11 che devono parlare e si potrebbe pensare che questo seminario sia un insuccesso. Per me, invece, è un successo vedere così pochi partecipanti, perché è un film che ho già visto la prima volta 20 anni fa e poi di nuovo altre volte, più o meno evidenti. Quando si smette di parlare di cose di cui tutti si sono sciacquati la bocca, con minore o maggiore competenza, a volte senza capirci davvero nulla, allora è venuto finalmente il momento in cui quelle cose le si fanno davvero. E avevo anche la controprova, avendo da poco vinto una gara importante proponendo come soluzione uno intero stack open source. Il tutto senza dover neppure dire tutte quelle cose che fino a poco tempo fa si dovevano sempre dire per convincere i clienti che l'open source ce l'ha più lungo del software proprietario. Quando lo hanno provato, sono i primi a diffondere la notizia, proprio come per lo stramaledetto web2.0 che per me rimane java script che funziona. </p></div>
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