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Economia analogica e digitale

Mentre giocherellavo mentalmente con l'eleganza logica dei principi del sistema di micropagamenti iPay di dmin.it, mi sono imbattuto in una domanda, che è poi una difficoltà:

  • ma perché se nell'economia analogica esiste la moneta analogica, che è anonima, non deve esistere anche nell'economia digitale una moneta digitale anch'essa anonima? 

Forse perché si pensa che l'anonimicità della moneta sia foriera di frodi/reati di tutti i tipi? Se le frodi/reati analogiche hanno le moto per correre, le frodi digitali vanno parecchio più veloci, anche di Valentino Rossi. Ergo niente moneta digitale anonima.

Non mi convince. Le monete analogiche hanno il rovescio della medaglia, testa e croce. Il rovescio dell'anonimicità della moneta analogica è la libertà. Ci si nasconde un poco, forse, ma è li che riposa un altro pezzo di libertà.

Quindi mi metterò al lavoro per verificare se questo principio possa integrarsi con i principi di ipay. Per ora ho trovato questo, per me spettacolare, paper della Columbia e della George Mason University, dove cosa ti scovo? Il principio dell'incentivazione che è stato il primo a cui anch'io ho pensato per iPay e poi, eccola li, la moneta digitale anonima.

  • generi un numero casuale (va beh, anche pseudo-casuale)
  • lo strizzi con la funzione di hashing
  • lo cifri con la chiave pubblica di una banca digitale

et voilà, la moneta digitale anonima.
Come non provare a infilarla in iPay?