Giacomo Cosenza -

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ottobre 2007

30/10/07

Filmotech/2

In un suo recente post Luca De Biase, raccontando di Filmotech mi chiama in causa, attribuendomi un'idea su cui sto lavorando e che, accoppiata con il marketplace di Filmotech potrebbe, a suo benevolo giudizio, avere un grande futuro. Premetto che l'idea è nata circa un anno e mezzo fa sotto un grande castagno a casa di Leonardo Chiariglione. Come consueto, quando ci vediamo da lui, a Villar Dora, la moglie Anna ci prepara pranzetti succulenti, immancabilmente innaffiati dal vino prelibato del loro piccolo vigneto.  Sono i momenti più creativi dei nostri lunghi incontri cui partecipano sempre, e molto attivamente, sia Filippo che Riccardo, a volte anche Isabella, i tre splendidi figli di Leonardo. Mi fanno sentire in famiglia, anzi mi fanno sentire della famiglia. Leonardo è un uomo soprannaturale per tanti motivi, ma quello che impressiona più di ogni altra cosa è la sua capacità di tirare fuori del buono anche da zucche vuote come la mia. Quel giorno mi ha tirato fuori le basi di quello che sarebbe diventata la proposta di Digital Media in Italia per il sistema di pagamento dei contenuti digitali, che noi chiamiamo sempre digital media. Dopo qualche mese, a una riunione di Digital Media in Italia Stefano Quintarelli, altro instancabile lavoratore e organizzatore, disse: "ragazzi, qui c'è da capire come fare incassing, altro che paying". In pieno ferragosto 2006, mentre me ne stavo beato a Sestri Levante, mi arriva la telefonata di Leonardo:  "Mimmo, ti ricordi quando pranzammo sotto il  castagno? A settembre dobbiamo presentare la proposta completa di Digital Media in Italia , riesci  a buttare giù un paio di paginette per il sistema di pagamento dei digital media per completare la proposta con l'incassing di Stefano?". Come fai a dire di no a Leonardo che ha dedicato tutto se stesso al mondo intero? Impossibile, la sua generosità è contagiosa. Mi trovavo senza connessione internet, quindi senza neppure poter scopiazzare qui e li qualche idea, ma con mio nipote Harald di 14 anni nei dintorni. Ed è stato grazie  a lui, facendo domande a un piccolo adolescente, che ho cominciato a capire qualche cosa. Mi sembrava di essere in un dialogo maieutico di Socrate. Io non ho inventano nulla, era già tutto nella testa di mio nipote Harald. A maggio del 2006 ho presentato al convegno Top-ix di Torino le slide che trovate più sotto, per introdurre il percorso che ha portato alla definizione delle specifiche tecniche del sistema di micropagamenti di Digital Media in Italia. L'idea che Luca De Biase ha generosamente giudicata come innovativa e a complemento di Filmotech credo sia quella che introduce il concetto di incentivazione nel sistema dei micropagamenti. Nessun merito mio, ma di Leonardo, di Stefano e, soprattutto, di Harald Cosenza.

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Cina al virtuale

Leggo su The Register un articolo sulla campagna di virtualizzazione della Cina. SWSoft, produttore di soluzioni di virtualizzazione, ha fatto un accordo con Inspur, costruttore cinese di hardware in forte crescita. L'obiettivo è virtualizzare la Cina prima che VMWare impari a parlare il cinese.

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28/10/07

Bowling a Columbine

Leggendo un articolo di repubblica mi sono ricordato di Bowling a Calumbine di M.Moore, del 2002. Ma ci volevano 60 psicologi e psicoterapeuti per capire che il modus televivendi provoca danni alla salute mentale, quando lui ci era arrivato in quattro e quattro otto?

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27/10/07

Barocco-Tech

Sto scrivendo la descrizione delle strategie e della linea di prodotti per il business plan di una start-up molto tecnologica in cui la mia azienda sta investendo. Per altro, giusto per essere conseguenti al contenuto di un mio precedente post, l'abbiamo fondata a San Francisco, mentre l'R&D rimarrà in Italia.  Il business plan di una start-up ha lo scopo di convincere degli investitori a finanziarne lo sviluppo in cambio di una certa quota di azioni il cui valore, sperabilmente, aumenterà in un tempo relativamente breve  (tre anni o giù di li). Dopo avere scritto le prime 2 pagine, ho chiesto a una persona molto cara, è un artista, di provare a leggerle. Me le ha commentate in rosso e verde. A parte la sostituzione del blu con il verde, assomigliava in tutto a un ben brutto compitino da scuola elementare degli anni '60. La cara persona non mi ha dato il voto, ma il giudizio si: barocco-tech. E' un suo bellissimo neologismo, come solo gli artisti sanno inventare, e si applica magnificamente non solo alle mie due brutte paginette, ma a quasi tutte gli articoli di tecnologia che leggo quotidianamente. Adesso mi sto esercitando a togliere tutto quel barocco-tech dal testo  e così facendo mi accorgo di quanto sia difficile raggiungere quella semplicità che sa parlare, senza nulla perdere in precisione, alla profondità di un(a) artista. Se quello che riscriverò saprà toccarla, allora anche gli investitori rimarranno incantati e io e i miei soci le saremo debitori. Sarà come essere debitori all'arte che non è un lusso, è una necessità. Grazie Domiziana.

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25/10/07

I don't know why


I don't know why

(Parole e musica di Marcello Cosenza)

Sorry my darling
I'm sorry again
I'm sorry for everything I said
but I have so much pain
you know I never meant to hurt you
I never meant to say those things
you know I love you more than anything
but I have so much pain

I spent my life
trying to be a better man
and now I'm missing
everything I had

oh my darling
I don't know why
I just want everything to be
like it used to be

but everything has changed
and this world is raging in pain
so many people have died invane
and I don't know why

sorry my darling
I feel so insecure
I don't know what's going on
and I don't know why

I spent my life
trying to be a better man
and now I'm missing
everything I had

oh my darling
I don't know why
I just want everything to be
like it used to be

but everything has changed
and this world is raging in pain
so many people have died invane
and I don't know why

Oh my darling
I don't know why
I just want everything to be
like it used to be

but everything has changed
and this world is raging in pain
so many people have died invane
and I don't know why

sorry my darling
I'm sorry again
forgive my lack of strength
but I have so much pain

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Convergenze pericolose

Ci sono convergenze e convergenze. Ci sono quelle che verticalizzano i prodotti e i servizi, come le IPTV con le quali, ammesso che la loro idea di costruire walled garden abbia senso, i content provider e i consumatori rischiano di venirne fuori con le ossa rotte. E ci sono quelle che deverticalizzano prodotti e servizi, rendendo i mercati più competitivi. Di una di queste convergenze ho parlato in una intervista che mi ha fatto Antonio Savarese e che è appena stata pubblicata su Data Manager Online. Si tratta dell'esplosiva convergenza tra Open Source e Open Standard.

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Pensavo fosse amore invece era un calesse/3

Nella vita c'è sempre qualcuno che, istintivamente, fa il medico, ma solamente se c'è il paziente. Allo stesso modo c'è sempre qualcun'altro che, istintivamente, fa il paziente, ma solamente se c'è il medico. Ci sono anche di quelli, ma sono rari, cui piace giocarli tutti e due i ruoli, in contemporanea. Medico e paziente insieme. Di tutte le permutazioni possibili, la coppia medico-paziente/paziente-medico è l'unica che potrebbe essere catalogata tra le misteriose, per quanto raramente avviene. Questo è il punto di partenza, l'input del processo? Ma qual'è il punto di arrivo, l'output del processo? Non si sa. Come per le cosiddette RNA-binding proteins. Questo è stato l'argomento della bellissima cena  di  www.equiliber.org dello scorso giovedì. Chi ci ha illuminati è Vincenzo Silani, che ringrazio di cuore. Io ho la fortuna di conoscerlo di persona, quindi se non lo conoscete googlatelo voi.

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17/10/07

L'India siamo noi

Oggi stavo leggendo la presentazione di un'azienda di tecnologia informatica fondata da italiani in Silicon Valley e che in Italia ha pure il centro di ricerca e sviluppo. La razionalità di questa strategia apparentemente sorprendente risiede in buona parte in un paio di dati:

  • il primo: in Italia c'è una densità doppia di laureati in discipline scientifiche e tecniche rispetto agli Stati Uniti. Sarebbe interessante avere qualche numero sullo stesso rapporto rispetto a Danimarca, Finlandia, Svezia, ecc.
  • il secondo: il costo del lavoro dei laureati in discipline scientifiche e tecniche in Italia è tra i più bassi d'Europa.

Tempo fa un amico che lavora in una multinazionale del software, mi diceva che una parte degli sviluppi vengono fatti in Italia perché ha il costo del lavoro tra i più bassi di tutte le sedi internazionali in cui è presente.

La domanda è: ma se abbiamo un buon numero di tecnici all'altezza della situazione e se costano anche poco perché l'Italia non riesce ad attirare i capitali di investimento?  Zingales, giovane economista italiano di una certa fama anche internazionale, ha più volte scritto e detto che il principale problema dell'Italia è la lentezza e l'incertezza della giustizia. Due caratteristiche che premiano gli imprenditori italiani senza capitali, ma con molti amici nei palazzi che contano: quelli della politica e quelli delle banche. Avrà ragione lui? A me pare di si.

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07/10/07

Discografia nel pallone

Lo sanno già tutti. La giuria della corte dello stato del Minnesota ha inflitto una multa di circa 220 mila dollari a Jammie Thomas per avere violato la legge americana sul copyright.  La violazione riguarda 24 canzoni che Jammie Thomas ha scaricato e condiviso illegalmente dalle reti p2p Kazaa delle circa 1700 per le quali era imputata. Ne parla anche Nòva100 in un post di Claudio Ferrante che si domanda "se punirne uno per educarne cento sia la soluzione giusta". Qualche giorno prima della sentenza del Minnesota, e anche questo lo sanno già tutti, il gruppo progressive rock  Radiohead ha lanciato una campagna marketing (perché di marketing si tratta) che consentirà dal 10 ottobre di scaricare i file del nuovo album, lasciando ai fan medesimi decidere quanto pagare. Senza questa operazione non avrebbero certo visto vendite di CD o di downloading legale differenti rispetto a tutti gli altri musicisti /o gruppi musicali. In questo modo si sono comunque fatti una pubblicità planetaria a costi pressoché nulli: venderanno qualche prezioso cofanetto in più, qualche fan sarà anche molto generoso a causa del senso di colpa indotto e i loro concerti live saranno più pieni del solito (una volta i concerti si facevano per promuovere gli album, oggi gli album si fanno per promuovere concerti).

Complimenti per il tempismo, ma la l'iniziativa non cambierà assolutamente nulla, cosi come quella uguale e contrartia della RIAA nella causa di cui sopra.

Il mondo della discografia musicale è nel pallone ed è naturale che sia così, visti i bilanci in profondo rosso. Colpi di coda dettati dalla disperazione, degli uni e degli altri.

In Italia c'è una iniziativa che si chiama Digital Media in Italia, alla quale partecipo dall'inizio (novembre 2005) e di cui ho scritto brevemente qui. Non so se sia questo il luogo corretto per riportare il lavoro che stiamo facendo, ma mi piacerebbe molto che Claudio Ferrante e altri operatori del mercato musicale italiano vi partecipassero. Abbiamo bisogno della loro esperienza e di confrontarci con il loro punto di vista.

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06/10/07

Tabacchi self service e tutela della privacy

Oggi pomeriggio sono andato a comprare le sigarette nel bar sotto casa. L'area tabacchi interna al bar è in ristrutturazione, però hanno installato un nuovo modello di self service esterno al bar. Sono ovviamente al corrente del fatto che i minori non possano acquistare sigarette. Sono anche uno tantissimi che ha sofferto numerose volte del "buco" tra le 19.30, l'ora in cui la gran parte delle rivendite di tabacco chiudono, e le 21.00, l'orario in cui diventano operativi i self service. La motivazione della limitazione temporale dell'operatività dei self service dipende dal tentativo di limitarne l'uso proprio ai minori. Immagino che tale norma sia stata introdotta ai tempi del "carosello" e che oggi abbia perso molto della sua efficacia, ammesso che ne abbia mai avuta. 

Bene, il nuovo modello di self service adesso non ha più limitazioni temporali di operatività, ma per poter comprare le sigarette prima delle 21.00 e dopo le 7.00 bisogna inserire la tessera del codice fiscale, oppure la tessera sanitaria (non sono sicuro di quest'ultima). La motivazione è ovvia. Per entrambi i codici esistono semplicissimi algoritmi che estraggono vari dati, tra i quali proprio la data di nascita codificata in suddetti codici. Cosi la nuova macchinetta self service può verificare se il codice fiscale è di un maggiorenne o di un minorenne.

Fantastico, verrebbe da dire a tutti coloro che hanno sofferto come me il "buco" di cui sopra. Peccato, però, che non si sappia come venga usato quel codice fiscale. Viene memorizzato da qualche parte? Viene associato all'acquisto delle sigarette? E queste coppie di associazioni codice fiscale sigarette (o anche marche di sigarette) è potenzialmente sfruttabile commercialmente dai costruttori di self service? Visto che gli imprenditori (io per primo) sono sempre alla ricerca di opportunità di business, non è che c'è qualcuno di loro che coglie due piccioni con una fava? Estendendo l'operatività temporale dei self service oltre a fare più margini (ricavi - costi), si può anche rivendere quell'informazione tanto preziosa. A chi? Beh, per esempio alle assicurazioni sulla salute, che così potrebbero ridurre il rischio di assicurare chi come me fa di tutto per ammalarsi gravemente, oppure alle multinazionali dei tabacco (compreso il monopolio di stato) che potrebbero profilare in modo piuttosto raffinato non solo la propria clientela, ma anche quella dei concorrenti.

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05/10/07

La luna e il dito

Dai contenuti dei dibattiti che ciclicamente si riaccendono fuori e dentro casa nostra sulla opportunità o meno di separare la rete a banda larga, comunque si intenda la separazione stessa, si ha l'impressione che si continui a guardare il dito e non la luna indicata dal dito.

Il dito è la ricerca spasmodica da parte di tutti del proprio giardino recintato (walled garden), con   la sola esclusione degli artisti senza notorietà massmediatica il cui unico spasmo rischia di diventare quello della fame.

La luna è la massimizzazione della diffusione dei digital media nel rispetto di tutti gli attori che contribuiscono alla creazione di valore aggiunto sulla catena che, passando da vari intermediari, va dai creatori ai consumatori finali.

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