Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Barocco-Tech

Sto scrivendo la descrizione delle strategie e della linea di prodotti per il business plan di una start-up molto tecnologica in cui la mia azienda sta investendo. Per altro, giusto per essere conseguenti al contenuto di un mio precedente post, l’abbiamo fondata a San Francisco, mentre l’R&D rimarrà in Italia.  Il business plan di una start-up ha lo scopo di convincere degli investitori a finanziarne lo sviluppo in cambio di una certa quota di azioni il cui valore, sperabilmente, aumenterà in un tempo relativamente breve  (tre anni o giù di li). Dopo avere scritto le prime 2 pagine, ho chiesto a una persona molto cara, è un artista, di provare a leggerle. Me le ha commentate in rosso e verde. A parte la sostituzione del blu con il verde, assomigliava in tutto a un ben brutto compitino da scuola elementare degli anni ’60. La cara persona non mi ha dato il voto, ma il giudizio si: barocco-tech. E’ un suo bellissimo neologismo, come solo gli artisti sanno inventare, e si applica magnificamente non solo alle mie due brutte paginette, ma a quasi tutte gli articoli di tecnologia che leggo quotidianamente. Adesso mi sto esercitando a togliere tutto quel barocco-tech dal testo  e così facendo mi accorgo di quanto sia difficile raggiungere quella semplicità che sa parlare, senza nulla perdere in precisione, alla profondità di un(a) artista. Se quello che riscriverò saprà toccarla, allora anche gli investitori rimarranno incantati e io e i miei soci le saremo debitori. Sarà come essere debitori all’arte che non è un lusso, è una necessità. Grazie Domiziana.