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Tabacchi self service e tutela della privacy

Oggi pomeriggio sono andato a comprare le sigarette nel bar sotto casa. L’area tabacchi interna al bar è in ristrutturazione, però hanno installato un nuovo modello di self service esterno al bar. Sono ovviamente al corrente del fatto che i minori non possano acquistare sigarette. Sono anche uno tantissimi che ha sofferto numerose volte del "buco" tra le 19.30, l’ora in cui la gran parte delle rivendite di tabacco chiudono, e le 21.00, l’orario in cui diventano operativi i self service. La motivazione della limitazione temporale dell’operatività dei self service dipende dal tentativo di limitarne l’uso proprio ai minori. Immagino che tale norma sia stata introdotta ai tempi del "carosello" e che oggi abbia perso molto della sua efficacia, ammesso che ne abbia mai avuta. 

Bene, il nuovo modello di self service adesso non ha più limitazioni temporali di operatività, ma per poter comprare le sigarette prima delle 21.00 e dopo le 7.00 bisogna inserire la tessera del codice fiscale, oppure la tessera sanitaria (non sono sicuro di quest’ultima). La motivazione è ovvia. Per entrambi i codici esistono semplicissimi algoritmi che estraggono vari dati, tra i quali proprio la data di nascita codificata in suddetti codici. Cosi la nuova macchinetta self service può verificare se il codice fiscale è di un maggiorenne o di un minorenne.

Fantastico, verrebbe da dire a tutti coloro che hanno sofferto come me il "buco" di cui sopra. Peccato, però, che non si sappia come venga usato quel codice fiscale. Viene memorizzato da qualche parte? Viene associato all’acquisto delle sigarette? E queste coppie di associazioni codice fiscale sigarette (o anche marche di sigarette) è potenzialmente sfruttabile commercialmente dai costruttori di self service? Visto che gli imprenditori (io per primo) sono sempre alla ricerca di opportunità di business, non è che c’è qualcuno di loro che coglie due piccioni con una fava? Estendendo l’operatività temporale dei self service oltre a fare più margini (ricavi – costi), si può anche rivendere quell’informazione tanto preziosa. A chi? Beh, per esempio alle assicurazioni sulla salute, che così potrebbero ridurre il rischio di assicurare chi come me fa di tutto per ammalarsi gravemente, oppure alle multinazionali dei tabacco (compreso il monopolio di stato) che potrebbero profilare in modo piuttosto raffinato non solo la propria clientela, ma anche quella dei concorrenti.