Giacomo Cosenza -

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settembre 2007

29/09/07

Pensavo fosse amore invece era un calesse/2

L'altro giorno, quando ci siamo incontrati al bar del sole24, avevo pochissimo tempo e mi sono perso uno dei momenti più ludici che Domiziana ha però riportato in un suo post. Sempre della serie "pensavo fosse amore invece era un calesse", questa volte con le bionde come protagoniste.

26/09/07

Un iPod per gestire i conti di casa/2

Vito Lops sa che apprezzo moltissimo i suoi post. Oggi l'ho anche conosciuto di persona alla redazione del "Il sole 24 Ore" anche se ero troppo di fretta per riuscire a scambiare due chiacchere. Ho appena letto il suo ultimo post che riprendo in questo mio cui ho dato lo stesso titolo.

Premetto che ormai una decina di anni fa ho lavorato alla progettazione e sviluppo di quello che in gergo viene chiamato Corporate Banking e li, con l'aiuto di uno straordinario esperto di tracciati bancari (flussi CBI), di cui non faccio il nome solamente perché non gli ho prima chiesto il permesso, ho imparato un numero significativo di tecnicismi, ma anche e soprattutto di organizzazione delle strutture bancarie: centri applicativi, strutture tecniche delegate e banche (grandi e piccole).

Adesso sarebbe lungo da spiegare nei dettagli, ma l'univo motivo per cui in Italia le applicazioni di gestione dei conti di casa non si sono mai diffuse è, tanto per non mandarlo a dire, del protezionismo, o corporativismo (scegliete voi come chiamarlo) del sistema bancario italiano. Infatti, mentre in Francia, giusto per fare un esempio, le applicazione di gestione dei conti di casa si comprano in edicola e le sviluppano le società di software, proprio come Money e Quicken, in Italia no, le fanno le banche (e si vede!).

Perché? Perché le banche non danno un bocchettone (il corrispondente della rete nella recente diatriba sulla sua ri-nazionalizzazione o separazione) con i dati. No. O prendi anche l'applicazione che gestisce i dati o ciccia (bundling). Questo sarà il motivo per cui persino il demone di Steve Jobs, che si è recentemente scontrato con il simulacro del mangament di TIM per iPhone, dovrà rinunciare a vedere la massaia di Voghera (nota moglie o figlia televisionaria dell'arricchito venditore di auto di provincia) che gestisce i conti di casa su un iPod.

Ancora una volta la colpa è delle corporazioni e dei protezionismi all'amatriciana. Bersani, Draghi, dove siete?

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25/09/07

Creative Commons citata in tribunale

Leggo questa notizia che riporta il caso di una denuncia parallela a Virgin Mobile e Creative Commons. Sembrerebbe che Virgin Mobile abbia usato per una sua pubblicità una foto caricata in Flickr  dal produttore Damon Chang e rilasciata con licenza Creative Commons senza restrizioni sull'eventuale uso commerciale della foto stessa. Dubito che Creative Commons possa essere accusata di avere tratto in inganno Damon Chang quando quest'ultimo ha scelto, nel caricare la foto di sua nipote poi utilizzata da Virgin Mobile, di non avvalersi della clausola non-commercial della licenza Creative Commons. Mantenere i diritti di sfruttamento commerciale delle opere rilasciate con licenze CC è infatti una prassi molto consolidata.

E' invece certamente condannabile la superficialità di Virgin Mobile che pur avendo tutto il diritto, diritto concessogli da Damon Chang, di sfruttare commercialmente quella foto non ha rispettato il diritto fondamentale ed inalienabile, a meno di rilasciarla nel public domain, del "credito" della foto stessa.

Rimane un ulteriore problema per Chang. Poteva rilasciare con una qualsiasi licenza Creative Commons una foto che ritrae sua nipote senza chiedere il permesso a quest'ultima o ai suoi tutori se minorenne?

Ci sono colpe per tutti, ma non certo per Creative Commons.

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24/09/07

Pensavo fosse amore invece era un calesse

Dunque, oggi ho letto un articolo di Vito Lops e dopo un poco ho anche partecipato a una mini discussione con alcuni dei blogger di nova100 tra i quali cito in rigoroso ordine di apparizione:

A parte che a me gli articoli di Vito piacciono sempre "molto più di tanto" perché non le manda mai a dire, nel suo post ho anche trovato molta attinenza con il tema della mini discussione di cui sopra.

Vediamo se c'é qualcuno che legge per davvero questo blog.

Al termine della discussione ho inviato agli amici con cui discutevo questo link. Tenuto conto del contenuto di quest'ultimo link, e del contenuto dell'articolo di Vito, la domanda è:

Di cosa discutevo con i seguenti amici in ordine inverso di apparizione?

 

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18/09/07

9/18th - A tribute to Jimi Hendrix

Artista1112

18 settembre 1970

Il 18 settembre del 1970 Jimi Hendrix si è spento in una camera d'albergo. Durante la notte compose la sua ultima canzone dal titolo "Story of life" di cui sono rimaste solo le liriche. La musica, che certamente ha composto e suonato  quella notte lontana 37 anni prima di andarsene per sempre, quella no, non c'è l'ha voluta lasciare. Il diritto d'autore, quello tradizionale che sta affondando insieme alle major dopo che lo hanno sfruttato oltremisura non consentirebbe a nessuno, senza il costosissimo permesso degli eredi di Jimi Hendirx, di musicare quelle parole. Cosa che Jimi Hendrix avrebbe sicuramente voluto. Se allora fossero esistite le licenze Creative Commons, oggi potremmo ascoltare decine, che dico, centinaia di canzoni con quel testo, una per ogni musicista che nei suoni selvaggi e dolcissimi della chitarra e della voce di Jimi Hendrix abbia trovato ispirazione, energia e anche sollievo alla durezza della vita da artista. E' il trentassettesimo anniversario della sua morte e io vorrei ricordarlo pubblicando "The Story of Life" musicata da mio fratello, ma proprio non posso. In alternativa pubblico un suo pezzo che si intitola "Still craying" che in questa occasione ha comunque un suo senso.

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11/09/07

Ramblings of a Polymath

Dopo molti anni di silenzio un mio carissimo amico di vecchia data (dalle medie all'università e ancora qualche anno dopo) si è fatto vivo per comunicarmi che aveva aperto un suo blog.  E' stato emozionante riconoscerne lo stile, l'estensione e l'intensione culturale e, infine, l'energia vitale. E allora ho ritrovato anche una parte di me stesso che dormiva da qualche parte e in una discussione privata sui linguaggi di programmazione ho fatto un'affermazione che a lui è molto piaciuta e che riporto

Scrivere codice illeggibile con un linguaggio non tipizzato è facilissimo, ma scrivere codice sublime con un linguaggio tipizzato è quasi impossibile

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9/11th

Money and fame
(Parole e musica di Marcello Cosenza)

I wish I could fly tonight
fly away from here
I'm looking the moon tonight
I can see your face shine
I will be fighting for freedom
For freedom in this world
and I now wonder if it's true and right
to go ahead and drop this bomb

I miss you all
while I'm here in this crazy war
I miss you all
I wanna come home
I'm tired to kill
I'm tired to see so many lives
betrayed and frame
for money and fame
for money and fame

I wish I could stop this war
I wish I could just be with you
tell me how Isabella is doing
is she still so bad at school
tell her I love her more than anything
and tell her I always be with her
but damn now I have to go
and drop this damn bombs

I miss you all
while I'm here in this crazy war
I miss you all
I wanna go home
I'm tired to kill
I'm tired to see so many lives
betrayed and frame
for money and fame

I've seen so many innocents death
I've seen so many cities on fire
I don't wanna drop this bombs
I don't wanna do anymore
oh Lord forgive us for our sins
forgive us for what we do
have mercy on people that I'm about to kill
damn I don't wanna drop this bomb

I miss you all
while I'm here in this crazy war
I miss you all
I just wanna go home
I'm tired to kill
I'm tired to see so many lives
betrayed and frame
for money and fame
for money and fame
for money and fame

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10/09/07

Prova di dialogo

Questo è un post particolare. E' il risultato della prova di dialogo tra me e Leonardo Chiariglione su un problema di attualità: il voto contrario di ISO al primo passo di approvazione come standard internazionale del formato per i documenti d'ufficio proposto da Microsoft. La conversazione è avvenuta via email nell'arco di un paio di giorni. Io e Leonardo abbiamo post-editato in modo minimale il testo al solo scopo di riprodurre una continuità di dialogo più simile a quello che si sarebbe svolto oralmente.

Ogni settore di attività professionale sviluppa un proprio glossario di termini e di riferimenti i cui significati e/o conoscenza si danno per scontati tra gli addetti ai lavori. Lo scopo è quello di rendere più agile la comunicazione. Tuttavia, così facendo, si crea una barriera di ingresso anche laddove i temi di cui si discute potrebbero essere compresi con estrema semplicità dai non addetti ai lavori, cosa non solo utile, ma persino necessaria quando la discussione tocca argomenti che impattano gli interessi di questi ultimi.

Per questo motivo ho pensato di premettere al dialogo un glossario minimale dei termini che io e Leonardo abbiamo utilizzato o che contestualizzano la nostra conversazione.

Un'ultima precisazione. La trascrizione di un dialogo ha dimensioni parecchio superiori a quelle tipiche dei post dei blog. Chiedo venia al lettore frettoloso o con poco tempo a disposizione. Chi volesse, può scaricare da qui la versione in formato PDF prodotta con NeoOffice (il porting di Open Office per sistema operativo Mac OS X)

Glossario

  • ISO: International Organization for Standardization. International Standards for Business, Government and Society.
  • MPEG: è un gruppo di lavoro dell'ISO/IEC che cura la definizione di un insieme di standard di codifica dei flussi di dati audio/video. Il sito ufficiale di MPEG è ospitato nel sito di Leonardo Chiariglione che lo ha fondato nel 1988 e che tutt'ora lo presiede.
  • UNINFO: L'UNINFO, libera associazione a carattere tecnico, ha lo scopo di promuovere e di partecipare allo sviluppo della normativa nel settore delle tecniche informatiche. In questo ambito l'UNINFO, ente federato all'UNI, opera con delega UNI, a livello nazionale ed internazionale e rappresenta l'Italia presso l'ISO.
  • ECMA: Ecma International is an industry association founded in 1961, dedicated to the standardization of information and communication systems
  • DMP: A not-for-profit organisation with the mission to "promote continuing successful development, deployment and use of Digital Media that respect the rights of creators and rights holders to exploit their works, the wish of end users to fully enjoy the benefits of Digital Media and the interests of various value-chain players to provide products and services.
  • ODF: Open Document Format. ODF è stato approvato come standard internazionale da ISO il 25 gennaio 2007. La più nota famiglia di applicazioni d'ufficio che implementano questo standard è Open Office.
  • PLIO: L'Associazione PLIO, Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org, è un'associazione di volontariato senza fini di lucro che ha come scopo la promozione della versione italiana della suite open source per l'ufficio OpenOffice.org.
  • OOXML: Office Open XML - cfr. ISO/IEC DIS 29500 . Il formato proprietario di Microsoft per i documenti d'ufficio sottomesso con procedura privilegiata (fast-track) attraverso la precedente accettazione come standard da parte di ECMA.
  • <NO>OOXML: il sito web gestito da FFII che ha lanciato la campagna mondiale contro l'adozione di OOXML come standard internazionale per i documenti d'ufficio da parte di ISO.
  • MS Office 2007: la nuova suite Office di Microsoft che adotta il formato OOXML.
  • Open Type: OpenType è un formato di font vettoriale per computer, sviluppato da Adobe Systems e Microsoft Corporation.
  • RAND: Reasonable and Non Discriminatory Licensing. Condizioni ragionevoli e non discriminatorie di licenza dei brevetti necessari per realizzare/usare una implementazione di uno standard (non necessariamente adottato da ISO). Non discriminatorie significa che il prezzo deve essere uguale per tutti. Ragionevole non so cosa significhi, visto che non è definito da nessuna parte.

Continua a leggere "Prova di dialogo" »

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04/09/07

Goodbye, Bill Gates!/3

Indice dei precedenti post su questo argomento:

Il risultato non è ancora ufficiale, ma c'è già chi, come Carlo Piana, lo considera acquisito. Office Open XML (OOXML), il formato proposto da Microsoft a ISO attraverso ECMA come standard NON E'  PASSATO. Quella che è stata definita una lotta senza esclusione di colpi, anche illeciti, tra Microsoft ed IBM con la prima a portare i propri partner nelle commissioni tecniche nazionali e la seconda a portare rappresentanti del mondo F/OSS sembrerebbe avere penalizzato Microsoft.

Per quanto mi riguarda confermo che tutto ciò sta dimostrando che le regole di partecipazione e di votazione alle commissioni tecniche degli organismi nazionali di ISO vanno riviste, perché non deve più essere consentito  a una azienda privata di navigare nelle pieghe dei regolamenti per comprare uno standard oppure per affossarlo.  Come in Italia sappiamo sin troppo bene, c'è il rischio che "passata la festa, gabbato lo santo".  Però proprio la rete, o meglio i microfoni IP  aperti sulla rete, hanno confermato che quel proverbio, molto italico e persino un tantino mafioso, comincia a non trovare più facile attuazione nel contesto della comunicazione globale. Tenere nascoste le manovre di palazzo diventa sempre più difficile, come lo fu ai tempi della votazione sulla direttiva per la brevettabilità del software. 

Adesso sarà opportuno attendere il verdetto ufficiale, ma sarebbe molto utile conoscere i dettagli di quel voto per analizzarne il senso. Per esempio sarebbe utile scoprire se ci sono "correlazioni" dei voti espressi dai singoli paesi con la rilevanza di quei paesi nel mercato ICT. Credetemi, sarebbe molto istruttivo e mi gioco una cena costosa con il primo che accetta la scommessa che tale analisi confermerà che quando parlavo di "reclutamento di nani e ballerine" non mi sbagliavo.

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03/09/07

Creative Capital

Dopo tanti anni mi sono concesso ferie piuttosto lunghe. In Olanda: Maastricht, Amsterdam, Delft, Den Hague, Utrecht. Un po' di tempo prima, circa due anni fa, il fraterno amico Marco Zamperini 1.0, mi aveva mandato  il link relativo a una conferenza sulla creatività che si teneva ad Amsterdam e il cui titolo era Creative Capital. Allora ero rimasto impressionato dai contenuti dell'agenda "aperta" della conferenza e anche dalla qualità delle personalità che vi avrebbero tenuto le principali presentazioni. Ma la cosa che più mi sorprese era la partecipazione, con tanto di intervento di apertura della conferenza, del sindaco di Amsterdam. Proprio non riuscivo a immaginare un sindaco meneghino, dalla Milano da bere in su e in giù, a destra e a sinistra, che partecipasse con un ruolo attivo, e non di consunta e ipocrita rappresentanza delle istituzioni, a una conferenza di "creativi" pieno di interventi significativi su licenze creative commons e open source, etica hacker, e via discorrendo.

Oggi, tornato dalla vacanza Olandese, dove in ogni casa-vetrina, tutte rigorosamente prive di inferriate e di tende si scorgono quadri e sculture vere, non poster plastificati di Van Gogh, l'impressione di allora si è decuplicata. Proprio in una città e in un paese dove la creatività artistica,  e non solo, è ancora tanto viva, c'è chi nelle istituzioni si preoccupa di capire quali possano essere gli interventi pubblici atti a creare un contesto favorevole  a una sua ulteriore crescita nell'era della conoscenza.

Noi che siamo gli ultimi che facciamo? Incentiviamo i creativi pubblicitari a trovare l'effetto più erotizzante possibile per vendere una linea ADSL, un gelato al cioccolato o un telefonino che lo fa, il gelato al cioccolato.

Non sembra anche a voi che sia venuto il momento di darsi una svegliata?

 

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