Giacomo Cosenza -

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18/07/07

Goodbye, Bill Gates!

Indice dei precedenti post su questo argomento:

A quanto pare in Italia l'azione di lobbying di Microsoft all'interno di UNINFO è fallita. Ma è sempre meglio attendere i risultati ufficiali. Le prime indiscrezioni dicono che su 83 votanti, ben 55 si sono espressi a favore della posizione di Microsoft, ossia esattamente  i 2/3 dei votanti, ma per sua sfortuna, si sono dichiarati contrari in 28, ossia più di 1/4 dei votanti. Le Commissioni Tecniche di tutti gli organismi nazionali di ISO hanno tutte invariabilmente registrato un numero impressionante di iscrizioni, anche dove, come in Italia, il costo della stessa non era proprio un cip di partecipazione. UNINFO sorride, finalmente un poco di soldi in cassa.

La cosa più stucchevole è però la scarsissima competenza professionale di moltissimi degli iscritti alla Commissione Tecnica competente sul tema degli standard dei documenti elettronici in formato XML. A dimostrazione di ciò, credo sia giusto ricordare che il nome italiano più nobile, quando si parla di standard, ossia quello di Leonardo Chiariglione, si è sottratto a un simile scempio del buon gusto da parte di nani e ballerine dell'ICT italiana. Come? Non votando. E' una lezione di cultura, di stile e di deontologia professionale per tutti e spero vivamente che se ne accorgano anche negli altri organismi nazionali di ISO.

Immagino che il desolante scenario italiano, il cui incipit è stato incentivato  da Microsoft, si stia replicando a specchio ovunque nel mondo. In Italia Microsoft ha perso una battaglia, forse anche la faccia, ma non è detto che perderanno la guerra.

Simili metodi di reclutamento di nani e ballerine per biechi scopi di cassa sono spesso stati la norma negli organismi di standardizzazione, ma nel secolo della rete delle reti è imbarazzante pensare che il più grande software vendor planetario possa credere di poterla fare franca tanto facilmente.  La rete delle reti ha occhi ovunque e nulla passa inosservato tanto facilmente.

Parafrasando il titolo di un noto film di Wolfgang Becker, mi sento di dire "Goodbye, Bill Gates". Lei è il passato. Il futuro abita, speriamo, in un mondo migliore di quello  in cui lei è abituato a vivere. 

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Di seguito i weblog con link a Goodbye, Bill Gates!:

Commenti

Una cosa del genere non è vietata da qualche legge sulla concorrenza a livello europeo? (a livello italiano nn chiedo nemmeno...)
Qualcosa tipo abuso di posizione dominante... Cartelli....
Qui si sta parlando dell'approvazione di uno ""standard"" (virgolette volute) direttamente collegato ad uno dei prodotti principali del monopolista del mercato.

No Tyrael, è tutto lecito. Chiunque può iscriversi alle commissioni tecniche di UNINFO, basta versare la quota di iscrizione che, a seconda dei casi, può avere costi diversi. UNINFO dovrebbe a mio avviso modificare qualche cosa nello statuto, perché la procedura attuale rende troppo semplice l'organizzazione di campagne acquisto stile quella cui siamo stati testimoni casuali. Microsoft sta facendo un gran brutta figura, ma le attuali regole di UNINFO le consentono di agire così. Tuttavia io ripongo molta fiducia nella rete delle reti, dove ogni indirizzo IP è un potenziale microfono aperto sul mondo e prima o poi un minimo di effetto rete si innesca.

Ritengo sbagliato e parziale ridurre il tutto ad un'azione di lobbying da parte di Microsoft. Piuttosto rifletterei sul fatto che il mondo non è costituito solo da persone che "odiano" o "invidiano" Microsoft e/o Bill Gates, ma che esistono anche persone che lavorano seriamente e che riconoscono il valore delle iniziative che Microsoft porta avanti, sostenendo investimenti in ricerca e sviluppo.
Avere un formato XML aperto supportato da Microsoft non lo vedo come un peccato originale ma come un'opportunità per molte aziende sia dal punto di vista degli utenti che dal punto di vista dei professionisti del settore IT.
Purtroppo temo che non avrai modo di comprendere il mio punto di vista, perché i tuoi commenti denotano una posizione di parte, a prescindere da qualsivoglia ragionamento.

Mimmo, non capisco una cosa. Sono andato a vedere il sito di UNINFO e risulta che il presidente sia un certo Domenico Squillace, una persona di IBM.
Com'è possibile che un ente che in teoria deve prendere decisioni solo in base a criteri tecnici e sulla base delle istanze che mercato esprime (cioè essere rappresentativo di esso, almeno così interpreto io un ente di standardizzazione) sia presieduto da un'azienda che ha chiaramente interessi nel privilegiare un formato (essendo notoriamente sostenitrice dell'Open Source, ivi compreso OpenOffice e perciò ODF) e nel vedere preclusa ad un altro la possibilità di accedere ad una qualifica che sempre più sarà condizione necessaria per partecipare, per esempio, ai bandi pubblici di gara delle pubbliche amministrazioni?

Eccoci, finalmente. Ero li che aspettavo. Non Bruno, che pur avendomi messo in bocca cose che non ho detto per difendere una posizione a mio avviso indifendibile, almeno si è firmato con nome e cognome e con l'azienda per la quale lavora. Questo gli fa certamente onore. No, aspettavo quelli che si celano dietro un nome, che non dicono per chi lavorano, che non si fanno "contestualizzare" e così diventa vox populi. Ma andiamo con ordine:

@Paolo: tutto quello che dici, compresa l'invidia o l'odio nulla ha che vedere con quanto ho scritto. Conosco personalmente molti altissimi dirigenti di Microsoft con i quali intrattengo splendidi rapporti improntati alla reciproca stima professionale e in alcuni casi sono rapporti di vera e propria amicizia, anche se ci si vede raramente. Nulla quindi contro chi lavora in MS, dal personale di reception fino a Bill Gates in persona. Neppure nulla contro la possibilità che possa esistere un altro standard ISO per la stessa classe di problemi, anche se la ritengo oltre che una enorme inefficienza, l'effetto di interessi contrastanti delle industrie cui è manca qualcuno con la capacità di metterli d'accordo. Tu rispondi alla seguente domanda: è secondo te deontologico che il più grande sw vendor del mondo, che detiene il monopolio del mercato della applicazioni office, vistosi costretto da quasi tutti i governi dell'orbe terracqueo, organizzi all'ultimo momento una impressionante campagna di iscrizione dei sui partner (e di molti nani e ballerine, lo ripeto) in tutte le commissioni tecniche degli organismi nazionali di ISO per garantirsi l'accettazione del formato dei suoi documenti per l'ufficio come standard ISO? E' questo il mondo che tu vuoi e che ti piace tanto? Sembrerebbe di si. In questo senso è certissimo che non potrò mai essere d'accordo con te, perché uno "standard" è un bene comune. Torna quindi nelle scuole superiori, vai dal chi ti insegnava educazione civica e chiedigli di rispiegarti cosa sia la "res publica", perché evidentemente durante le lezioni di tanti o pochi anni fa eri distratto.

@marco: che il presidente di UNINFO sia di IBM è una cosa che riguarda UNINFO medesimo ed in particolare coloro che lo hanno eletto. Prenditela con lo statuto di UNINFO come me la sono presa io perché consente anche ad un panettiere (con tutto il rispetto) di iscriversi nella commissione tecnica di valutazione degli standard per i formati dei documenti elettronici per l'ufficio. Il tuo è un argomento nullo ed in ogni caso il voto, anche del presidente, vale uno, come quello di ogni avente diritto al voto, panettieri compresi. Per un presidente si possono portare decine di panettieri. Il tuo argomento è doppiamente nullo e due galline non fanno un'aquila.

Passiamo al tuo secondo punto. La risposta all'apostolo Marco è molto simile a quella già data sopra all'apostolo Paolo. In primo luogo, per quanto mi riguarda uno standard, oggi che il net effect è tanto discriminante, è una "res publica" e non solo un'istanza del mercato, almeno che tu non intenda che la "res publica" coincida esattamente con il mercato. In secondo luogo, la contestazione della proliferazione di standard per una stessa classe di problemi, è una quisquilia rispetto ai modi con cui tale proliferazione viene raggiunta, e il modo in cui sta tentando di farlo Microsoft è quanto di meno elegante e trasparente esista, presidente o meno di UNINFO.

Un ultima cosa, Marco e Paolo, please abbiate l'educazione, quando contestate qualcosa a chi è ben identificato, di farvi identificare a vostra volta. Altrimenti chi legge pensa che abbiate qualche interesse da nascondere, altro che vox populi.

Caro Paolo,
da "ma che esistono anche persone che lavorano seriamente e che riconoscono il valore delle iniziative che Microsoft porta avanti, sostenendo investimenti in ricerca e sviluppo."

Grazie, ti ringrazio molto per il tuo riconoscimento, putroppo ancora NON abbiamo un formato XML aperto supportato da Microsoft.
In compenso abbiamo un formato aperto supportato da MSOffice, si chiama ODF, tramite plugin di SUN.

Certo "aperto" e' termine piu' stupido per descriverlo, perche' non significa niente e significat tutto: il formato e' UNO STANDARD, libero in quanto tutte le specifiche dello standard le puoi ottenere ed USARE (senza che nessuno ti faccia causa), e senza scoprire che qualcuno ti infila la sabbia nel serbatoio quando non guardi (vedi file binari e quant'altro, alle spalle di ignari utenti).

Caro Marco,

Noterai in primo luogo che la mia identita' e' perfettamente accessibile. Non a caso i miei post rimandano dal mio nome al mio blog. Lo stesso non si puo' dire per i molti dipendenti Microsoft che negli anni sono stati SBUGIARDATI, mentre si sono presentati in formato ANONIMO nei forum americani.

Ti ho fatto questo esempio cosi' capisci la differenza tra scorretto e trasparente.

Ora, cio che e' trasparante e' l'attuale regolamento UNINFO, e' trasparente che ci siano varie rogne, e' trasparente che per denaro ti puoi "comprare uno standard", senza valutarlo tecnicamente. E' anche trasparente che abbiano eletto un presidente e che questo sia stato eletto tra gli iscritti.

Detto questo? Non leggo accuse se non quella mossa a Squillace di lavorare per IBM. Per la cronaca il voto e' stato supportato da una documentazione tecnica corposa, in merito ai problemi riscontrati, problemi che sono ancora li.

>"Com'è possibile che un ente che in teoria deve prendere decisioni solo in base a criteri tecnici e sulla base delle istanze che mercato esprime"

Guarda che questo problema te lo potevi porre prima di votare non credi :O)
Se tu votavi con criteri tecnici, come ha fatto il PLIO sollevando problemi tecnici, il tuo voto era tale, al contrario se uno si presenta dicendo "sono un partner dorato, voglio fare i soldi grazie a questo formato brevettato" beh... allora il discorso cambia.

Ah, sempre per chiarire cosa e' un comportamento RIDICOLO rispetto ad uno TRASPARENTE, in Portogallo dove il presidente della commissione e' M$, hanno rifiutato l'iscrizione di IBM e SUN perche' non hanno sedie nella stanza in cui si vota.

@Mimmo: Mimmo scrive "Non Bruno, che pur avendomi messo in bocca cose che non ho detto per difendere una posizione a mio avviso indifendibile, almeno si è firmato con nome e cognome e con l'azienda per la quale lavora. Questo gli fa certamente onore".... Non mi chiamo Bruno ma Romeo Pruno, non ti ho messo in bocca cose false e la mia posizione non ha certo bisogno di essere difesa, e tanto meno qui. Ti ho risposto inzialmente nel post precedente in quanto hai citato direttamente il nome della società per cui lavoro ed hai fatto insinuazioni generalizzate sui vari gobbi e nani e visto che copro anche la carica "ingiustamente" di esperto in sede UNINFO vorrei che tu mi spiegassi in quale modo sei venuto a conoscenza di indiscrezioni circa i voti della commissione che sono ancora segreti, in quanto non si ha ancora una votazione ufficiale. Non appena l'Italia avrà espresso una posizione allora potremo dibattere su tutto e su tutti, ci mancherebbe ma fino ad allora ti pregherei di basare le tue opinioni sui fatti che sono a disposizione di tutti. Grazie!

@romeo: scusa per il typo sul tuo cognome. Per il resto non vedo perché dovrei fare finta di non sapere cose che invece so. Perché dovrei tenerle nascoste, non stiamo mica parlando del SISMI?

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