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Social music revolution

LastfmTempo fa sono incappato in last.fm , che è stata recentemente acquisita da CBS per la sorprendente cifra di 280 milioni di dollari. C’è molto di interessante in questa iniziativa che ha ormai quasi 5 anni di vita e che nel tempo ha consolidato parecchie funzionalità per i vari attori delle catene del valore del mercato musicale.

In primo luogo vale la pena di riportare il payoff di last.fm: the social music revolution. In cosa consisterebbe questa rivoluzione? Beh, mutatis mutandis, ma senza neppure particolari sforzi di astrazione, in molto di quanto ha recentemente postato proprio in nova100 Luca De Biase. Mi riferisco in particolare a  questo post in cui Luca riporta la notizia della ricerca sponsorizzata da DoubleClick, secondo la quale il passaparola è diventato il "medium" più influente per i consumatori americani. Ma mi riferisco anche a quest’altro interessante post di Luca che riporta la lista delle reti di blog che facilitano la possibilità di guadagnare qualcosa con la pubblicità. I due fenomeni, evidentemente, hanno una certa correlazione: se la blogosfera, ossia il passaparola per eccellenza della rete, non influenzasse così tanto i consumatori americani, a chi verrebbe in mente di comprare spazi pubblicitari dai blogger?

Last.fm ha fatto un primo piccolo passo per sdoganare il mercato musicale dalle influenze delle costosissime campagne promozionali degli artisti firmati dalle major, abilitando una modalità "sociale" di promozione degli artisti. Dico che il passo è stato per il momento breve perché last.fm ha previsto che gli artisti e le label possano promuoversi "anche" pagando banner o richiedendo di essere inclusi in quelle che chiamerei tagradio e questo mi sembra un approccio ancora troppo tradizionale. 

Insomma, quella di last.fm non è certo la rivoluzione invocata, ma se non altro appare essere (e non è la sola) una tappa di avvicinamento a quello che potrà essere il mercato musicale del futuro, perché in quello di oggi sono in troppi ad avere dolori, come riportato anche da Antonio Dini, primi tra tutti gli artisti che avranno pure molti difetti, ma senza di loro la vita sarebbe indubbiamente più noiosa.