Giacomo Cosenza -

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18/06/07

Lobbying in Action/1

060501_lobbyingPer quelli che fanno il mio mestiere c'è una collana di libri tecnici i cui titoli sono sempre Qualcosa in Action, per esempio Tapestry in Action, oppure Hibernate in Action. Sono testi molto pragmatici che, senza andare troppo nei dettagli teorici, vi accompagnano gradevolmente per farvi acquisire velocemente un poco di operatività sul "Qualcosa" che volete imparare a fare. Questi testi sono anche piuttosto ricchi di esemplificazioni che potete seguire passo passo. Ecco, in questo e alcuni prossimi post, vorrei provare a seguire le vicende molto concrete su un tema di cui alla stragrande maggioranza delle persone non interessa granché, ma che può essere preso come rappresentativo della Lobbying in Action. Premetto che non c'è nulla di male nel fare attività di lobbying, inteso alla anglosassone, anzi, io stesso mi sono dato parecchio da fare nel 2005 per non fare passare la brevettabilità del software al parlamento europeo andando a fare lobbying presso i nostri europarlamentari e fu una vittoria storica (alcuni dicono un pareggio) nel vero senso della parola. Però bisogna stare attenti perché, come in tutte le cose, c'è una linea d'ombra che non va oltrepassata: bisogna agire in trasparenza. Ma qual'è il tema rappresentativo della Lobbying in Action che ho scelto? Lo dirò dopo. Per il momento ecco il link ad UNINFO, l'Ente di Normazione per le Tecnologie Informatiche e la loro Applicazione. Beh, senza un minimo di supporto non è che sia il sito più semplice di questo mondo per cercare informazioni, quindi armatevi di santa pazienza se avete voglia di capire cosa fanno e, soprattutto, come lo fanno. La prima cosa che ho fatto io è leggermi lo statuto. Ci sono tre tipologie di soci: i soci onorari, i soci ordinari e i soci osservatori. Solo i soci onorari e i soci ordinari, detti cumulativamente soci effettivi, hanno diritto di voto. Diritto di voto per che cosa? Per esempio alle riunioni di lavoro degli organi tecnici alle cui attività si sono iscritti. Poi vedremo anche  in che cosa consistono queste attività. Per il momento vediamo come funzionano le votazioni, sempre da statuto. La parte che mi interessa evidenziare è quella relativa alle Commissioni Tecniche. Di regola le decisioni nelle Commissioni Tecniche sono prese con la maggioranza relativa dei voti effettivamente espressi. Se però ci sono almeno tre soci effettivi che lo richiedono, le decisioni vengono prese a maggioranza qualificata. Raggiunge la maggioranza qualificata l’alternativa per la quale risultano contemporaneamente a favore almeno i due terzi dei voti espressi e a sfavore non più di un quarto.

Facendo una veloce simulazione con un foglio di calcolo (io uso NeoOffice su Mac OS X e OpenOffice sia su MS Windows che su GNU/Linux), vi accorgerete che non è semplicissimo fare passare una decisione che non sia condivisa all'interno della Commissione Tecnica. Per ogni voto contrario ad una decisione, ce ne vogliono 2 o 3 a favore in dipendenza del numero totale voti espressi dai soci effettivi che si sono iscritti alla Commissione Tecnica. Per esempio, se ci sono 24 voti espressi, passa la decisione che ha raggiunto non meno di 16 voti a favore e non più di 6 voti a sfavore.

Per ora è tutto. Più avanti vedremo cosa abbia a che vedere tutto ciò con la Lobbying in Action.

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