Giacomo Cosenza -

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23/06/07

Lobbying in Action/3

Corporations Dunque: abbiamo l'ISO che è un ente internazionale che legifera su cosa sia degno di essere adottato come standard e su cosa non lo sia. Per prendere decisioni in proposito, ISO si avvale di organismi nazionali, detti national body, il cui compito è di esprimersi sull'accettazione degli standard proposti. I risultati delle votazioni prese all'interno di ogni organismo nazionale vengono messi tutti assieme e non passa nulla che non sia largamente condiviso (almeno 2/3 dei voti dei partecipant member a favore) e pochissimo inviso (non più di 1/4 dei voti di partecipant member e observer member). L'organismo nazionale italiano è l'UNI che, per le decisioni relative ad alcuni standard, delega altri enti nazionali. Nel settore informatico il delegato di UNI si chiama UNINFO, le cui norme di votazione sono altrettanto democratiche di quelle di ISO (almeno 2/3 dei voti a favore e non più di un 1/4 dei voti contrari). Roba da scriverci la costituzione della dodicesima repubblica italiana. Ma a me sorge un dubbio. Chi partecipa alle votazioni? A quelle di ISO mi è chiaro, gli organismi nazionali, ma a quelle all'interno degli organismi nazionali? Immaginate una multinazionale che abbia le proprie rappresentanze commerciali in tutte o quasi le nazioni che partecipano alle decisioni di ISO con i propri organismi nazionali. Questa multinazionale può avere un rappresentante in ogni organismo nazionale? Si può avere un rappresentante in ogni singolo organismo nazionale. Non solo. I software vendor multinazionali hanno, in ogni nazione in cui operano commercializzando i propri prodotti, anche una rete di partner locali  (quelli che in gergo commerciale sono detti il canale di vendita indiretto). Tali partner delle multinazionali operano sui mercati locali utilizzando i prodotti della multinazionale come "grimaldello" per erogare i propri prodotti/servizi alla clientela locale. Le relazioni tra multinazionali e partner locali sono quindi piuttosto sbilanciate in favore delle multinazionali. In occasioni particolarmente importanti, quali l'approvazione da parte di ISO di uno standard la cui adozione potrebbe favorire o sfavorire il business delle multinazionali,  queste ultime possono orchestrare campagne di reclutamento dei propri partner in tutte le Commissioni Tecniche degli organismi nazionali aderenti ad ISO. Ma come si diceva in un precedente post sull'argomento, non c'è nulla di male nel fare lobbying. La cosa importante è che lo si faccia in modo trasparente. Ecco, nel caso di UNINFO, di trasparente c'è ben poco, perché la lista dei soci effettivi con diritto di voto nelle Commissioni Tecniche non è resa pubblica prima delle votazioni stesse (o almeno io non l'ho trovata sul sito di UNINFO). In altre parole non è possibile sapere CHI e QUANDO si iscrive (pagando la corrispondente quota di iscrizione) alle Commissioni Tecniche di UNINFO che determinano la posizione italiana rispetto all'approvazione o meno di uno standard.  Siamo quasi arrivati al punto....stay tuned...

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