Da qualche settimane non c'è modo di sfuggire al rumore che tutte le grancasse dei media stanno facendo sui costi della politica. Lungi da me ritenere che non ci siano buone, anzi ottime ragioni per farlo e il successo di La Casta di Gian Antonio Stella è li a dimostrarlo. Però non vorrei che si diagnosticasse la classe politica come unica causa dei mal di pancia di tutti i cittadini italiani, in particolar modo di quelli, tra quest'ultimi, che pagano le tasse e che forse hanno più di altri il diritto a manifestare disappunto.
Ci sono infatti altre caste che, a ben guardare, mi appaioni altrettanto responsabili delle difficoltà di crescita, non solo economica, dell'Italia. Proverò a spiegarmi con semplici esempi tratti dalla mia esperienza di piccolo imprenditore. La mia impresa eroga servizi di system integration alle grandi imprese per le quali l'ICT ha un ruolo rilevante per il successo dei loro core business. Tralascio la difficoltà che una piccola impresa deve affrontare quando compete in quel mercato con concorrenti di qualche ordine di grandezza più grande anche solo per farsi conoscere. Quest'ultima questione può essere riassunta infatti in poche parole: dobbiamo dimostrare di essere non solo più economici dei nostri giganteschi concorrenti, ma anche notevolmente più bravi.
Quando, dopo investimenti commerciali significativi, finalmente si riesce a portare a casa uno di questi grandi clienti, immancabilmente accade quanto segue:
- la stipula del contratto avviene parecchio tempo dopo l'inizio delle attività
- la fatturazione delle attività viene artificiosamente posticipata
- i termini di pagamento superano abbondantemente i 90 giorni data fattura fine mese. Benchè esista una norma europea recepita nel 2002 dallo stato italiano che indica il limite di 60 giorni dal ricevimento della fattura, l'articolo di legge prevede (e come poteva essere diversamente) che nel caso in cui le parti indichino per iscritto un accordo differente, suddetto limite può essere superato (avete presente il potere contrattuale delle grandi imprese vero?)
Ora provate a fare due conti e a leggere in parallelo i bilanci delle grandi imprese italiane.
Cominciamo dai conti. Affinchè una piccola impresa possa lavorare per una grande impresa, a causa dei tre punti di cui sopra, deve affrontare un'esposizione finanziaria media di circa 150 giorni di calendario (cinque, dicasi cinque mesi). Come fa? Chiede credito alle banche, in genere con lo strumento dell'anticipo fatture. Naturalmente le banche i soldi non li prestano gratis e neppure senza garanzie, soprattutto alle piccole imprese. Ergo i costi finanziari degli investimenti delle grandi imprese sono sostenuti, almeno in parte, dalle piccole imprese. Per fare una prova del nove è sufficiente passare alla lettura dei bilanci delle grandi imprese per scoprire che il loro debito si distribuisce mediamente in modo abbastanza equilibrato tra debito verso le banche e debito verso i fornitori.
E poi si tengono centinaia di convegni per capire perchè le piccole imprese italiane facciano fatica a crescere! Che io sappia, una conditio sine qua non per crescere è fare investimenti in innovazione di prodotto e di servizio. Ma se le piccole imprese si indebitano con le banche, ovviamente aumentando gli utili di quest'ultime, al solo scopo di finanziare gli investimenti delle grandi imprese, allora è ben difficile che rimanga cassa sufficiente per finanziare la propria innovazione. O No? E i politici cosa fanno? Nulla, assolutamente nulla, ma non perchè siano loro stessi una casta, ma perchè la casta è una e trina: banche, grandi imprese (che ormai in Italia è come dire ancora banche) e potere politico.
Più del costo della casta politica, bisognerebbe quindi parlare del costo di questa particolare trinità la cui comprensione, al contrario del Mistero della Trinità, non trascende certo la ragione.
Sorvolo sulla dannazione delle piccole imprese cui, per ventura, dovesse capitare di lavorare per la pubblica amministrazione nella quale i tempi dei punti di cui sopra vanno almeno raddioppiati.
Ne approfitto, invece, per suggerire la lettura dell'articolo I veri nemici del capitalismo di Rajan e Zingales, ma se avete qualche ora in più è imperdibile il loro Salvare il Capitalismo dai Capitalisti.